


Dopo il passo falso di domenica in casa del Genoa di De Rossi la Roma scenderà in campo a Bologna questa sera alle ore 18:45. Questa volta non sono in palio i 3 punti; ci si gioca qualcosa di più: il passaggio ai Quarti di Finale di UEFA Europa League. Il “sorteggio” di Nyon è stato beffardo per le due compagini italiane che concorrono all’ambito trofeo: solo una delle due approderà al turno successivo. E dire che quella di giovedì sarebbe stata una delle trasferte europee più “agevoli” della storia: sarebbero bastate 2 ore e mezzo di treno e una marea di tifosi giallorossi avrebbe invaso la città felsinea. Purtroppo tutto questo non sarà possibile a causa del divieto di trasferta per i romanisti residenti a Roma confermato anche nelle competizioni europee. I molti tifosi giallorossi che vivono in Nord Italia, invece, potranno essere presenti al fianco della nostra amata Roma. Tra i più fortunati ci sono i romanisti di Forlì che abbiamo intervistato per tastare il loro umore alla vigilia di questo importantissimo match. Alle nostre domande ha risposto Filippo Ercolani Vice presidente del ROMA CLUB FORLI’ che ringraziamo di averci regalato un pò del suo tempo per rispondere alle nostre domande.
Ben trovato Filippo, assistere ad una partita di Coppa UEFA a soli 64 km da casa non capita tutti i giorni. Immagino la vostra gioia quando avete appreso l’esito del sorteggio. Magari non proprio tutti ma penso che giovedì al Dall’Ara sarete in tanti a sostenere la Maggica?
Ciao a tutti, innanzitutto grazie per l’invito a questa chiacchierata. Il sorteggio è stato accolto con un doppio stato d’animo: da una parte la gioia di poter assistere alle due partite con distanze meno “proibitive”, dall’altro però il pescare una squadra italiana è sempre pericoloso e quindi un pelo in più di apprensione c’è. L’acquisto dei biglietti non è stato semplice, il Bologna FC non ha agevolato la cosa con un sito particolarmente macchinoso ma, alla fine, saremo comunque in tanti giovedì allo stadio compresi tanti ragazzi. Saremo sparsi nei vari settori ma comunque presenti.
Vi dispiace che giovedì allo stadio non sarà presente la “Curva Sud” e che ne pensate di questo divieto di trasferte promulgato anche per le gare internazionali?
La Curva Sud è unica e questo è risaputo anche dalle tifoserie avversarie. A Bologna, come in tutti gli stadi dove la Roma gioca, si è sempre fatta sentire e ammirare, non averla a fianco della squadra giovedì sarà sicuramente un handicap. Noi cercheremo di fare più casino possibile ma non sarà mai lo stesso. Cosa penso del divieto? Assurdo che se si fosse giocato contro il Lille si sarebbe potuta attraversare l’Italia per raggiungere la Francia ma salire a Bologna no. I tifosi della Fiorentina possono andare in Polonia i romanisti stanno a casa…Mi sembra paradossale e mi fermo qui…
Parlando, invece, di calcio giocato: andiamo a Bologna con una sconfitta pesante sul groppone, la Juve è a -1 e il Como ci ha raggiunto al quarto posto. Secondo te Gasperini sarà in grado di “resettare” la squadra in vista di questa partita?
Certamente sì. Le partite sono fatte di episodi. Nelle ultime due, per due episodi (di cui a Genova uno assurdo), potevamo avere almeno 3 punti in più se non 5. Non credo ci sarebbe molto da dover resettare se quel rigore si fosse fischiato e se avessimo avuto un poco di malizia in più nei minuti finali con la Juve. Il mister saprà toccare le corde giuste, ne sono convinto. E poi l’Europa è l’Europa, la motivazione ti viene da sola.
Per la gara di ritorno, che si terrà giovedì 19 Marzo alle ore 20:45, sarete presenti all’Olimpico e come vi organizzate di solito per seguire la Roma in Italia e in Europa?
Saremo presenti come sempre in tutte le partite che sia in casa, in trasferta, in campionato o in coppa. Abbiamo abbonati alla coppa, abbonati al campionato e poi tanti appassionati che seguono la squadra anche all’estero. Ci organizziamo con macchine o pulmini a seconda di quanti siamo.
Per l’Europa ovviamente anche aereo se serve. Di solito si fa una chat con chi ha preso il biglietto e poi da lì parte la mobilitazione e ricerca dei mezzi. Per noi anche la partita in casa è una trasferta, per Roma servono almeno 3 ore e mezza di auto. Quando la partita è di sera si torna a casa alle 4 di mattina o più tardi. Poi, dopo un paio di ore di sonno soltanto, si va al lavoro. Nelle partite più “calde” siamo riusciti anche a organizzare pullman. Come con il Sassuolo dove ci siamo inventati il family day e abbiamo organizzato un pullman con mogli e bimbi al seguito. E’ stata un’occasione per trascorrere una giornata in compagnia, oltretutto vincendo, quindi ancora meglio.
Forlì è una città antica, ricca di storia e neanche così piccola visto che conta 120.000 abitanti, ma calcisticamente, da quanto ricordo, non è mai andata oltre la Serie C. Quali sono le squadre di calcio più seguite in città e quando voi romanisti vi siete riuniti per fondare il ROMA CLUB FORLI’? Quanti soci e sostenitori contate attualmente?
In città vanno per la maggiore la Juve, l’Inter e il Milan. Essere romanisti fuori Roma è come essere legionari nelle colonie in mezzo ai barbari. Il Club è stato fondato nel 2003 da un’idea di Fabio Ceccarelli (ora Presidente Onorario) che ha voluto tentare questa avventura. Siamo un Club baciato dal romanismo in quanto il taglio del nastro fu effettuato da Donna Flora Viola, moglie del compianto Presidente Dino Viola, prima donna a diventare presidente di una società di serie A anche se solo per pochi mesi.
