FIORENTINA-ROMA 5-2: SERATA DA INCUBO AL VIOLA PARK

20251107 - Fiorentina-Roma - Olivie Lukášová tenta la parata su tiro di Bredgaard.

SUCCEDE DI TUTTO A FIRENZE: UN’ESPULSIONE, DUE AUTOGOL (E MEZZO), UN RIGORE DATO E UNO NO. ALLA FINE LA FIORENTINA COSTRINGE LA ROMA AL PRIMO STOP IN CAMPIONATO.

Nell’anticipo della quinta giornata della Serie A Athora la Roma va a far visita alle Viola per l’anticipo del venerdì sera. La squadra capitolina rappresenta una vera e propria “maledizione” per le toscane, che non la battono da più di sei anni (aprile 2019), e che nella passata stagione hanno perso TUTTI i cinque scontri diretti (due in campionato, due in Poule Scudetto, e la finale di Supercoppa).

Mister Rossettini arriva sulle rive dell’Arno forte del primissimo posto in classifica ottenuto con la netta vittoria sull’Inter di domenica scorsa, e con la testa già alla decisiva sfida di martedì in Champions contro il Vålerenga.
Ritorna tra i pali Olivie Lukášová, finalmente ristabilitasi (ma dopo la prestazione di stasera, non sappiamo quanto sarà titolare ancora): la difesa orfana di Van Diemen (probabilmente fino a fine stagione) è quasi scontata: ThøgersenHeatleyValdezateVeje; centrocampo con capitan Giugliano, Greggi e Kühl, e attacco con Haavi, Viens e Dragoni nella sera del suo diciannovesimo compleanno (AUGURI GIULIA!).

La Fiorentina, guidata dal nuovo tecnico Pinones-Arce, presenta una squadra solida, giovane, veloce ed aggressiva: a centrocampo il fosforo di Emma Severini, sempre più leader dopo l’ottimo europeo disputato, con Janogy pronta a segnare ancora.

Comincia la partita, e succede di tutto, ma veramente di tutto.
Innanzitutto la squadra di casa passa subito: lancio perfetto di Bredgaard per Omarsdottir che sguscia tra le centrali romaniste (evidenziando la lentezza di Valdezate) per presentarsi a tu per tu con la portiera avversaria, e trafiggerla con un preciso diagonale (non esattamente imparabile). Nemmeno cinque minuti, e siamo già Fiorentina 1, Roma 0.

La Roma prova a giocare, ricordandosi di avere finora vinto tutte le partite di campionato: ma al 22’ c’è la prima, pesante sliding door: Heatley, già ammonita al 10’, ferma Janogy lanciata verso l’area con un fallo ingenuo. Cartellino giallo indiscutibile, ed espulsione. A metà primo tempo, la Roma si ritrova così sotto di un gol e di una giocatrice.

Paradossalmente, è proprio ora che le giallorosse sembrano svegliarsi, e per un quarto d’ora giocano la fase migliore della loro partita: ci prova Haavi ad entrare dalla sua fascia di competenza, e soprattutto c’è un bel tiro di Giugliano da fuori per disinnescare il quale a Fiskerstrand occorre il miglior riflesso. Nel frattempo, Rossettini aggiusta la squadra togliendo Kühle inserendo Di Guglielmo per avere più spinta sulla fascia sinistra.

Il primo tempo termina con una Roma confusionaria e una Fiorentina attenta ma poco pericolosa. Tra le giallorosse Viens sembra un corpo estraneo, Valdezate appare impacciata (il che fa preoccupare non poco i tifosi, consci di aver perso Van Diemen e di non avere Heatley per il derby). Unica nota positiva sono proprio i sostenitori giallorossi, giunti in massa da Roma e che cantano continuamente: dall’audio dello stadio sembra di giocare al Tre Fontane.

Il secondo tempo, dopo il cambio Bergamaschi per Dragoni (incomprensibile, la “canterana” sembrava in partita), comincia come il primo: con la Fiorentina che va in gol. E non solo: la danese Sofie Bredgaard infila una serata da sogno, siglando una doppietta in soli due minuti!

