GENOA–ROMA 0–1: UNA ROMA IMPRECISA PORTA COMUNQUE A CASA I TRE PUNTI

GENOA, ITALY - JANUARY 25: Manuela Giugliano of Roma reacts with disappointment during the Women Serie A match between Genoa CFC and AS Roma on January 25, 2026 in Genoa, Italy. (Photo by AS Roma/AS Roma via Getty Images)

LA SQUADRA DELLA CAPITALE FA IL MINIMO INDISPENSABILE E RISCHIA ANCHE UN PO’ CONTRO IL GENOA ULTIMO. ALLA FINE CONTA LA VITTORIA.

Per l’ultima giornata del girone d’andata della Serie A Athora la Roma va in trasferta a Genova, sponda rossoblù, con già in tasca il titolo di Campione d’Inverno.
L’obiettivo di questo testa-coda è ovviamente una vittoria che cementi il consistente vantaggio in classifica.

Missione compiuta, anche se con molta più fatica del previsto: finisce infatti 0–1, grazie al solito destro chirurgico di Manuela Giugliano, che allo scadere del primo tempo decide una partita complicata, tirata, a tratti surreale.

LE SCELTE TECNICHE

Mister Rossettini conferma sulla carta il suo ormai abituale 4‑3‑3, con qualche rotazione ragionata dopo le fatiche di Coppa Italia. Tra i pali c’è Baldi, dietro linea a quattro con Thøgersen, Valdezate, Heatley e Veje.
In mezzo spazio al trio tecnico e dinamico composto da Greggi, Rieke e Giugliano, mentre davanti il roster indica un tridente con Dragoni e Dorsin ai lati di Viens.
Al momento di scendere in campo, però, il modulo sembra essere più un 4-3-1-2 con Giugliano trequartista dietro le due punte.

Il Genoa risponde con un undici compatto, fisico, pensato per chiudere gli spazi centrali e ripartire con le sue punte più rapide. L’obiettivo è chiaro: resistere alla pressione giallorossa e sfruttare ogni possibile errore, come dimostrato nelle poche ma insidiose situazioni create in entrambe le frazioni.

LA CRONACA

Primo tempo: Roma padrona, legno di dragoni e gol annullato al Genoa

Il copione dei primi minuti è chiaro: si gioca in una sola metà campo. La Roma pressa, fraseggia, spinge, mentre il Genoa fa densità, prova a non sbandare e spera di colpire su qualche ripartenza.

Dopo appena 5 minuti Giugliano testa i riflessi della portiera rossoblù Forcinella con un destro da fuori: parata facile, ma il segnale è lanciato.
Al 17’ arriva la prima grande occasione: percussione di Viens, appoggio a Dragoni, tocco sotto a scavalcare la portiera… ma il palo salva il Genoa.

Poi, dal nulla, arriva un episodio destinato a far discutere: al 24’ il Genoa segna con Bahr, che approfitta di una palla gestita male da Baldi e insacca.
Ma l’arbitro annulla per fallo sulla portiera. Decisione molto contestata: il contatto sembrava minimo, e il tap‑in onestamente poteva considerarsi regolare – ma così non è stato secondo il regolamento.
La Roma ringrazia e riprende a spingere.

Finora il primo tempo è stato un lungo monologo giallorosso, si è giocato in un campo solo, ma un’altissima percentuale di passaggi sbagliati ha impedito alla Roma di affondare come sa fare.
Sul finale di tempo però le giallorosse intensificano decisamente la manovra, e arrivano più volte alla conclusione:

  • Al 40’ Dorsin da fuori, tutto facile per Forcinella;
  • Due minuti dopo, sempre la neo-acquisto norvegese che di testa trova l’esterno della rete dando solo l’illusione del gol;
  • al 43’ Giugliano, lanciata da Dragoni in uno splendido uno‑due, a tu per tu con la portiera avversaria strozza troppo il diagonale e manda incredibilmente fuori;
  • finalmente, un minuto dopo la Capitana si fa perdonare: destro perfetto dal limite, palla nell’angolino, Forcinella immobile.

Genoa-Roma 0–1, e tutti negli spogliatoi.


Secondo tempo: occasioni a ripetizione, e un palo a porta vuota

Il secondo tempo inizia con un miracolo di Forcinella su una doppia conclusione di Dragoni e Giugliano, che avrebbero potuto chiudere la partita.
Sul ribaltamento di fronte succede l’impossibile: uscita di Baldi disturbata dalla compagna Veje, la palla le sfugge e Bahr si trova a porta letteralmente vuota… colpisce il palo pieno.
Un gol già fatto, divorato. La Roma si salva.

Rossettini corre ai ripari con i cambi: dentro Pandini, Corelli e Bergamaschi (per Greggi, Dorsin e Veje) per dare freschezza e tenere alta la squadra.

La Roma continua ad attaccare:

  • al 64’ Viens calcia da dentro l’area, ma Forcinella vola e respinge;
  • al 67’ è Giugliano al volo a sfiorare il raddoppio: ottima coordinazione, ma palla di poco alta;

Il Genoa, generoso, resta vivo fino all’ultimo ma non trova più il guizzo per riaprire il match.
Le giallorosse, pur senza brillare, gestiscono, soffrono il giusto, e portano a casa tre punti pesantissimi.

IL COMMENTO

Non bellissima, ma vincente — e questo è quello che conta

Non è stata la miglior Roma della stagione: tanto possesso, tante occasioni, ma anche un brivido enorme e tantissima imprecisione nei passaggi e sotto porta.
Però, come spesso accade alle grandi squadre, la partita l’ha decisa una giocatrice decisiva: la numero 10, Manuela Giugliano.

Una vittoria sporca, sofferta, ma fondamentale, perché arriva in una trasferta insidiosa e perché certifica la solidità mentale della squadra.

Ora testa al ritorno di Coppa Italia: mercoledì al Tre Fontane (ore 18, purtroppo un orario non comodissimo) arriva dalla lontana Formello la squadra dei dintorni di Roma. Si riparte dallo 0-0 dell’andata.

FORZA RAGAZZE, DAJE ROMA!  

Lorenzo Avenali – Roma Club Lupi di Londra