La prima partita del 2026 sarà disputata dalla Roma a Bergamo sabato alle 20:45. Riuscirà Gasperini a tornare a casa coi 3 punti da uno stadio che lo ha visto assoluto protagonista con l’Atalanta dei miracoli? In occasione di questa difficile e fondamentale partita abbiamo intervistato Claudio Olivieri, presidente del R.C Lecco che ringraziamo per la sua pronta disponibilità.

Ciao Claudio, buon anno, la Roma è stata la squadra che nel 2025 ha fatto più punti di tutti nel Campionato di Serie A. Secondo te stiamo bene così o potremmo essere più competitivi con un paio di innesti giusti, e quali, da acquistare nel Mercato di Gennaio?
Certamente possiamo essere più competitivi migliorando la fase offensiva con l’acquisto di giocatori più adatti al gioco di Gasperini, visto che sia Dovbyk che Ferguson non hanno offerto la mobilità e i movimenti richiesti dall’allenatore e soprattutto hanno mancato di determinazione e freddezza sotto porta. Il sogno sarebbe un giocatore come Kean, capace di realizzare reti in tanti modi diversi. Servirebbe poi anche un esterno di centrocampo a sinistra e un esterno offensivo. I nomi che si sentono in questi giorni, Zirkzee e Raspadori, sarebbero comunque ottimi rinforzi.
Sulla panchina della Roma 15 mesi fa sedeva Daniele de Rossi, poi siamo passati nelle mani di Juric per essere “salvati” da Ranieri. Adesso ci affidiamo a Gasperini. Ci dai un tuo giudizio su questi 4 allenatori che si sono avvicendati alla guida della formazione giallorossa?
De Rossi è stato mandato via troppo presto e non ha potuto dare la minima consistenza al suo progetto tecnico. Su Juric è meglio stendere un velo pietoso, come hanno fatto i tifosi di Southampton e Atalanta. Ranieri è il principale autore della rinascita della Roma che ha saputo rigenerare sia tecnicamente che tatticamente dando una consistenza alla fase difensiva di cui ha beneficiato anche Gasperini. Gasperini era malvisto da non pochi soci del nostro club (e da molti tifosi romanisti in genere) perché ritenuto antitetico ai valori e allo spirito di una squadra come la Roma e di una città come Roma. Si sono però accorti (quasi) tutti che tali limiti erano solo caratteriali. L’allenatore piemontese ha saputo dare alla squadra una nuova mentalità, più offensiva, è riuscito a trasmettere i suoi principi e a farli accettare dai giocatori. Ora la squadra ha un suo gioco in cui si riconosce la mano dell’allenatore, fa un pressing alto, ha un buon possesso palla (tra i migliori della Serie A), sviluppa una buona manovra e sa mantenere lo stesso ritmo praticamente per tutta la partita.
Quali sono, secondo te, le insidie della trasferta di Sabato visto che l’Atalanta di Palladino si è rimessa in carreggiata rispetto al catastrofico inizio targato Juric?
L’Atalanta sembra in ottima forma, Palladino ha ridato fiducia e compattezza alla squadra che sta facendo molto bene anche in Champions League. La incontriamo in un ottimo momento per loro ed è una squadra da temere nonostante gli 11 punti di differenza. Il ritmo, il pressing serrato e la continuità dell’Atalanta, tutte qualità che temevamo gli scorsi anni, sono ora prerogative anche della Roma di Gasperini. Per questo dobbiamo essere fiduciosi.

A Gennaio ritorna la Coppa Italia e abbiamo le ultime partite della fase preliminare di Europa League. Secondo te la Roma ha la rosa adatta per competere in tutte e 3 le competizioni?
Abbiamo il dovere di dare il meglio in tutte e tre le competizioni perché abbiamo le possibilità tecniche e la forza mentale per nutrire questa ambizione. Con la conduzione tecnica di Mourinho la squadra si è abituata a lottare in Europa con piena convinzione nei propri mezzi. Questa mentalità si è rafforzata con Gasperini che in più di un’occasione ha fatto capire che la squadra lotterà fino alla fine su tutti i fronti senza turn over esasperati e soprattutto bypassando l’alibi dell’eccessiva fatica di affrontare impegni così pressanti e ravvicinati.
