ISTANBUL, la seconda Roma

La Roma, seguita da numerosi tifosi, vola alla volta di Istanbul (grafia turca: İstanbul) per incontrare il Fenerbahce Spor Kulubu. La squadra turca è la più titolata della Super Liga: ha vinto 28 campionati e 7 coppe nazionali. Ad Istanbul ha più sostenitori del famoso Galatasaray, fu fondata nel 1907 nel distretto di Kadikoy, nella parte asiatica della città. Lo stadio, il Şükrü Saraçoğlu (47.000 spettatori) dista quasi 2 ore dall’aeroporto se si utilizzano i mezzi pubblici, mentre con il taxi ci si impiega meno di un’ora.

STORIA DI ISTANBUL

La città venne fondata nel 670 a.C. da coloni greci della città di Megara. Sita in un punto strategico e difesa dalla penisola del Corno d’Oro, controlla gli stretti dei Dardanelli e del Bosforo che sono l’unica via marittima per raggiungere il Mar Nero dal Mar Mediterraneo. Qualunque nave attraversasse il Bosforo doveva pagare un pedaggio che andava ad arricchire le casse cittadine. L’entroterra era molto ricco e produttivo, così ci descrive Polibio la fiorente economia della città stato: “I bizantini controllano e difendono l’imboccatura del Ponto (Mar Nero), essi permettono ai greci di riceverne bestiame, schiavi e merci di lusso come miele, cera e pesce in salamoia”. Questa ricchezza fece gola ai persiani, agli ateniesi e agli spartani senza contare i barbari che premevano dalle pianure euroasiatiche. È proprio a causa di queste minacce che Bisanzio entra nell’orbita romana, siamo alla fine del III secolo a.C. e Roma era diventata padrona del Mediterraneo. Gravosa finanziariamente, l’alleanza coi romani liberò definitivamente Bisanzio dal pericolo che veniva dai Traci e la rese ancora più ricca. Nel 324 d.C. l’imperatore romano Costantino decise di costruire proprio qui la capitale dell’Impero d’Oriente e nel giro di soli 6 anni nacque la Seconda Roma che prese il nome dal suo fondatore: Costantinopoli. Ma eccoci arrivati alla data fatidica: 476 d.C., crolla l’Impero Romano d’Occidente che ormai aveva sede a Ravenna. È ufficialmente la fine di un’epoca storica, finisce l’Età Antica ed inizia il Medioevo. Ma l’Impero Romano sopravvisse con tutto il suo splendore sulle sponde del Bosforo, per altri mille anni gli abitanti di Bisanzio rimasero sempre romani. La struttura amministrativa di Costantinopoli era ricalcata su quella romana sin dal numero dei distretti cittadini: 14. La città aveva sette colli, le monete chiamavano Populus Romanum gli abitanti di Bisanzio che erano esclusi dalle tasse per decreto imperiale. Come Roma non faceva parte di nessuna provincia ma costituiva un distretto a sé stante e come a Roma c’erano il foro, l’ippodromo e il senato ma mancava l’Arena. Così mentre Roma si spopolava e perdeva il suo ruolo di faro del mondo civile Costantinopoli divenne la città più popolosa del Medioevo fino a raggiungere il milione di abitanti. Decine di migliaia di armeni, slavi, macedoni, traci, siriani e italici furono attratti da questa città. Vi dimoravano le guardie scelte dell’imperatore come la Guardia Variaga: mercenari scandinavi con la loro ascia bipenne. Dai vicini monasteri affluivano lungo le vie della città falangi di monaci, Costantinopoli era una città santa, vi aveva dimora il Patriarca; secondo solo al Papa di Roma. Qui erano serbate le reliquie della passione di Cristo e di infiniti santi. Le tre fila di possenti mura la difesero dagli assedi degli arabi e dei barbari tanto da definirla inespugnabile. Dal IX secolo iniziò una lunga e lenta decadenza, gli arabi le sottrassero le province dell’Africa e del Medio Oriente, nonché la Sicilia e la Spagna. L’Italia era in mano ai Longobardi e ai Franchi, a est nascevano i regni slavi e nuove popolazioni premevano da oriente. Ed eccoci alla seconda fatidica data: 29 maggio 1453, dopo mesi d’assedio e grazie a dei poderosi cannoni mai visti in Europa ma fabbricati da maestranze italiane, i turchi comandati da Maometto II espugnarono la città. L’ultimo imperatore di Bisanzio si chiamava come il primo, Costantino XI, era anche lui figlio di Elena ma era anche figlio di Roma e come tale pugnò fino alla morte alla testa dell’ultima legione che come lui difese quell’idea universale che aveva unito milioni di genti ed aveva un solo nome: Roma.

