Liste UEFA Champions League: guida completa ai vincoli, alle regole e al caso Roma 2026/27

La compilazione della lista UEFA rappresenta uno dei momenti più delicati della stagione di un club impegnato nelle competizioni europee. Non basta costruire una rosa competitiva: è necessario rispettare un insieme di regole che incidono direttamente sulla possibilità di schierare determinati calciatori in Champions League.

Ogni estate si sente parlare di “giocatori esclusi dalla lista UEFA”, “problemi con i calciatori cresciuti nel vivaio” o “posti occupati”. Spesso però questi concetti vengono semplificati eccessivamente.

In questo approfondimento analizziamo nel dettaglio il funzionamento delle liste UEFA, spiegando le differenze tra Lista A e Lista B, il significato di club-trained e association-trained, i vincoli imposti dal regolamento e il loro impatto sulla Roma nella stagione 2026/27.

Perché esistono le liste UEFA?

L’obiettivo della UEFA è duplice:

  • favorire la crescita dei vivai;
  • evitare che i club costruiscano rose praticamente illimitate.

Per questo motivo ogni squadra deve registrare preventivamente i giocatori autorizzati a disputare la Champions League.

Le liste non riguardano esclusivamente la qualità della rosa, ma anche il percorso formativo dei calciatori.

Il riferimento normativo è costituito dagli articoli dedicati alla registrazione dei giocatori del Regolamento UEFA Champions League.

Le due liste: A e B

Lista A

È la lista principale.

Può comprendere massimo 25 calciatori.

Sono questi i giocatori normalmente disponibili durante tutta la competizione.

La vera particolarità è che la UEFA non guarda solamente il numero dei giocatori, ma anche la loro formazione calcistica.

Lista B

La Lista B è completamente separata.

Può contenere un numero illimitato di calciatori purché rispettino precisi requisiti di età e permanenza nel club.

Questo consente ai club di utilizzare molti giovani senza occupare posti nella Lista A.

È uno strumento fondamentale soprattutto per le società che investono nel settore giovanile.

I vincoli della Lista A

La composizione della Lista A è regolata da quattro principi fondamentali.

1. Massimo 25 giocatori

È il limite assoluto.

Se una rosa conta 31 o 32 elementi, il club dovrà necessariamente lasciare fuori qualcuno.

2. Almeno 8 giocatori localmente formati

Tra i 25 giocatori devono essere presenti almeno otto “locally trained players”.

Attenzione.

“Localmente formato” non significa italiano.

La nazionalità non ha alcuna importanza.

Conta esclusivamente dove il giocatore è cresciuto calcisticamente.

3. Almeno quattro devono essere Club-Trained

Sono i calciatori cresciuti proprio nel settore giovanile dello stesso club.

Per ottenere questo status devono aver trascorso almeno tre stagioni (o 36 mesi) nel club tra i 15 e i 21 anni.

Un giocatore straniero può quindi essere perfettamente “club-trained” se è arrivato molto giovane.

Viceversa un italiano acquistato a 24 anni non lo sarà mai.

4. Al massimo quattro possono essere Association-Trained

Sono i giocatori cresciuti in un altro club appartenente alla stessa federazione nazionale.

Per la Roma, ad esempio, sono calciatori formati in società italiane diverse dalla Roma.

Anche in questo caso servono almeno tre stagioni tra i 15 e i 21 anni.

Cosa succede se non si raggiungono gli otto giocatori?

È probabilmente la regola meno conosciuta.

La UEFA non permette di sostituire quei posti con altri giocatori.

Esempio pratico.

Se un club possiede:

  • 8 giocatori localmente formati → può registrare 25 giocatori.
  • 7 giocatori → la Lista A scende automaticamente a 24.
  • 6 giocatori → massimo 23.
  • 5 giocatori → massimo 22.

Ogni posto mancante riduce la dimensione della lista.

Questo è uno dei motivi per cui i club prestano enorme attenzione alla valorizzazione del vivaio.

