A cura di Riccardo Rizzo
Dopo i tanti proclami, discorsi e ricorsi che hanno tristemente preceduto il Derby di domenica scorsa, la Roma non si è persa in chiacchiere e si è facilmente sbarazzata della pratica biancoceleste. Questa vittoria vale più di una “stracittadina”, ci ha spalancato le porte dell’Europa che conta. Domenica a Verona gli uomini di Gasperini devono sostenere l’ultima fatica: vincere per blindare definitivamente il quarto posto. Ho la forte sensazione che domenica prossima al Bentegodi, ore 15:00, saremo tantissimi, e , seppur orfani della “Curva Sud”, daremo il nostro incessante supporto alla squadra.
Oggi pubblichiamo l’ultima puntata stagionale della rubrica “Ovunque tu sarai”. Noi della Redazione ci teniamo a ringraziare tutte le sorelle e fratelli romanisti che ci hanno seguito nel nostro giro del mondo colorato di giallorosso alla scoperta dei Roma Club i quali ci hanno accolto virtualmente nelle loro sedi vicine e lontane e ci hanno raccontato cosa vuol dire essere romanisti lontano dalla nostra amata città. Quest’ultima intervista ci condurrà a Parma dove Andrea Cannara, vicepresidente del Roma Club CDLVI PARMA, è stato lieto di rispondere alle nostre domande.
Ciao Andrea, grazie ancora per la tua disponibilità, vorrei subito farti due domande: come avete vissuto il Derby al R.C CDLVI Parma e , dopo il risultato incoraggiante. quanti sarete a Verona?
Io personalmente ho vissuto il derby nel mio posto da abbonato in Tribuna Tevere.
Andata e ritorno in giornata in treno insieme ad altri 12 membri del Club grazie al fatto che è stato giocato di domenica alle 12,00.
Fosse stato di lunedì avevamo pronto il piano B con un Van già prenotato visto che avremmo avuto un paio di defezioni in tal caso.
Chi è rimasto a Parma ha potuto vedere la partita al Circolo presso il quale ci ritroviamo abitualmente in cui oltre al bar ed al ristorante possiamo godere di una sala da 60 posti con proiettore e maxischermo che è dedicata interamente a noi quando ci sono le partite della Roma.
Nella smisurata fede che ognuno di noi aveva nella vittoria contro gli sbiaditi, tutti speravamo in contemporanea in un regalo da parte di DDR e poi alla fine è arrivato quello più inaspettato da parte di Spalletti 😊.
Ovvio che ora si va a Verona con la speranza di non buttare via questo match point.
Contiamo di essere in almeno 35/40 del Roma Club CDLVI a riempire il settore ospiti del Bentegodi.
Fin dal treno di ritorno post derby ho iniziato ad organizzare con i membri del Direttivo un pullman che ad oggi è già pieno per oltre la metà e che è aperto anche a tutti i Club che volessero aggregarsi insieme a noi.
Da quel punto di vista siamo un Club privilegiato in quanto abbiamo la fortuna che il nostro Presidente di mestiere è autista di pullman da turismo e quindi beneficiamo non solo di un conducente sempre a disposizione ma anche della possibilità di trovare sempre un mezzo adeguato; questo ci ha permesso sia quest’anno ma anche quelli passati, di poter organizzare diverse trasferte in pullman.


La Champions è praticamente “ad un passo”, secondo te riusciremo a farlo o al Bentegodi ci tremeranno le gambe?
Io da sempre sostengo che “chi ha le palle le tira fuori” nel senso che dove non arrivi con le gambe ti ci devono portare la testa ed il carattere. Oggi la Roma pare essere in salute dal punto di vista fisico e quindi quello non mi preoccupa mentre ovviamente non va sottovalutato l’aspetto mentale, pensando magari che il Verona si scansi o si comporti da vittima sacrificale.
Abbiamo visto che nonostante il Verona fosse già ampiamente spacciato è andato a pareggiare a Torino (facendoci un grande favore) e non è andato a passeggiare nemmeno con l’Inter domenica scorsa nonostante non si giocassero nulla da entrambe le parti.
La storia ci insegna come per simili errori di valutazione abbiamo storicamente perso scudetti o comunque treni importanti (anche lo scorso anno la Champions non è arrivata per 1 punto per via della sconfitta a Bergamo).