Ritratto Diocleziano al Museo Archeologico

Dal 1465 al 1923 Costantinopoli divenne la residenza dei sultani. Maometto II si dimostrò un imperatore degno di quelli romani: protesse i cristiani e gli ebrei, ripopolò la città con i turchi dell’Asia Minore, con i greci, armeni ed europei. Alla fine del XVII secolo con i suoi 800.000 abitanti Istanbul poteva definirsi la più grande città d’Europa. Gli edifici sacri erano circa 15.000 tra cui molti templi cristiani ed ebrei. Gli europei popolavano i quartieri di Galata e Pera, separati dalla città musulmana. Il Sultano abitava il Serraglio, posto sull’antica acropoli, era una città a sé stante. Nel 1919 dopo che la Turchia perse la Prima Guerra Mondiale l’impero turco cessa di esistere, Istanbul viene soppiantata, nel 1923, dalla nuova capitale Ankara, voluta dal Padre della Patria Kemal Ataturk. Nel 2026 Istanbul è il centro municipale più popoloso d’Europa con circa 15 milioni di abitanti, negli ultimi 30 anni è divenuta una città moderna, industriosa e con un porto strategicamente importante e un aeroporto in continua crescita che ne fanno la Porta d’Oriente.

COSA VEDERE

Istanbul, come avrete appreso dalla descrizione storica appena fatta, è una città ricchissima di storia e monumenti, è un crogiolo di civiltà, razze e religioni. Chi potesse restare per il Weekend ha l’imbarazzo della scelta dei luoghi da visitare.

TOPKAPI: il Palatino di Istanbul, è il maestoso palazzo dei sultani che insieme ai suoi giardini da mille e una notte occupa circa 30 ettari di terreno. Ricco di fontane e stanze mirabilmente decorate è anche un’ottima posizione per ammirare il panorama di Istanbul e il Corno d’Oro dall’alto delle sue maestose torri e ampie terrazze che da questa collina dominano la città.

CISTERNA BASILICA: fondata dall’Imperatore bizantino Giustiniano nel 532, è una tra le più grandi e meglio conservate tra le sotterranee cisterne romane sparse per il mondo. Era alimentata con l’acqua dell’Acquedotto dell’Imperatore Valente e aveva una capacità di 77 milioni di litri d’acqua. La cisterna occupa un ambiente rettangolare che misura 70X140 m, 336 colonne sostengono il soffitto e numerosi corridoi sopraelevati fanno sì che il visitatore cammini al suo interno sospesi sull’acqua.

MUSEO ARCHEOLOGICO: anche questo edificio come la Cisterna è molto vicino al Topkapi, fondato nel 1870, lungo i decenni si è arricchito di opere d’arte provenienti da tutte le province dell’Impero Ottomano. Numerose le opere provenienti dalla Grecia, dall’Egitto, Siria, Giordania, Mesopotamia e ovviamente Turchia.

MOSCHEA BLU: completata alla metà del ‘600 è una delle più grandi della città, l’intera struttura sorregge numerose cupole ricche di finestre (270) e decorate con 21.000 piastrelle di ceramica. Il tempio sorge in prossimità di uno dei più importanti edifici dei Istanbul: l’Ippodromo, di cui oggi è visibile solamente uno degli obelischi che lo decorava e gran parte del tracciato della pista, un po’ come da noi il Circo Massimo o Piazza Navona.

HAGHIA SOFIA: voluta e completata nel 537 dall’Imperatore Giustiniano e da sua moglie Teodora, fu cattedrale bizantina fino al 1453 quando Maometto II la convertì in moschea. Costruita in poco più di 30 anni è arricchita da marmi e graniti lucenti, colonne mastodontiche che sorreggono cupole finemente decorate in mosaici d’arte bizantina con i loro fondali in oro illuminati dalla luce che penetra dalle maestose vetrate. Se siete appassionati di mosaici paleocristiani questa è la volta che vi muniate di binocolo per poter ammirare meglio il mastodontico ciclo musivo sparso per tutto il tempio.

Il centro storico della città è molto esteso, numerose sono le salite e discese ripide ma i taxi abbondano e sono a buon mercato, i tram funzionano molto bene e chi volesse vedere la città può usare i Bus “Hop on Hop off” che funzionano egregiamente e sono molto economici. Un altro modo per conoscere la città sono i molti vaporetti che fanno il giro del Bosforo e attraccano nei pressi della Torre di Galata e al mastodontico Ponte di Galata da dove gli abitanti della città si dedicano copiosi alla pesca. Non lontano da questo storico attracco, dove sbarcavano le navi veneziane e genovesi nonché Pisane si può raggiungere a piedi il mitico Gran Bazar che può soddisfare ogni vostro desiderio di shopping. La cucina di Istanbul è molto variegata e i ristoranti offrono vasta scelta di carni, verdure e ovviamente pesce fresco, tutto annaffiato da Bira e Raki.

Riccardo Rizzo – Roma Club Florida