Al 53’ infatti viene lanciata in profondità per uno scatto che brucia (anche stavolta) le centrali avversarie, e trova un sinistro che Lukášová riesce solo a smanacciare in rete. Ma la complicità della portiera ceca non finisce qui: due minuti dopo l’attaccante viola si lancia in una discesa che nessuno sembra poter contrastare, e arrivata al limite tira con il destro proprio sui guantoni dell’estrema giallorossa… che però si lascia piegare le mani!
La Fiorentina va sul 3-0, e la partita sembra ormai in cassaforte.

Vi ricordate però che avevamo detto “succede di tutto”? E allora: al 63’ la Roma accorcia le distanze, quando un cross di Greggi da sinistra trova la deviazione nella propria porta di Lombardi. 3-1.
Due giri di lancette, e Bergamaschi pensa bene di ricambiare, segnando con un tap-in sulla (brutta) respinta di Lukášová, ancora su tiro di Bredgaard. Bella rete, se non fosse nella propria porta. 4-1.
Altri tre minuti, e Pilgrim appena entrata si libera bene in area ma viene atterrata. L’arbitro non ha dubbi ed indica il dischetto, la panchina viola invece sì e si gioca il primo “check”, la richiesta di usufruire del FVS (il “VAR” a bordo campo da quest’anno a disposizione della Serie A femminile). Purtroppo per Mister Pinones-Arce il rigore c’è anche al replay. Dal dischetto va Capitan Giugliano che non sbaglia, riportando la Roma sul 4-2.
Passano ancora pochissimi minuti, e al 75’ è Hurtig (attaccante della Fiorentina) a cadere in area su spinta (?) di Di Guglielmo: nuova richiesta di “check” dalla panchina, ma questo rigore proprio non ci sta.
Ve l’avevamo detto, è successo di tutto!

La Roma prova a cavalcare le ali dell’entusiasmo, e la cosa più bella la fa Giulia Galli, appena entrata per Haavi: una cavalcata delle sue sulla sinistra, con un tiro potente e preciso che Fiskerstrand non si arrischia a bloccare e devia in angolo.
Non spenderemo qui parole al miele per la giovanissima romanista, reduce da un Mondiale Under17 che l’ha vista più che protagonista (e capocannoniere della manifestazione finché l’Italia è rimasta in gioco), ma rinnoviamo la raccomandazione di seguirla con attenzione.

Le capitoline ci provano in tutti i modi, sperando di poter agguantare un pareggio in extremis: ma al 95’ la doccia gelata è il gol del 5-2: un’azione tutta confezionata dalle subentrate, con Tryggvadottir a portare palla e a servire Bonfantini, che apre a sinistra per la norvegese Hurtig: tiro a giro, questo forse il primo imparabile per Lukášová, e match chiuso.

Grande festa viola in campo e sugli spalti, per la rottura di una “maledizione” che, come detto, durava da più di sei anni: la Fiorentina ha battuto la Roma e si è fatta sotto in classifica, a 10 punti contro i 12 della capolista.
Serata da dimenticare per le giallorosse, che in 90’ subiscono cinque reti quando finora ne avevano prese solo due in quattro giornate:  impressionanti le lacune difensive che vanno sistemate in fretta e furia: la UWCL è alle porte, e dopo le sconfitte messe in conto ma comunque dolorose contro le spagnole, ora bisogna iniziare a macinare punti.
Sotto accusa in particolare Heatley, rea di aver lasciato le compagne in dieci per 70 minuti (e senza centrali per il derby) e Valdezate, ma soprattutto Lukášová: responsabile diretta di almeno tre dei cinque gol subiti; se questa è la titolare, ridateci Baldi!
Davanti, impalpabile Viens, ma sottotono un po’ tutte: Haavi spompata, Greggi imprecisa. Uniche note positive Pilgrim e Galli entrate col piglio giusto – e Dragoni che per chi scrive non andava assolutamente tolta.

Ora l’importante è scrollarsi di dosso questa sconfitta per pensare alla Uefa Women’s Champions League: martedì 11 novembre alle 18.45 si torna a casa, al Tre Fontane. Che venga il Vålerenga, lo aspettiamo!
Sabato 16 (alle 15:30) invece si giocherà il derby a Roma, che però stranamente quando è in casa “loro” si gioca a Formello… mah.

Adesso più che mai, quindi,

FORZA RAGAZZE, DAJE ROMA!  

Lorenzo Avenali – Roma Club Lupi di Londra