LA ROMA SPRECA MALAMENTE UN “MATCH-POINT” PER CHIUDERE IL DISCORSO QUALIFICAZIONE CHAMPIONS, BUTTANDO ALLE ORTICHE UN VANTAGGIO DI 3 A 0.
Nella nona e penultima giornata della “Poule scudetto” della Serie A femminile eBay 2024-25, la Roma scende in campo al Tre Fontane sentendo il fiato sul collo della Fiorentina, che ha battuto l’Inter a Milano per 3 a 1.
Le due squadre sono quindi perfettamente appaiate in classifica e soprattutto si incroceranno sabato 10 nell’ultima giornata, al Viola Park. La Roma ha però un netto vantaggio negli scontri diretti: punta quindi a vincere per rimettere tre lunghezze di distanza dall’inseguitrice e assicurarsi così il terzo posto, che vuol dire qualificazione in Women’s Champions League.
In più, l’avversario di giornata è un Milan tutt’altro che in disarmo, ma certo meno motivato che mai: occupa una quinta piazza lontano da qualsiasi stimolo per una vittoria.
Tutto facile sulla carta, no? Tutto sembra propendere per una facile vittoria romanista. Eppure, proprio in questi giorni in cui a Roma si respira aria di Conclave, non si dovrebbe certo dimenticare il detto “Chi entra papa, esce cardinale”.
Mister Spugna deve fare i conti con le tante infortunate, ma ormai in questa stagione non è più una notizia. Alle solite note si è aggiunta Giulia Dragoni, che è uscita in lacrime due settimane fa dalla sfida in casa Inter. Vediamo così Ceasar tra i pali per festeggiare la sua presenza numero CENTO in giallorosso, difesa titolare, centrocampo con Giugliano, Troelsgaard e Kühl, tridente d’attacco con la sorpresa Glionna (preferita a Corelli e Pilgrim) ad affiancare Giacinti e Haavi.
Nel Milan di Coach Suzanne Bakker resta inizialmente a riposo Chanté Dompig, in favore della giovanissima serba Stokić, con la bomber Evelyn Ijeh e Renzotti a completare l’attacco.
Come previsto, è la squadra di casa a partire a spron battuto, e infatti non passano nemmeno 5’ che arriva il vantaggio: percussione sulla sinistra di un’incontenibile Haavi, cross al centro nonostante la gagliarda opposizione di Koivisto (in un derby Norvegia-Finlandia che segnerà tutta la sfida) per la splendida deviazione in spaccata di Giacinti. Palla alle spalle di Laura Giuliani, e 1 a 0 per la Roma.
Passano cinque minuti e si fa nuovamente vedere Haavi, oggi davvero dominante sulla sua fascia; pescata da un preciso lancio di Minami, addomestica di petto la palla e libera un potente tiro di controbalzo, che solo l’ottima Giuliani riesce a bloccare a terra. La portierona milanista si fa trovare ancora pronta su Glionna al 17’. La numero 1 della Nazionale sarà anche protagonista di un bellissimo gesto a fine gara: verrà sotto la tribuna avversaria, dove farà dono dei suoi guantoni a due giovani tifose romaniste – e quando il suo lancio indirizzato a una bambina verrà intercettato da uno sprovveduto, Giuliani tirerà fuori tutta la sua grinta per gridare “E’ PER LA BAMBINA!” che le varrà un applauso di stima dai tifosi giallorossi, per aver appunto voluto fare un regalo ad una piccola fan, indipendentemente dai colori. BRAVA LAURA!
Al 27’ è ancora duello Haavi-Koivisto, ma stavolta il cross basso dell’11 romanista viene intercettato in scivolata dalla difensora, che però tocca anche con la mano: è rigore. Sul dischetto va Manuela Giugliano, che trova un angolino irraggiungibile anche per la numero 1 milanista, che pure aveva intuito. Roma sul 2-0 con l’undicesimo centro stagionale della Capitana, che supera quindi il bottino dello scorso campionato (quando però chiuse terza tra le compagne di squadra, mentre quest’anno è al primo posto).
Il primo tempo non vede altri sussulti: la Roma gioca sul velluto, lasciando le chiavi della cabina di regia ad un’ottima Kühl. Il Milan non è mai pericoloso, con Ceasar quasi mai impegnata.
