Talenti Sudamericani

a cura di Gianni C. – Roma Club Parma

I campionati di calcio nazionali dell’emisfero boreale si preparano alla sosta di Natale per ricaricare le energie in vista della seconda parte di stagione.

In quello australe invece qualche verdetto c’è già stato: in Brasile, per esempio, il Palmeiras si è aggiudicato il suo dodicesimo titolo e se il suo allenatore, Abel Ferreira, presto andrà ad allenare in Arabia Saudita con un contratto che lo farà diventare l’allenatore più pagato al mondo, qualcuno dei suoi giocatori vestirà un’altra casacca diversa da quella verde della Palestra Italiana.

Il nostro primo talento appartiene, virtualmente, ancora al Palmeiras ma mentre scrivo questo articolo, si trova a Madrid, sponda Valdebebas a conoscere quelli che saranno da luglio i suoi nuovi compagni.

Sto parlando dell’ormai conosciutissimo Endrick Felipe Moreira de Sousa.

Il talento verdao ormai non ha più bisogno di presentazioni perché quando una squadra come il Real Madrid ti mette gli occhi addosso e ti acquista per 72 milioni di euro lasciandoti crescere fino alla maggiore età vuol dire che la classe c’è e il futuro è luminosissimo.

La sua storia però non è stata così brillante perché è grazie al padre, allora disoccupato, che nel lontano 2016 pubblica dei video del figlio su Youtube. Diversi club brasiliani lo vedono e il Palmeiras è il più lesto di tutti ad accaparrarselo dando anche un lavoro al padre.

Con la juventude della Palestra Italiana, Endrick, mette a segno fino al 2022 165 gol in 169 presenze vincendo anche vari titoli.

Sempre nel 2022 fa il suo esordio a 16 anni nel campionato brasiliano diventando il più giovane giocatore del Palmeiras ad aver esordito nella massima serie brasiliana.

Quest’anno invece ha a referto “solo” 14 gol in 53 presenze tra Brasilerao, Paulista, Copa, Supercopa e Libertadores.

Ha già esordito nella nazione maggiore verdeoro.

Tecnicamente è un funanbolo di piede mancino, baricentro basso, che gioca da seconda punta ma a cui piace giocare anche esterno destro che rientra con il suo sinistro.

Veloce, dribbling stretto, grande progressione palla al piede e una buona vena realizzativa fanno di lui un prospetto di assoluto valore che in patria hanno paragonato più volte al grande Romario.

Insomma dopo Vinicius Junior e Rodrygo il Real ha preso l’ennesimo talento.

Se da una parte della Spagna si sono assicurati il miglior talento brasiliano del 2006, in Catalunya invece hanno preso uno dei migliori brasiliani del 2005.

Il Barcellona, che di talenti se ne intende ma che spesso se li costruisce in casa, alla Masia, questa volta ha preferito pescare anche lei in Brasile.

Il secondo talento di oggi è Vitor Hugo Roque Ferreira, 18 anni attaccante del Athletico Paranaense che dall’1 gennaio sarà ufficialmente un giocatore blaugrana.

Se il ragazzo dovesse dimostrare tutto il suo valore e centrare tutti i bonus del contratto, il Barca potrebbe spendere fino a 200 milioni di euro per lui. Al momento però ne ha tirati fuori lo scorso luglio solo 30.

Attaccante molto veloce e polivalente può svariare su tutto il fronte d’attacco. Ama particolarmente infliggere tunnel agli avversari o al portiere che si frappone tra lui e la porta.

Tecnica brasiliana con diverse skill da mostrare ai propri fan, quello che colpisce di lui è l’eccezionale freddezza sotto porta pur avendo solo 18 anni.

Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del America Mineira Goias essendo nato a Timoteo, si trasferisce già da piccolo nel Cruzeiro dove matura prima di approdare all’Athletico Paranaense.

Nel club di Curitiba esplode realizzando quest’anno 21 gol e 8 assists in 45 partite.

Ma le sue prestazioni vengono notate soprattutto al Campionato Sudamericano con il Brasile a gennaio in Colombia, dove da assoluto protagonista, non solo contribuisce a vincere il titolo ma diviene anche capocannoniere insieme al connazionale Andrey Santos (di cui vi abbiamo già parlato) urly.it/3z3s2

A Barcellona stanno sicuramente costruendo il dopo Lewandoski e Vitor Roque è quel tipo di giocatore che dove lo metti gioca e lo fa anche bene.

Xavi dal canto suo starà già pensando a come farlo coesistere con Marc Guiu e Lamine Yamal in quello che sarà il Barca del prossimo decennio.

L’ultimo talento di oggi invece è la risposta inglese al duo spagnolo.

Nelle folli spese di mercato realizzate dalla proprietà londinese del Chelsea, formata da Todd Boehly, Clearlake Capital, Mark Walter e Hansjörg Wyss che ha superato abbondantemente il miliardo di euro da quando hanno preso il posto di Roman Abramovich, anche loro non si sono fatti mancare dei talenti su cui costruire il futuro dei Blues.

Quello di oggi si chiama Kendry Paez, 16 anni e anche lui mentre scrivo è a Stanford Bridge dove sta visitando l’armadietto che a partire da luglio 2024, avrà il suo nome sopra.

Cresciuto nelle giovanili dell’Independiente del Valle dove da inizio anno ha oramai il posto fisso come trequartista, deve la sua ascesa soprattutto alla sua nazionale con la quale ha prima giocato il campionato sudamericano under 17 a gennaio, arrivando secondo con 2 gol in 8 presenze e poi ha partecipato al mondiale under 20 di giugno dove è divenuto il più giovane marcatore della storia nella nazionale ecuadoregna ad un mondiale.

Buon dribbling, soprattutto nello stretto, ottima visione di gioco fa sembrare semplici le cose difficili e forse questa è la sua maggiore dote. Gli piace svariare su tutta la trequarti avversaria e cercare l’uno due per arrivare in porta con il suo destro. Deve migliorare soprattutto in fase difensiva ma ha l’età dalla sua parte.

Quest’anno ha messo a referto in 34 presenze 6 gol e 3 assists in tutte le competizioni in Ecuador.

Se il Chelsea ha investito su di lui 20 milioni è perché ha intenzione di costruire una squadra che domini la Premier League per i prossimi 15 anni.

La giovane età lo aiuterà e sicuramente se in patria è visto come una star, in Inghilterra al centro di allenamento londinese, per diventare tale, dovrà sudare parecchio vista la concorrenza che c’è ultimamente.

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