Chi può entrare nella Lista B?

La Lista B è spesso decisiva durante la stagione.

Può comprendere giovani calciatori che:

  • sono nati entro i limiti previsti dal regolamento della stagione;
  • hanno trascorso il periodo minimo richiesto nel club.

Il vantaggio è enorme.

Un giocatore della Lista B:

  • non occupa uno dei 25 posti;
  • può essere inserito anche successivamente;
  • consente una gestione molto più flessibile della rosa.

Per questo motivo le società cercano sempre di mantenere il maggior numero possibile di giovani eleggibili.

Quando vengono consegnate le liste?

La Lista A deve essere depositata entro la scadenza fissata dalla UEFA prima dell’inizio della League Phase.

Da quel momento la rosa rimane sostanzialmente bloccata.

Nel corso della stagione non è possibile inserire liberamente nuovi acquisti.

Esistono soltanto alcune eccezioni previste dal regolamento, principalmente per i portieri.

Prima dell’inizio della fase a eliminazione diretta, invece, ogni club può registrare fino a tre nuovi giocatori, purché continui a rispettare tutti i vincoli previsti.

Perché il mercato estivo influenza direttamente la lista UEFA?

Molto spesso il problema non è acquistare un giocatore.

Il problema è riuscire a registrarlo.

Ogni nuovo acquisto occupa uno dei 25 posti disponibili.

Se la rosa è già completa, diventa inevitabile escludere qualcuno.

Per questo motivo gli ultimi giorni di mercato sono spesso condizionati non solo dalle trattative, ma anche dalla costruzione della lista UEFA.

Il caso Roma 2026/27

La Roma parte da una situazione abbastanza favorevole.

La presenza di calciatori cresciuti nel vivaio giallorosso e di altri formati in società italiane dovrebbe consentire di rispettare il requisito degli otto giocatori localmente formati.

Tra i principali candidati allo status di club-trained figurano:

  • Niccolò Pisilli;
  • Luigi Cherubini;
  • altri giovani del vivaio che soddisfano i requisiti regolamentari.

Tra gli association-trained rientrano invece giocatori cresciuti in altri club italiani, come:

  • Gianluca Mancini;
  • Bryan Cristante;
  • Pierluigi Gollini;
  • Daniele Ghilardi (in base al percorso formativo certificato).

Questo permette alla Roma di non avere, almeno sulla carta, particolari criticità legate alle quote obbligatorie.

Dove potrebbe nascere il vero problema?

Non nelle quote vivaio.

Il nodo sarà il numero complessivo dei giocatori.

Se la Roma dovesse completare ulteriormente il mercato con altri due o tre acquisti importanti, alcuni elementi della rosa rischierebbero di restare esclusi dalla Lista A.

La scelta dipenderà da diversi fattori:

  • gerarchie tecniche;
  • condizioni fisiche;
  • eventuali cessioni;
  • possibilità di utilizzare alcuni giovani nella Lista B.

È quindi probabile che fino agli ultimi giorni di mercato la composizione della lista resti in continua evoluzione.

Perché conoscere queste regole è importante?

Ogni estate molti tifosi si chiedono perché un nuovo acquisto non possa essere convocato oppure perché un calciatore venga escluso nonostante faccia parte della rosa.

La risposta, nella maggior parte dei casi, è nelle regole UEFA.

La costruzione della lista è un vero esercizio di equilibrio tra qualità tecnica, programmazione del vivaio e rispetto del regolamento.

Per questo motivo direttore sportivo, allenatore e segreteria sportiva lavorano insieme fino all’ultimo giorno utile, cercando di massimizzare il valore della rosa senza violare i vincoli imposti dalla UEFA.


Fonti ufficiali

Per ulteriori approfondimenti è consigliabile consultare direttamente la documentazione UEFA:

Questi documenti rappresentano il riferimento ufficiale utilizzato da tutti i club partecipanti alla competizione.

Gianluca Di Crescenzo