Dal punto di vista tecnico il paragone con il Verona è chiaramente impari e proprio per questo motivo non dobbiamo in alcun modo dare già per scontato un risultato positivo anche perché ce la giochiamo senza Wesley e credo anche Ndicka e forse Konè, quindi saremo incompleti in zone del campo e in ruoli chiave.
Senza dimenticare poi che a Verona ci odiano e che i giocatori vorranno degnamente salutare la serie A ed i propri tifosi.
Tutte cose da mettere in conto per non farsi prendere di sorpresa; sarebbe un errore gravissimo con conseguenza terribili soprattutto per quello che significa economicamente per la prossima stagione non raggiungere il traguardo Champions.
Poco più di un mese fa la Roma sembrava una barca in balia della tempesta. Problemi societari e continui infortuni non hanno impedito al timoniere Gasperini di raddrizzare la rotta. Che cosa ne pensate del lavoro svolto dal Mister ma anche dalla squadra?
In ogni conferenza stampa che ho sentito, Gasperini ha sempre detto di avere una squadra “forte”.
Oggi viste le diatribe a distanza con Ranieri ed i riferimenti al lavoro di Massara, pare che quel “forte” fosse rivolto più alla mentalità ed alla voglia che non alla tecnica della rosa a disposizione.
Per questo dico che grazie a quella forza che Gasperini ha più volte sottolineato, è stato in grado di raddrizzare la rotta in un momento complicato in cui la stagione poteva compromettersi facendoci sprofondare in un’anonima mediocrità.
Prova ne è la partita di Parma dove eravamo ormai spacciati ma siamo risorti dalle ceneri in pochi minuti.
Ora quella forza va messa negli ultimi 90 minuti che ci aspettano a Verona.
Se poi per le coronarie di ognuno di noi volessero mettere al sicuro il risultato fin dal primo tempo, credo che tutti gliene saremmo profondamente grati.
Ma eccoci a noi, raccontaci la vostra storia, i fondatori, la sede, le iniziative e le trasferte che organizzate.
Il Roma Club CDLVI Parma nasce nel 2022, in seguito alla vittoria di Tirana, dall’idea di un ristretto numero di soci fondatori, parte dei quali oggi non fa più parte del Club.
Il nome CDLVI deriva dalla trasposizione in numeri romani del numero 456; questo altro non è che la distanza in chilometri che separano la piazza principale di Parma dallo Stadio Olimpico.
Fin dai primi mesi il Club è cresciuto esponenzialmente diventando praticamente subito il primo Club della città per numero di soci (ad oggi siamo oltre 110), iniziative benefiche, partecipazione costante alle trasferte, abbonati allo stadio Olimpico ed organizzazione di eventi.
Credo anche per questo motivo a Giugno 2025 abbiamo avuto l’onere e l’onore di organizzare da soli a Parma il V raduno mondiale dei Roma Club.
Il Roma Club CDLVI ha uno zoccolo duro di trasfertisti che segue la Roma in ogni partita in Italia e all’estero portando ovunque il nome di Parma; siamo poi anche riconoscibili grazie alla bandiera “TI AMO ANCHE SE VINCI” che abbiamo iniziato ad esporre da quest’anno a partire dalla trasferta di Atene e che ha riscosso tantissimo successo tant’è che molti ci fermano nel settore chiedendoci di poterci fare una foto accanto per il messaggio d’amore smisurato che questa trasmette.
Vista appunto la grande partecipazione alle trasferte da questa stagione abbiamo creato l’app “TRASFERTE” che permette ai soci di inserire i propri dati anagrafici e prenotare biglietti e viaggi per le partite.
Questo ci ha fatto fare un grande salto di qualità nella la gestione del servizio di biglietteria che il Club garantisce a tutti i soci iscritti.
Sull’onda di questa innovazione abbiamo poi creato anche l’app “RIFFA” grazie alla quale abbiamo organizzato 3 riffe con premi davvero ricchissimi che ci hanno permesso di finanziare tutte le altre attività del Club e le donazioni a scopo benefico.
Come ogni Club, anche se il nostro obiettivo primario è portare più gente possibile allo stadio e non coltivare quelli che io chiamo i tifosi “D&D” (Divano e Dazn), ci sono ovviamente anche i soci che pur non partecipando attivamente alle trasferte, si ritrovano presso la nostra sede per vedere le partite e stare insieme prima e dopo i 90 minuti.