Negli anni il numero progressivo di amici che si sono iscritti al club ha superato le 600 unità. Oggi di attivi, che rinnovano la tessera e partecipano alle attività, ci attestiamo sui 150 soci circa.
Durante questi anni di “militanza” avete sempre avuto una sede per aggregarvi in occasione delle partite, raduni o per organizzare anche lodevoli attività extracalcistiche?
La sede è la stessa dal taglio del nastro. Via Don Minzoni 35 a Forlì. Siamo all’interno di un circolo che ci mette a disposizione una sala con maxi schermo e impianto dolby per assistere alle partite. Abbiamo sempre fatto tutto lì a parte le cene o iniziative benefiche che sono state spostate altrove non avendo il circolo la ristorazione. La sala conta oltre 100 posti a sedere ma per le finali di Europa League molti sono stai fuori la porta perché non c’era posto neanche in piedi.
Ci sono Club di altre squadre in città e che rapporti avete con loro e con tutta la cittadinanza?
I club ci sono delle squadre citate sopra. I rapporti sono sereni come è giusto che sia. Ci conosciamo tra presidenti e vicepresidenti e c’è sempre stato il corretto rispetto da parte di tutti. Con la cittadinanza direi che vale la stessa cosa. Le istituzioni ci conoscono, abbiamo un’ottima reputazione. Non voglio peccare di superbia ma il Roma Club Forlì è stato spesso presente in città con attività benefico sociali. Non ultima la raccolta fondi nel post alluvione. Questo viene apprezzato e riconosciuto da tutti e la stampa locale ne ha dato spesso risalto. In 23 anni, nel nostro piccolo, qualcosa abbiamo fatto di buono in città.
Qual’è invece l’umore di tifosi bolognesi alla vigilia di questa partita?
Non saprei dirti perché, seppur sembri vicina, Bologna è lontana da noi e di bolognesi, a Forlì, ce ne sono pochi per poter tastare loro il polso. Sicuramente l’Europa livella tutto. Non si guarda la classifica di campionato per cui immagino che siano belli carichi. Poi contro la Roma il Bologna gioca sempre come se fosse la partita della vita quindi sarà dura.
Da dove provengono i vostri associati? Ci sono anche romani che magari sono nella bella Forlì per ragioni di lavoro?
Si, ovviamente ci sono alcuni soci provenienti da Roma che sono qui per lavoro o perché trasferiti con la famiglia. Però siamo veramente tantissimi locali e romagnoli DOC. A Forlì la passione per la Roma c’è ed è viva, anche tra le generazioni più giovani che si avvicinano al Club con entusiasmo.
Tra di voi ci sono almeno 3 generazioni di tifosi romanisti, ognuna di queste avrà nel cuore un giocatore simbolo, ci dici quali sono per voi questi 3 beniamini e anche qual’è il tuo e perchè?
Ovviamente scontato il nome di Totti o di De Rossi. Abbiamo dei “diversamente giovani” che portano nel cuore Agostini, Nela o Conti. Tra i giovani va molto Dybala. Io? Oltre ai primi cinque ti butto lì un Aldair. Forse perché anche io giocavo (con risultati pessimi) in difesa. Un giocatore di un’eleganza unica negli interventi ma per niente leggero, anzi, si faceva sentire eccome dagli avversari.
Ho notato con piacere che in Emilia Romagna ci sono molti Roma Club, avete contatti con loro, collaborando assieme, magari, per organizzare le trasferte o altre iniziative che coinvolgono i tifosi romanisti?
In Emilia Romagna siamo in tanti. Non vorrei dimenticare nessuno ma andiamo da Rimini a Piacenza coprendo ogni provincia. Ci sentiamo costantemente. WhatsApp agevola molto in questo e abbiamo chat in cui ci siamo tutti. Collaboriamo spesso. Per organizzare pullman, eventi (tornei di calcetto tra club, feste, raduni ) o semplicemente per trovare un passaggio o cercare un biglietto per il ritardatario di turno. Siamo una bella realtà, ognuno con caratteristiche diverse ma molto coesi. Quando ci ritroviamo per qualsiasi cosa è sempre una festa.
Marzo: siamo ad una fase decisiva della stagione, la Roma è ancora in corsa sui 2 fronti. A prescindere di come vada a finire, che cosa pensi dovrà fare la Società per rendere la squadra più competitiva in Italia e nel mondo?
Bella domanda. Di sicuro nel calcio moderno servono soldi e quanti ne possano investire lo sanno solo loro. Sarebbe bello avere sessioni di mercato dove non dover vendere i migliori e puntare solo su scommesse. Nelle aziende i piani si fanno pluriennali. Noi sono anni che cambiamo direttori sportivi, general manager, responsabili vari. Ognuno di questi arriva, mangia e poi sparisce. Serve un progetto che abbia le basi solide. Con Ranieri abbiamo delle belle fondamenta. Con Gasperini, se lo mettiamo in condizione di lavorare, abbiamo una delle colonne portanti. Adesso vanno costruite le altre per poi fare il tetto. Se pensiamo di arrivare al tetto senza le colonne crolla tutto. Quello che succede da anni ormai. Bisogna dare continuità. Ma serve anche gente capace che sappia di calcio e non solo gente che mangia alle spalle della società per poi sparire. Ovviamente poi servono i giocatori buoni ma quello poi viene dopo. Guardiamo il Como, non serve sempre Messi per vincere.
Riccardo Rizzo – Roma Club Florida








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