Intervista al Roma Club Capri

Domenica 15 Febbraio alle ore 20:45 allo stadio Diego Armando Maradona va in scena il 180° Derby del Sole. I partenopei, campioni d’Itala, sono reduci dalla sconfitta casalinga di Coppa Italia contro il Como. Antonio Conte, allenatore del Napoli, dovrà vedersela con i numerosi infortuni che hanno falcidiato la squadra ma sembra aver ritrovato in attacco il suo pupillo Lukaku rimessosi dopo un lunghissimo infortunio. Dal canto suo Giampiero Gasperini, malgrado importanti defezioni, potrà schierare al Maradona una formazione di tutto rispetto per “vendicare” la sconfitta casalinga del 30 Novembre scorso quando gli azzurri si imposero, a mio avviso meritatamente, per 1 a 0. L’ultima vittoria dei capitolini a Napoli risale al 3 Marzo 2018: gli uomini guidati da Di Francesco si imposero per 4 a 2 sulla squadra allenata allora da Sarri. Il protagonista di quella gara fu Edin Dzeko che con una splendida doppietta mise in cassaforte il risultato. Domenica a Napoli mister Gasperini potrà contare sul nuovo attaccante olandese Donyell Malen che sembra partito con il piede giusto e contro il Cagliari ha realizzato la sua prima doppietta in giallorosso. Sarebbe ora, dopo 6 anni di aggiudicarci l’intera posta al Maradona; ce la faremo questa volta? Lo chiediamo a Patrizio Messercola presidente del Roma Club Capri che ringraziamo caldamente per la sua immediata disponibilità.

Ciao Patrizio, che aria si respira nella vostra bellissima isola in vista del Derby del Sole di Domenica sera? Possiamo giocarcela alla pare con i campioni d’Italia?

Pur essendo tifosi della Roma siamo pur sempre napoletani ed in quanto tali estremamente scaramantici! Per questo motivo non ci “esponiamo” nei pronostici (volendo proprio fare una previsione per i fan delle scommesse sportive diciamo over 2.5!); negli ultimi anni, la nostra amata Roma non ha brillato in occasione degli “incontri decisivi” e questo è senza dubbio uno di quelli, ma siamo fiduciosi, visto che finalmente è arrivato a darci una mano Malen, uno che “butta in porta la palla”, cosa che in passato ci ha fatto tanto penare!

Archiviato il “mercato di riparazione” siete soddisfatti dei nuovi giocatori che sono sbarcati a Roma e secondo voi saranno decisivi per conquistare un posto nell’Europa che conta o ci saranno utili solo dalla prossima stagione?

Partendo proprio da quanto detto prima, l’arrivo di Malen può senz’altro dimostrarsi, così com’è stato, decisivo per centrare l’obiettivo Champions. A supporto, anche Zaragoza crediamo possa contribuire “alla causa”, sperando che il suo funambolismo non sia uguale a quello di Iturbe. Per quanto riguarda Robinio Vaz, la considerazione sulle sue capacità espressa da De Zerbi, persona che di calcio se ne intende e come, fa ben sperare in prospettiva futura. Si tratta di un ragazzo che ha bisogno di crescere e grazie ai nostri “senatori” può farlo in modo sicuramente positivo.

Che cosa ne pensate del Gasp; riuscirà a ripetere con la Roma le esaltanti stagioni che ha vissuto con l’Atalanta e magari farci alzare qualche bel trofeo che manca dalla nostra bacheca da molti anni?

Le capacità di Gasperini sono davvero indiscutibili, anche quando si ostina in decisioni che non sempre sono condivise da noi tifosi. I fatti gli danno ragione, ma bisogna assolutamente avere pazienza e dargli tempo! L’Atalanta ha raggiunto ottimi risultati nel tempo ed è questo l’elemento che bisogna concedere al Gasp! La mia personale opinione è che riusciremo, grazie a lui, a toglierci finalmente qualche soddisfazione (non parlo di trofei sempre in nome della scaramanzia…) e che, soprattutto, cresceranno e si affermeranno giovani che troppo spesso abbiamo dovuto salutare per esigenze finanziarie. Un esempio su tutti è Pisilli al quale il Gasp ha chiesto pazienza e che si è fatto trovare pronto al momento giusto, ma come lui penso anche a Ghilardi ed a Ziolkowski.

Capri è un’isola che sin dall’antichità ha accolto numerosi stranieri che l’hanno scelta per la sua bellezza, il clima mite e lo splendido mare. L’imperatore romano Tiberio se ne innamorò a tal punto da abbandonare la capitale dell’impero per costruirvi Villa Jovis che divenne la sua residenza fissa. Successivamente molti imperatori vi soggiornarono facendola diventare un secondo Palatino. Come e quando è nata l’idea in voi di unirvi in un Roma Club e da dove provengono i vostri associati?

