Ancora una volta la Roma fallisce l’esame contro una squadra di alto livello, perchè che ci piaccia o no i bergamaschi liberati dalla palla Juric rimangono una bella realtà sia nel nostro campionato che in Europa.
Pronti via e la Roma ha subito una doppia clamorosa occasione con Dybala e Ferguson al 7’, l’argentino non riesce incredibilmente a concludere davanti a Carnesecchi mentre il tentativo dell’irlandese viene respinto sulla linea dalla difesa atalantina.
Poi, all’improvviso, l’episodio che deciderà la posta in palio.
Clamoroso errore di Svilar al 12’ su calcio d’angolo, nell’uscita in presa alta le braccia non sono posizionate correttamente e bucano l’intervento, la palla finisce sul corpo di Scalvini che senza saperlo realizza la rete che vale tre punti.
Ci sarebbe tutto il tempo per rimediare e invece le buone intenzioni iniziali sembrano già svanite.
La differenza sostanziale è che la Roma tiene palla e prova a costruire gioco ma senza pungere, spesso per arrivare davanti all’area ci vuole tanto tempo, l’Atalanta con tre/quattro passaggi riesce a rendersi molto più pericolosa.
Come ad esempio al 20’ quando una bella azione in velocità dei nerazzurri porta Zalewski a tu per tu con Svilar, per fortuna la conclusione dell’ex romanista è sballata e termina fuori.
Al 27’ arriva anche il raddoppio dei padroni di casa con Scamacca; Çelik si lascia superare con troppa facilità da Zappacosta, cross dal fondo che trova completamente libero il numero 9 di staccare e di lasciare pietrificato Svilar. Ci vorranno ben 6’ di VAR per rilevare una posizione (molto discutibile) di fuorigioco ad inizio azione dello stesso Scamacca.
La Dea Fortuna sorride ai giallorossi ma i ragazzi di Gasperini non riescono a cogliere questi segnali; dopo i primi 20’ tutto sommato discreti la squadra sembra perdere certezze e accumula tanti errori in fase di impostazione.
Grande ed evidente la differenza tra Scamacca e Ferguson, l’irlandese non riesce neanche ad accennare uno dei movimenti ad uscire fatti vedere dall’attaccante nato a Roma.
La Roma è lunga e sfilacciata, non riesce a pressare ma neanche a coprire gli spazi in modo adeguato né in mezzo al campo e né in difesa, per fortuna dopo 8’ di recupero arriva il doppio fischio che chiude un brutto primo tempo.

La ripresa si apre con Wesley al posto di Ziolkowski e il conseguente spostamento di Mancini al centro della difesa.
Le urla di Gasperini devono essere state parecchio forti, il piglio iniziale dei giallorossi è sicuramente più convinto e deciso; ci prova Ferguson al 50’ con un tiro volante dopo un palleggio in area, Carnesecchi respinge con sicurezza.
Ci prova poi Soulè dopo due minuti, lascia sul posto Ahanor ma la sua conclusione non sorprende il numero uno bergamasco. Wesley si invola sulla destra imbeccato da Soulé, il suo cross basso è girato in porta da Dybala ma la conclusione viene deviata provvidenzialmente in angolo da Djimsiti.
La prestazione da 4 di Rensch si interrompe al 58’ quando Gasperini esasperato dall’ennesimo errore decide di sostituirlo con Tsimikas; finisce anche la partita di Ferguson, al suo posto Dovbyk.
Il “furore” giallorosso si spegne con il passare dei minuti, l’Atalanta sembra in difficoltà ma ancora una volta la Roma non coglie l’attimo e si adagia lentamente su uno sterile possesso palla senza riuscire più a creare vere occasioni da gol.
Diventa così facile per gli uomini di Palladino gestire la partita tenendo sotto pressione la difesa romanista con veloci ripartenze.
Al fischio di finale di Sozza l’amarezza è tanta mista ad una profonda delusione. C’erano tutte le premesse per fare bene a Bergamo, quello a cui abbiamo assistito è stato un spettacolo che non meritiamo.
Il pareggio della Juve con il Lecce doveva essere uno stimolo in più per mantenere almeno ad un punto di distanza i bianconeri, e invece niente, la squadra è sembrata a tratti scollegata e incapace di giocare a calcio.
Tre sconfitte nelle ultime cinque gare di campionato devono necessariamente suonare come un campanello d’allarme per tutti, non solo per Mr. Gasperini. E la prossima trasferta di Lecce non parte sotto i migliori auspici considerando che l’intero reparto difensivo titolare non sarà presente.
La classifica comincia a cambiare forma, davanti allungano mentre dietro iniziano a spingere, il Como è a soli tre punti e dopo questa vittoria anche le ambizioni dell’Atalanta possono nuovamente farsi sentire.
Sarà un settimana lunga e ricca di polemiche per l’ambiente romano, noi come sempre però non smetteremo di tifare e soffrire per i nostri colori del cuore.
Nota a margine: Mangiante che inizia l’intervista a Gasperini dicendo “avete concesso solo due tiri all’Atalanta” deve dirci chiaramente se ci prende in giro o se preferirebbe dedicarsi soltanto al tennis.
Luca Panno – Roma Club Parma








Comincio dalla “nota a margine”, aggiungendo che, secondo me, al di là delle sue preferenze Angelo Mangiante dovrebbe dedicarsi ad altro sport. Magari meno popolare in questi anni rispetto al calcio e al tennis ma pur sempre sport, vai in particolare a Massimiliano Allegri che continua a guardare dall’alto diverse squadre. Venendo alla partita di ieri, come già sottolineato in altre occasioni, c’è un filo comune che sembra legare Juventus e Roma, ovvero la mancanza di qualcuno lì davanti in grado di finalizzare il lavoro della squadra. Puoi avere Dybala e Soulè, oppure Yildiz e Coinceicao, ma se non hai chi finalizza il loro lavoro le partite le perdi o le pareggi (quando va bene). Entrambe le squadre, nel turno di ieri hanno perso una buona occasione. La Roma quella di superare la Juventus che, pareggiando, a sua volta non è riuscita a staccare i giallorossi di qualche punto. Tre sconfitte nelle ultime cinque partite sembrano oscurare quanto di buono si era visto ad inizio campionato e se si tiene conto dei recuperi di chi sta più in alto, più che un campanello di allarme sarà il caso di far suonare una bella sveglia.