Come sono i rapporti con gli abitanti e la tifoseria di Parma?
Con gli abitanti di Parma il rapporto è ottimo perché hanno imparato a conoscerci e riconoscerci non solo come Club di tifosi della Roma ma anche come “benefattori”.
Ogni anno infatti destiniamo almeno 2.000€ a sfondo benefico al Pronto Soccorso d’urgenza dell’Ospedale Pediatrico di Parma, oltre a portare ai piccoli pazienti le calze della befana e le uova di Pasqua (tutte rigorosamente originali, marchiate AS Roma).
Con la tifoseria del Parma c’è un assoluto rispetto reciproco.
Ti basta pensare che la nostra sede conviviale confina proprio con la sede dei Boys Parma e che il V Raduno Mondiale lo abbiamo organizzato proprio lì, ovviamente con il loro benestare.
Da dove provengono i vostri associati?
La maggioranza dei nostri soci risiede principalmente tra Parma e provincia, ma poi “espatriamo” anche in zone limitrofe come Suzzara, Reggio Emilia e Modena. Allontanandoci un pochino abbiamo qualcuno della provincia di Piacenza, Cremona e Ravenna. Tra tutti questi ovviamente una buona parte è rappresentata da persone originarie di Roma.
Chi sono i romanisti della storia che i vostri associati ricordano con più passione e tu hai un beniamino preferito?
L’età media dei nostri soci è più o meno la mia (circa 50), quindi molti sono legati agli idoli che avevano da bambini partendo da Agostino, Bruno, il Bomber, fino ad arrivare a Falcao.
Inutile nominare Francesco e DDR perché non essere banali.
Per me personalmente il mio idolo era Marco Delvecchio, non tanto perché ci accomuna il giorno di nascita o per le godurie da derby che mi ha regalato, ma perché ho sempre apprezzato quel tipo di giocatore “operaio” che si mette al servizio della squadra, macina chilometri e ogni tanto non disdegna di buttarla dentro.
Un altro (gol a parte) era Leandro Cufrè: piedi fucilati ma tanta grinta, oppure penso a Giovanni Cervone. Insomma ho sempre amato i giocatori più per il loro carattere che non per la tecnica o i gol.

Guardando al futuro: cosa servirà a mister Gasperini per avere una squadra più competitiva e come dovrebbe agire la presidenza per salire al top delle classifiche e restarci da protagonisti?
Per una squadra competitiva “ce vonno li sordi” e se qualcuno riuscisse a spiegarmi come davvero funziona il fair play finanziario e le maledette plusvalenze che (solo noi!!!) dobbiamo fare ogni anno, gliene sarei davvero grato, chissà che dopo Verona non si possa guardare ai conti con più ottimismo grazie agli introiti della Champion League 2026/2027.
Detto questo mi sembra chiaro che la nostra vera svolta sarà la costruzione dello stadio con i relativi introiti. La fortuna vuole che dovendo l’Italia organizzare gli Europei 2032, volente o nolente uno stadio a Roma degno di tale nome non può mancare e quindi a breve i buchi neri di bilancio mi auguro si trasformeranno in denaro sonante utile ad acquistare giocatori già formati senza dover puntare sulle famose “scommesse”.
Fino ad allora, visti anche gli ultimi avvenimenti, credo che pur senza parlare la società si sia recentemente espressa: fiducia a Gasperini, che ha dimostrato di saper lavorare con i giovani, mantenere la base di “vecchi” di comprovato valore (vedi Mancini, Konè, Malen, Svilar, Wesley) e giocare con i centesimi tra plusvalenze (se necessarie), eventuali rinnovi al ribasso (Pellegrini e Dybala) e integrazione di giocatori under 23 pronti per giocare.
Per mio personalissimo desiderio, se questi fossero possibilmente di nazionalità italiana sarebbe anche meglio.
Tuttavia proprio da questo punto di vista, quest’anno mi ha stupito come Gasperini, che in passato ci ha abituato comunque ad inserire ogni tanto giovani della squadra Primavera, nonostante la Roma da sempre possa vantare un settore giovanile tra i primi in Italia, non abbia attinto appunto alla seconda squadra.
Questo per certi versi mi pare un aspetto da attenzionare in ottica futura.










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