Il Capri Roma Club è forse uno dei più longevi sull’isola, anche se con qualche periodo di inattività nel corso degli anni.

Sin dagli anni Settanta, infatti, grazie prima al nostro socio storico, Gino Federico e poi ai suoi figli, il club è stato sempre presente nel panorama delle associazioni dei tifosi a Capri (oltre a noi, sull’isola ci sono i club di Napoli, Juventus, Inter, Torino, Fiorentina e persino qualche tifoso della Lazio!).

L’attuale Club è stato riorganizzato nel 2017 ed ha vissuto il suo battestimo il 18 ottobre di quell’anno, proprio in occasione della sfida contro il Chelsea, 3 – 3 allo Stamford Bridge).

La volontà dell’allora Presidente, Maurizio Lo Russo, era quella di riunire nuovamente tutti i tifosi della Magica presenti sull’isola e riaccendere la passione mai spenta per i colori giallo-rossi; in quell’anno i tesserati furono 75!

I nostri associati sono per lo più capresi, ma grazie al fatto che sulla nostra isola arrivano turisti da tutte le parti del mondo, abbiamo avuto l’occasione di avere nostro ospite durante una cena sociale Giacomo Viola, nipote dell’indimenticabile Dino, incontrare Il Capitano, Francesco Totti al tempo in vacanza a Capri con la ex moglie Ilary Blasi ed accogliere tra noi tutti quei tifosi romanisti diventati soci e amici che ci vengono a fare compagnia durante la visione degli incontri nelle loro vacanze capresi.

Avete una sede fissa per riunirvi, vedere le partite o per organizzare qualche trasferta o attività anche extra calcistica?

Oggi il club, per varie vicissitudini, conta circa 30/35 iscritti e spesso non riusciamo a riunirci tutti in occasione delle partite. Grazie alla collaborazione di un amico, ci ritroviamo al Qubè Cafè per tifare la Roma, sia in campionato che in Europa League.

Abbiamo anche organizzato delle trasferte, grazie sempre alla presenza di uno “zoccolo duro” di 5/6 soci con i quali siamo andati all’Olimpico, potendo così respirare l’aria di casa ed intonando i tanti cori della nostra fantastica tifoseria. Tra il 2024 ed il 2025 abbiamo assistito a tre incontri, tutti vittoriosi… forse portiamo bene… (Roma vs Sassuolo: 1 – 0; Roma vs Cagliari: 1 – 0; Roma vs Midtjylland: 2 – 1).   

Quante volte in una stagione riuscite a seguire la Roma? Immagino che essendo “isolati” non è sempre facile sobbarcarvi giornate di viaggio soprattutto durante l’inverno.

Come avrete intuito dalla precedente risposta, riusciamo a seguire la Roma all’Olimpico una, massimo due volte l’anno. Non è sempre facile per noi, soprattutto durante l’inverno, quando a volte capita anche di restare senza collegamenti con la terraferma, spostarci dall’isola.

Ricordo che in occasione di un Roma vs Juventus di Coppa Italia io e mio figlio rimanemmo tutto il giorno al porto di Capri sperando che qualche traghetto partisse, ma nulla: biglietti dello stadio e del treno, prenotazione alberghiera… tutto perso!

Ci sono state poi le occasioni in cui la partita della Roma in Europa rappresentava un ottimo “pretesto” per il viaggio con la famiglia: Rotterdam 2015 (Feyernoord vs Roma: 1 – 2), Vienna 2016 (Austria Vienna vs Roma: 2 – 4), Oporto 2019 (Porto vs Roma: 1 – 0… ed il rigore su Schick negato).

Quale è stata la partita allo stadio che ricordi ancora con grande entusiasmo?

Ricordo la mia prima volta all’Olimpico in compagnia di mio figlio: 21/02/2009 – Roma vs Siena: 1 – 0 gol di Taddei, ma la partita alla quale sono sicuramente più legato sentimentalmente è quella del 31/10/2017 – Roma vs Chelsea: 3 – 0. Il quell’occasione, insieme ad altri soci del Club ci ritrovammo a fare festa nel settore Distinti insieme ad alcuni tifosi che erano arrivati dal Belgio.

Fu uno spettacolo sia sportivo che di aggregazione.

Come sei diventato romanista e quali sono stati gli uomini che ti hanno fatto appassionare ai colori giallorossi?

