SUL CAMPO LE GIALLOROSSE LIQUIDANO LA PRATICA GENOA (GIÀ RETROCESSO) CON UNA DOPPIETTA DI DRAGONI, E AL 90’ PARTONO LE CELEBRAZIONI PER IL TRICOLORE!
Al Tre Fontane, in una giornata che va oltre il risultato, la Roma Femminile supera il Genoa e si regala l’ultimo sorriso (per ora!) di una stagione straordinaria. Una partita che conta, sì, ma fino a un certo punto: perché tutto, già prima del fischio d’inizio, profuma di festa. Di tricolore. Di storia.
Il campo consegna una Roma solida, concentrata il giusto, capace di gestire i momenti e di colpire quando serve. Ma stavolta, più che la cronaca, a restare è l’atmosfera. È ciò che accade dopo. È ciò che questa squadra ha costruito nei mesi.
E così, il triplice fischio di Maria Marotta trasforma il Tre Fontane in un’ondata di festa: è il giorno dello Scudetto – ma è anche un giorno dei saluti.
LA PARTITA: ORDINARIA AMMINISTRAZIONE, POI VIA ALLA FESTA
Mister Rossettini ha chiaramente lasciato alcuni pezzi pregiati a riposo in vista della Finale di Coppa Italia, ma soprattutto ha voluto regalare l’ultima passerella davanti agli splendidi tifosi romanisti ad alcune delle protagoniste.
La Roma comunque approccia la gara con la consueta personalità: possesso, pazienza, controllo delle fasce e pressione alta per non lasciare spazio alle rossoblù.
Il Genoa prova a restare dentro la gara con ordine e compattezza, ma la sensazione è chiara fin dai primi minuti: le giallorosse hanno un passo diverso, una qualità superiore, e soprattutto la serenità di chi sa esattamente quando accelerare.
Arriva così il vantaggio, al 51’: una splendida percussione di Giulia Dragoni fa a pezzi la difesa rossoblù e trafigge la portiera avversaria.
Ed è ancora la “canterana” a siglare il raddoppio al 72’ e a chiudere la partita, stavolta con uno splendido guizzo in area su assist di Pilgrim, deviando di piatto in porta.
Al triplice fischio, però, nessuno guarda davvero il tabellino. Tutti guardano altrove.
È QUI LA FESTA: ROMA CAMPIONE D’ITALIA
l momento in cui l’arbitro mette fine alla partita è quello in cui tutto esplode.
Esplode il Tre Fontane.
Esplode la panchina.
Esplode la gioia di una squadra che ha scritto qualcosa di grande.
In pochi attimi ci si ritrova sotto una splendida pioggia di coriandoli tricolori, mentre le giocatrici si abbracciano, ridono, piangono. È una festa piena, autentica, senza filtri.
Dagli spalti, i cori si susseguono e scendono in campo.
La Roma aveva costruito questo trionfo settimana dopo settimana (come vi avevamo raccontato), senza mai smettere di crederci. Lo aveva fatto nel silenzio del lavoro, nelle partite sporche, nei momenti difficili. E ora se lo prende tutto.
Lo Scudetto è giallorosso.
Ed è meritato.
Dopo le riprese e le foto di rito a favore di telecamere, le giocatrici finalmente vengono ad omaggiare (ed essere omaggiate) il settore del tifo più caldo, la Tribuna Est (settore 14), condividendo il trionfo con chi c’è sempre stato.
È una comunione perfetta tra squadra e tifosi, tra campo e città.

UNA FESTA CHE È ANCHE UN SALUTO
E mentre la musica continua e le medaglie brillano, arriva anche il tempo delle emozioni più difficili.
Quelle degli addii.
Alcune protagoniste di questo ciclo salutano la Roma, ma quello più doloroso, seppure ancora non ufficiale, e quello che il pubblico tributa a Emilie Haavi.

La nostra “Regina dei Ghiacci”, infatti, è in procinto di partire per altri lidi (a quanto si sa, “lidi lacustri”: andrà quasi certamente al Como neo-promosso, dove ritroverà Valentina Giacinti).
Mister Rossettini è un vecchio volpone, e al 56’ la sostituisce (con Giulia Galli) per permetterle di salutare una ad una le compagne, e ricevere un enorme, sentitissimo e doveroso applauso da parte del popolo romanista: la numero 11 norvegese, infatti, è sicuramente l’artefice di molti dei trionfi di questo ciclo, e a Roma ha trovato dei tifosi che l’hanno sempre amata e sostenuta.
È evidente quindi la sua commozione, che riflette quella di tutti coloro che si sono alzati ad applaudire quella che sarà la sua ultima partita al Tre Fontane, almeno con questa maglia.
Identica situazione anche per Evelyn Viens, la bomber che a suon di gol ha regalato vittorie e trofei ai colori giallorossi.
Volti che hanno scritto pagine importanti, che hanno contribuito a costruire l’identità di questa squadra, che oggi si prendono l’ultimo applauso dei loro fan.
Gli abbracci diventano più lunghi. Gli sguardi si fermano qualche secondo in più. Le lacrime, stavolta, non sono solo di gioia.
È il momento in cui capisci che il calcio è fatto anche di questo: cicli che finiscono, storie che si chiudono, ma che restano per sempre dentro un gruppo e dentro una tifoseria.
La Roma saluta pezzi della propria storia recente, e lo fa nel modo migliore possibile: vincendo.
IL SIGNIFICATO DI QUESTO TRICOLORE
Questo Scudetto non è solo un trofeo.
È la consacrazione di una squadra che ha saputo diventare grande davvero.
È il simbolo di un progetto che ha resistito alle difficoltà.
È la fotografia di un gruppo che ha fatto dell’unione la propria forza.
Il Tre Fontane pieno, festante, commosso, racconta più di qualsiasi statistica.
Racconta che la Roma Femminile oggi non è solo una squadra vincente: è una realtà che coinvolge, che appassiona, che rappresenta.
IL COMMENTO FINALE
La partita contro il Genoa chiude una cavalcata impressionate, quella del Campionato.
La festa Scudetto porta la speranza di aprire qualcosa che resterà.
La Roma è Campione d’Italia perché è stata la più forte, ma soprattutto perché è stata la più squadra.
E oggi, tra cori, lacrime e abbracci, si prende tutto quello che ha meritato.
Anche gli addii fanno parte della storia.
Ma questo, più di tutto, è il giorno della gioia.
Godiamocelo.
Godiamoci queste ragazze.
Godiamoci questo Scudetto.
MA NON È FINITA QUA!
Il Campionato è chiuso, è vero, ma resta ancora un appuntamento importantissimo: domenica 24 maggio alle 18, al Romeo Menti di Vicenza, la Roma affronterà la sua eterna rivale, la Juventus, per la FINALE DI COPPA ITALIA.
Il meraviglioso tifo romanista è già pronto a “macinare chilometri” ancora una volta…
Non mancate!
FORZA RAGAZZE, DAJE ROMA!
Lorenzo Avenali – Roma Club Lupi di Londra








Lascia una risposta