Aspettavamo fiduciosi un bel regalo natalizio dai colori giallorossi, ancora una volta invece la Roma sbatte contro la maledizione dello Stadium e contro le sue disattenzioni.
Primo tempo frenetico caratterizzato da tanti errori da entrambe le parti, sia in difesa che in attacco regna l’imprecisione e un po’ di confusione.
La Roma a tratti fa vedere una maggiore capacità di palleggio fino agli ultimi sedici metri, poi la mancanza di una vera punta e l’ostinazione nel tenere troppo la palla, sopratutto da parte di Pellegrini e Soulé, finiscono per vanificare una buona costruzione di gioco.
La Juventus ha sicuramente le due occasioni più importanti, la seconda delle quali porta i padroni di casa in vantaggio a tre minuti dall’intervallo; difesa giallorossa schierata ma ferma sull’iniziativa di Yildiz sulla fascia destra, tocco a centro area leggermente deviato da Cambiaso che trova incredibilmente liberissimo Conceicao a tu per tu con Svilar.
Fin troppo facile per il giocatore portoghese segnare.
Tutti si aspettano una reazione della Roma all’inizio della ripresa ma è invece la Juventus a partire forte e ad avere due palle gol prima con Yildiz (diagonale che sfiora il palo) e poi con Cambiaso che chiama Svilar alla super parata.

Al 52’ la pazienza di Gasperini finisce e richiama in panchina Pellegrini dopo l’ennesimo pallone perso; stessa sorte dopo pochi minuti per Soulé e Dybala.
Momento delicato per i bianconeri al 60’ quando perde in contemporanea Conceicao per un problema muscolare e Bremer per affaticamento; potrebbe essere l’occasione per la Roma per far salire la pressione e invece arriva il raddoppio juventino con il gol di Openda.
Ancora una volta difesa giallorossa che si fa sorprendere centralmente, Ziolkowski viene abbandonato tra McKennie e Openda, il colpo di testa dell’americano è respinto ancora una volta da Svilar, la palla rimane tra le maglie bianconere e per il belga si tratta solo di appoggiare la palla in rete.
Per la prima volta in campionato la Roma subisce due reti.
Potrebbe essere il colpo del k.o. ma l’orgoglio dei giallorossi arriva (in ritardo) al 76’ con la rete di Baldanzi. Wesley recupera con grinta un bel pallone sulla trequarti e lancia in profondità Ferguson, il tiro potente dell’attaccante è respinto in diagonale da Di Gregorio ma Baldanzi è pronto a ribadire in rete anticipando Cambiaso.

Inizia una nuova partita che regala 20’ vissuti con tensione e trepidazione dalle tifoserie. Gli spazi si aprono esponendo le difese a continue ripartenze veloci, in una di queste Yildiz (ottima la partita del turco) prende il palo con una conclusione delle sue.
La Roma ci prova più per inerzia che per convinzione, la palla buona arriva allo scadere sui piedi di Ferguson ma la conclusione debole di destro non può sorprendere Di Gregorio.
Finisce così, con l’amaro in bocca per quella che poteva e doveva essere un’occasione ghiotta. La Roma del primo tempo avrebbe sicuramente potuto meritare qualcosa in più, ma se costruisci tanto e non arrivi mai alla conclusione difficilmente porti a casa dei punti.
La fortuna inoltre non aiuta, all’assenza di Ndicka si aggiunge all’ultimo minuto quella di Hermoso; Ziolkowski ha fatto una discreta partita ma sicuramente il suo peso specifico difensivo non è ancora al livello degli altri due.
Dure le parole di Gasperini a fine partita su Ferguson e su “altri nuovi acquisti”; il messaggio lanciato alla società è chiaro e non nuovo, la base per provare a fare qualcosa di importante c’è ma è necessario intervenire pesantemente nel mercato di gennaio.
Mancano pochi giorni al 25 dicembre, colgo l’occasione per fare a tutti i tifosi giallorossi sparsi per il mondo i miei più sinceri Auguri per un Natale sereno e carico di affetti; e ricordatevi sempre che chi tifa Roma, non perde mai!
Luca Panno – Roma Club Parma








Tolto il match con il Como, nelle ultime partite la Roma mi è sembrata un po’ spenta. Pesa parecchio l’assenza di una vera punta centrale che sappia chiudere le giocate di Dybala, Soulé e Pellegrini: giocatori di grande qualità, ma che a volte (ieri forse più del solito) finiscono per tenere troppo il pallone.
È un problema che, in fondo, ricorda quello della Juventus: senza una prima punta di riferimento e con Conceição, Yildiz e Cambiaso chiamati a inventare. I bianconeri, però, hanno dato segnali di crescita, soprattutto dopo la vittoria con il Bologna, e il rientro di Bremer ha aiutato a mascherare le lacune di Koopmeiners, che difensore puro non è. La Roma nel primo tempo avrebbe forse meritato qualcosa in più, ma nel calcio il merito da solo serve a poco se non riesci a concretizzare. E per segnare devi almeno creare occasioni vere: ieri, invece, Di Gregorio non è mai stato chiamato a interventi davvero decisivi.
La partita ci ha detto anche un’altra cosa: la Juventus vista ieri può giocarsi seriamente un posto in zona Champions e, negli scontri diretti con chi le sta davanti, può diventare un fattore nella corsa allo scudetto. La Roma, al contrario, ha pagato a caro prezzo proprio i big match, persi tutti, e soprattutto i punti lasciati per strada contro Torino e Cagliari. Con sei punti in più, oggi la classifica racconterebbe una storia molto diversa.