Sin da bambino ho sempre seguito il calcio e mi appassionavano più che le singole squadre, i grandi campioni. Sono cresciuto ammirando le grandi imprese dell’Italia al mondiale di Spagna ’82 e di un monumentale Bruno Conti. Nel nostro campionato, lato Roma ricordo giocatori del calibro di Falcao, Prohaska, Pruzzo, Graziani, Tancredi, Batistuta, Montella, Vucinic, Totti, De Rossi. Allo stesso modo ho apprezzato anche i campioni delle altre squadre: Schachner, Juary, Tacconi, Platini, Boniek (certo, in giallorosso mi piaceva di più!), gli olandesi del Milan (Van Basten, Gullit e Rijkaard), Del Piero, Baggio, Maradona.

Chi mi ha praticamente portato a tifare Roma è stato mio figlio Giacomo che innamorato perso di Totti mi ha chiesto di portarlo a vedere la Roma allo stadio e da lì è nato l’amore per la Magica e soprattutto per i suoi tifosi. Già, perché credo che non ci sia affermazione più vera di quella del grande Agostino Di Bartolomei che recita: “Ci sono i tifosi di calcio e poi ci sono i tifosi della Roma”.

La trasferta di Napoli era già Off Limits per i residenti della Provincia di Roma prima ancora dell’ultimo ed ennesimo divieto di trasferte che ha colpito la tifoseria della capitale. Qualcuno di voi sarà al San Paolo domenica sera e come avete accolto il divieto delle trasferte per l’intera stagione?

Non credo che qualcuno di noi si recherà al Maradona per assistere alla partita.

Seppur meno accentuata rispetto al passato, la rivalità tra le due tifoserie influenza pesantemente la decisione di assistere a Napoli all’incontro.

Il divieto delle trasferte nasce da situazioni che poco hanno a che fare con lo sport e con la voglia di aggregazione. È sicuramente una grande peccato privare gli eventi sportivi dello spettacolo che deriva dal sano tifo per la propria squadra.

Con i partenopei i rapporti, aimè, sono a dir poco pessimi; voi come vivete questa situazione e come vi comportate con i tifosi del Napoli?

Come ti accennavo, il contrasto tra le due tifoserie è sicuramente meno accentuato rispetto al passato ed ancor meno sulla nostra isola, dove alla fine dei conti ci conosciamo tutti e per questo ci rispettiamo al di là dell’appartenenza ad una squadra piuttosto che ad un’altra.

In una realtà come Capri, che seppur aperta al mondo (accogliamo gente di tutte le nazionalità) resta pur sempre un’isola di circa 14.000 abitanti, il calcio non ha, per nostra fortuna, perso quella dimensione sana che si alimenta di sfottò, di serrati dialoghi il lunedì (almeno una volta…) o di accesi “scambi di opinioni” che restano, però, nell’ambito della civiltà.

L’augurio è che si possa superare questa assurda rivalità che vede coinvolte le uniche due grandi realtà calcistiche del centro-sud Italia.

Per finire vorremmo da te un pensiero spassionato sulla gestione della “nuova” presidenza; cosa ti ha più convinto e che cosa ancora si può fare per migliorare la squadra intesa anche come società?

I Friedkin sembrano aver impostato una gestione profondamente differente rispetto a quella del loro predecessore. Non vivendo da vicino ed in maniera profonda il rapporto con la società, non ne possiamo comprendere tutte le sfaccettature, ma quello che ci è parso di capire è che ci sia una gran voglia di arrivare a traguardi importanti e che gli errori commessi in passato (solo chi non fa non sbaglia) non hanno smorzato questa volontà.

A torto o a ragione, la proprietà si è sempre rivolta a professionisti che almeno sulla carta vantavano ottimi risultati nell’ambito della gestione di società sportive. Pinto, Souloukou, Massara sono tre nomi che sicuramente non hanno rispettato in pieno le aspettative della tifoseria ed in certi casi ne hanno anche tradito il grandissimo attaccamento ai colori, ma ripeto, erano e sono figure professionalmente competenti.

Anche la scelta di Ranieri, le cui capacità vanno ben oltre la “reputazione sulla carta” è stata improntata, secondo me, sulle indubbie doti professionali, ma nel suo caso queste ultime si sposano ad uno spessore umano inarrivabile!

In cosa si possa migliorare la società è difficile a dirsi! Forse, rispetto al passato, farebbe piacere un più ampio coinvolgimento dei Friedkin in termini di visibilità e di rapporto con la tifoseria, anche se questo è un aspetto legato al ricordo che ho io del calcio e di quando alle interviste post-gara intervenivano personaggi del calibro di Dino Viola, Gianni Agnelli, Costantino Rozzi, Antonio Sibilia, Luciano Gaucci che, con i vari distinguo del caso, non facevano comunque mancare sia la loro voce che la loro presenza al fianco della rispettiva squadra.

Riccardo Rizzo – Roma Club Florida