Roma–Slovan Bratislava: una sfida da non sbagliare

Roma Slovan Bratislava, stadio Olimpico ore 21, arbitra lo svizzero tedesco Sandro Scharer di anni 38, internazionale dal 2015. Assistenti elvetici in campo con un Var parzialmente polacco.

Un solo precedente europeo con gli Slovacchi dello Slovan di Bratislava ma particolarmente amaro, era la stagione 2011-12, la prima e unica con Luis Enrique che venne a Roma per farsi le ossa e poi lanciarsi in una gran carriera, offuscata per il dramma della morte della giovanissima figlia che in tanti ancora ricordiamo a Roma correre gioiosa sull’erba dell’olimpico entrata a festeggiare, qualche volta, il papà.

Play off per accedere alla fase a gironi dell’Uefa Europa League, la prima la giochiamo da loro con il nostro campionato che ancora non era iniziato. Perdemmo 1 a 0 pur dominando la gara per lunghi tratti. Giocammo il ritorno sicuri di farcela in uno stadio, il nostro, gremito di quasi 50.000 spettatori. Si va presto in vantaggio con Perrotta, Luis ha la non buona idea di far uscire Totti per Okaka, già si era infortunato Cicinho, e fatto il cambio di Caprari con Verre. Subiamo a poco dal termine il pareggio e non abbiamo né la forza né il peso in avanti per tornare in vantaggio che neanche sarebbe bastato, c’era ancora il valore aggiunto del gol fatto in trasferta. Il resto delle partite europee le vedemmo solo in televisione.

Bratislava e la storia dello Slovan

Bratislava è capitale, dal 1993 della Slovacchia nata dopo la divisione, pacifica, della ex Cecoslovacchia in due nazioni, la già citata Slovacchia e la repubblica Ceca con capitale Praga. La curiosità di Bratislava è quella di stare a pochi km. da Austria e Ungheria ed è città in rapida crescita economica e culturale e amante del verde pubblico, da visitare.

Sabato lo Slovan ha vinto in casa del Trnava (giocammo in mitropa contro di loro quando si chiamavano Spartak Trnava ma in quei tempi era Cecoslovacchia, lo ricordo perché contro di loro segnò il suo unico gol internazionale con la nostra maglia Giuliano Taccola), e al momento, gli attuali campioni slovacchi in carica possono vantare di aver vinto una coppa delle coppe, quella della stagione 1968-69, erano allora cecoslovacchi e hanno i colori bianco azzurri, per noi è come un piccolo derby. Attualmente sono un po’ in ritardo nella classifica del loro campionato ma con il vantaggio di un miglior rodaggio avendo iniziato un paio di settimane prima. Nelle due precedenti giornate, hanno rimediato due sconfitte, 6 a 1 a Parigi con i campioni europei del PSG e 3 a 0 in casa contro lo Stoccarda. Pertanto, sono dietro di noi, noi a 1 e loro a zero, entrambe messe male.

Yaya Touré alla guida dello Slovan

Tra i loro calciatori non ci sono distingui particolare ma l’allenatore è Yaya Touré a suo tempo considerato uno dei migliori centrocampisti al mondo e che può vantare 74 presenze con il Barcellona e ben 230 con il Manchester City e come calciatore ha una bacheca ricca da far invidia. Da giugno è allenatore dello Slovan e primo africano a sedersi su una panchina da Champions League, dove ha spesso giocato, tanta esperienza che metterà al servizio dei suoi.

Le assenze della Roma e l’importanza della vittoria

Non è una gara da prendere per le molle anche perché se non si vince il nostro cammino diventa assai difficile se non impossibile.

Le nostre assenze sono numerose e meno male che potremo riavere Malen e sicuramente qualcuno che con il Genoa ha solo visto la partita. Gli infortunati Cristante, Svilar, Konè e Dybala (con un piccolo spiraglio di recupero) sono ai box, poi sabato ci sarà il Napoli quindi attenzione a ben equilibrare gli sforzi.

Sarà la partita numero 407 in Europa, la 105 in Champions League nel cui conteggio non sono incluse le 9 di Coppa Campioni. Il bilancio in questa competizione è ancora deficitario ma possiamo e dobbiamo recuperare, già da martedì sera.

FORZA ROMA

Roberto Cerrone, Romanista