Lecco è una splendida città tra il Lago di Como e le Alpi, è chiamata La Città Manzoniana: è il luogo in cui Alessandro Manzoni ambientò I Promessi Sposi trovando ispirazione dalle bellezze del luogo. Tu Claudio quando hai avuto l’ispirazione a diventare tifoso giallorosso?
Questa domanda rivolta a me è poco significativa perché sono di Roma e sono praticamente nato romanista per tradizione familiare consolidata negli anni. Mi sono trasferito a Lecco decenni fa. Posso però dire che molti soci non romani, anche i “lumbard” puri, difficilmente si distinguono da un tifoso romano per passione, calore umano, tifo acceso. Sembrano romani con un altro accento perché, come anche i sociologi affermano, “niente romanizza come la Roma”. Qualcuno scrive “daje” con la Y ma possiamo perdonarli. In quanto all’ispirazione che ha spinto i soci non di Roma a diventare tifosi giallorossi ciascuno ha la sua storia personale ma il denominatore comune è la magia misteriosa che questa squadra riesce a trasmettere. Non bisogna poi dimenticare che un vettore fondamentale che ha veicolato il tifo giallorosso da queste come da altre parti è la grande carriera di Francesco Totti che ha accompagnato per anni tutti gli amanti del calcio. L’ammirazione per Totti, poi trasformatasi in amore, ha portato come dote l’amore per la sua maglia e per tutto ciò che essa rappresenta in termini di passione e come patrimonio di valori condivisi.
Proprio come accade a un romanista di Roma, anche per loro una parte del cervello è dedicata alla Roma che li fa vivere in una dimensione parallela dove c’è solo la Roma.
Nella tua lunga carriera da tifoso giallorosso quali sono stati i giocatori o allenatori ma anche presidenti che hai più amato?
Il primo calciatore che ho amato nella mia prima infanzia è stato Dino Da Costa. Per restare a quegli anni un vero mito per me è stato piedone Manfredini. I nomi più importanti però, quelli che hanno segnato la mia vita, non solo di tifoso, sono stati Giacomo Losi, Di Bartolomei (entrambi mitici capitani), Pruzzo, Aldair, Bruno Conti, Daniele De Rossi e naturalmente il capitano dei capitani Francesco Totti. Tra i presidenti è fin troppo ovvio che i miei preferiti sono Dino Viola e Franco Sensi. Il Presidente che ha trasformato la solita Rometta in una grande società e in una grande squadra è stato Dino Viola, il più grande presidente della storia della Roma.
Come e quando vi è venuta l’idea di creare il Roma Club e quanti iscritti avete all’alba del 2026?

L’idea di fondare un Roma Club nella zona di Lecco era nelle menti di ciascuno di noi ancora prima che ci conoscessimo.
Ritenevamo che il nostro ruolo di tifosi isolati, ancorché sentito e partecipato, fosse poco consono alla consistenza e al fervore del tifo giallorosso nel nostro territorio. Si avvertiva l’esigenza di far emergere questo tifo così particolare, di dargli forma e sostanza, in qualche modo di nobilitarlo.
La creazione di un Roma club ci è sembrato il modo più diretto e immediato per raggiungere questo obiettivo, per condividere una passione comune e rappresentare per tutti un esempio di tifo sano e appassionato.
L’idea concreta di fondare un Roma club a Lecco è nata però quasi per caso, in occasione dell’incontro di Champions tra il Chelsea e la Roma il 18 ottobre del 2017. In tutta Lecco c’era un solo bar che disponeva di un abbonamento a Mediaset Premium e dove era quindi possibile vedere la partita. Per questo senza conoscerci ci siamo ritrovati in quel bar in una decina, accomunati dalla stessa passione calcistica.
Non sapevamo quanti soci saremmo potuti essere e nei giorni seguenti abbiamo contattato altri romanisti di nostra conoscenza o scoperti con il passaparola. L’idea è piaciuta a tutti e in pochi giorni il nostro “sogno” si è trasformato in realtà e quel bar (peraltro di un tifoso romanista lombardo che lo aveva tappezzato di manifesti e locandine giallorosse) è diventato la nostra sede.