Alla ripresa Coach Bakker gioca la carta Dompig (per Renzotti), mentre nessun cambio dalla panchina giallorossa, nonostante il lungo riscaldamento di Pilgrim e Corelli, e una prestazione abbastanza sottotono di Glionna.
Dopo appena 70 secondi di gioco, la Roma passa ancora: Giacinti mette al centro da destra, Koivisto per anticipare Haavi che già si coordinava per il tiro rinvia corto, ma la palla arriva a Kühl all’altezza del dischetto; la giovane danese stoppa e piazza la palla nell’angolo basso alla sinistra di Giuliani, per la sua prima rete in giallorosso. Roma 3 – Milan 0, e partita che sembra ormai indirizzata, così come il terzo posto in classifica.
Tutto chiuso? Nemmeno per sogno: al 54’ il Milan batte un angolo con Rubio, e a centro area svetta la centrale difensiva Mesjasz con tutta la sua statura, per un colpo di testa che beffa Ceasar all’incrocio dei pali. È 3-1, ma non è finita qui.
Al 59’ Arrigoni ringrazia Ceasar per un vero e proprio regalo: la portiera giallorossa le passa un pallone (voleva servire Troelsgaard) e la mette in condizione di servire Ijeh sola davanti alla porta vuota. È 3-2, ed è anche la conferma che Ceasar si sia persa nelle luci della finale di Coppa Italia lo scorso maggio.
Dopo l’annata superlativa nello scorso campionato, infatti, questo 2024-25 è stato assolutamente infausto per lei. Difficile ipotizzarla come titolare tra i pali della Roma per la prossima stagione.
Il Milan ora ci crede, anche se le rossonere sanno benissimo che un pareggio, ma nemmeno una vittoria, servirebbero a nulla.
Coach Bakker effettua tutte le sostituzioni per dare vivacità e freschezza alla squadra (e toglie anche Koivisto, giornata nera per lei). Di contro, Spugna risponde mettendo Pandini per Kühl (al 55’) e Pilgrim per Haavi (85’), riuscendo nella difficile impresa di togliere le due migliori in campo e smorzare quindi ogni scintilla di gioco. Inutile il lunghissimo riscaldamento di Corelli (e nel frattempo Aigbogun riesce ad infortunarsi durante il warm-up. Che stagione sfortunata!).
In mezzo c’è anche un’ammonizione, forse eccessiva, per Minami: salterà quindi la sfida decisiva di sabato prossimo (come Bonfantini per la Fiorentina, espulsa sabato).
Al 60’ Ceasar ricorda di essere una portiera di livello internazionale e chiude bene a tu per tu con Stokić.
Al 78’ è Troelsgaard a trovare una buona soluzione con un diagnolale dal limite, che finisce fuori per questione di centimetri.
Le squadre ora sono allungate e il gioco è meno limpido.
Al 92’ la sliding door del campionato della Roma: Ijeh viene servita in profondità sulla destra; è praticamente sola contro Linari e Di Guglielmo, eppure la svedese riesce ad accentrarsi e a trovare un preciso tiro di sinistro sotto l’incrocio.
Il Milan raggiunge quindi la Roma, 3-3. Difesa romanista totalmente immobile.
La Roma ci prova in maniera confusa negli ultimi minuti, ma non punge mai. Il match termina quindi in parità.
Come dicevamo, un pessimo risultato per i colori giallorossi: ora le ragazze di Spugna dovranno giocarsi il tutto per tutto al Viola Park, il prossimo sabato 10 maggio (ore 15), in casa di una Fiorentina che appare in forma smagliante. Un pareggio basterebbe, ma guai a non giocare per vincere. Il premio si chiama UWCL (e anche la nuovissima competizione, la Women’s Europa Cup), la sconfitta significherebbe un anno senza Europa – una punizione troppo dura per questa squadra.
La Roma si troverà quindi a dover giocare un match da dentro o fuori, con il coltello fra i denti, solo sette giorni prima della decisiva finale di Coppa Italia (sabato 17 maggio ore 18, a Como). Nel frattempo, la Juventus altra finalista gioca già “in pantofole” da due settimane.
Questo per far comprendere la gravità dell’errore di non aver vinto questa partita.
Speriamo che la fine di questa stagione non porti altra amarezza per i tifosi dei colori più belli del mondo, e anzi confidiamo in un pronto riscatto delle nostre beniamine!
FORZA RAGAZZE, DAJE ROMA!
Lorenzo Avenali – Lupi di Londra








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