Il nostro club è composto da circa 35 soci. Qualche anno fa eravamo di più ma la chiusura di quel bar e la conseguente perdita della nostra sede ha costituito un ostacolo non da poco e soprattutto ha reso poco realistiche le prospettive, prima fondate, di aumentare il numero degli iscritti. Le cose cambieranno se e quando troveremo una sede idonea.
In Lombardia ci sono 5 squadre in Serie A, senza contare le altre in Emilia, Veneto e Piemonte. Riuscite a seguire la Roma in queste trasferte che per voi sono abbastanza accessibili?
Non siamo un club molto attivo per ciò che riguarda le trasferte. Negli ultimi due anni abbiamo ridotto sensibilmente il numero delle trasferte organizzate. Poiché non è sempre semplice trovare i biglietti in curva ospiti e organizzarci per esporre il nostro striscione, talvolta acquistiamo biglietti in altri settori dello stadio rinunciando all’esposizione dello striscione. Contro le squadre della Lombardia c’è sempre qualche nostro tifoso. Ogni anno più di una volta nostri soci sono stati alfieri allo stadio Olimpico.
Ci racconti quale è stata la più bella trasferta che avete fatto e se avete avuto mai dei problemi di ordine pubblico?
Ricordiamo con particolare piacere la trasferta a Bologna in occasione di Bologna Roma del 1 aprile 2018, sia perché è stata la nostra prima trasferta, una specie di battesimo del fuoco, sia perché abbiamo abbinato l’evento sportivo alla piacevolezza di trascorrere insieme in una bella città la festività della Pasqua che cadeva il giorno dopo.
Il ricordo più bello in assoluto legato ad una nostra partecipazione come club ad una partita della Roma in generale ci riporta al 10 aprile 2018 quando abbiamo assistito al ritorno dei quarti di finale della Champions ROMA BARCELLONA. Eravamo una decina ed è indescrivibile la gioia provata nel riavvolgere il nostro striscione dopo la grande vittoria e portarlo in giro come un trofeo fino a Ponte Milvio dove abbiamo festeggiato insieme agli altri tifosi.
In nessuna delle nostre uscite abbiamo avuto problemi di ordine pubblico.
Cosa pensano gli abitanti di Lecco del Roma Club e che rapporti avete con loro e con gli altri tifosi della città?
I cittadini di Lecco si accorgono poco di noi perché siamo tutt’altro che appariscenti. Quando ci ritroviamo in un locale per motivi conviviali o per assistere a una partita nessuno mostra avversione o antipatia verso di noi. Anzi direi il contrario. Non siamo a Roma dove potremmo trovare tifosi della Lazio! Con i tifosi delle altre squadre, nei rari casi in cui entriamo in contatto, conviviamo tranquillamente. Lecco è una città tranquilla.
I Friedkins hanno fatto molto per riportare i tifosi allo stadio, vogliono anche ripristinare l’originale Lupa Capitolina. Che cosa ne pensate a Lecco della loro gestione e cosa potrebbero fare ancora per migliorare la Società e i rapporti con i Roma Club e tutti i tifosi giallorossi?
I Friedkin si sono dimostrati molto più ricettivi dell’”altro americano” nel capire la sensibilità e le tradizioni del tifoso romanista. Oltre al citato esempio della lupa capitolina non si può non ricordare la determinazione con cui stanno portando avanti il progetto del nuovo stadio che sembra finalmente giunto alla fase cruciale. Tengono in grande conto le esigenze e le istanze dei tifosi e questo per me è il punto di partenza per entrare nel cuore dei tifosi e per costruire un vero progetto per la Roma. Nella gestione della squadra, soprattutto nel momento dei nuovi acquisti, hanno talvolta mostrato il braccino corto, non si sa fino a che punto condizionati dai dettami del fair play finanziario. Tutti noi auspichiamo che i Friedkin tengano in maggiore considerazione il versante della comunicazione e che siano maggiormente presenti a Roma. Non conosciamo neppure la loro voce e quando vediamo il padre o il figlio in tribuna quasi lo cataloghiamo come un evento.
Riccardo Rizzo – Roma Club Florida








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