L’essenza del romanismo: Roma-Cagliari e la passione di un popolo nato per soffrire

L’essenza del romanismo, nella sua parte più evidente, cioè quella della sofferenza, è sublimata proprio da partite come Roma-Cagliari.

Roma-Cagliari: dieci minuti di paura e un’intera vita da romanisti

Quale squadra si siede completamente per 10 minuti e comincia a fare cazzate su cazzate finché inevitabile arriva il gol del pareggio, persino potenziale preludio all’incredibile rimonta subita? Che poi, diciamocelo, queste cose a noi succedono più spesso che ad altri (vedi Real qualche settimana fa, o Juve qualche anno fa), perciò ci sta che a un certo punto uno si deprima e cominci a sudare freddo.

La differenza di quest’anno, però, è nel carattere e nella garra che i giocatori buttano comunque in campo. Il sistema di gioco, la grinta dell’allenatore, la solita esplosiva forza che viene dalle tribune, e in 10 minuti il romanismo si sublima di nuovo anche nel verso opposto.

La Roma tra rimonte impossibili e gioie improvvise

Perché noi siamo anche quelli delle rimonte impossibili o degli improvvisi colpi di coda, e il Barcellona di qualche anno fa è solo la più famosa, clamorosa e recente, e lo sa anche Allegri, che qualche giorno fa aveva dato di matto dopo che Balerdi aveva fatto di tutto e di più.

L’essenza del romanismo è questo continuo essere sballottati a destra e sinistra, fra rimonte fatte e rimonte subite, fra dolori atroci e incredibili gioie. A volte pure nella stessa partita.

«Sta Roma pò esse fero e po’ esse piuma»

Mi verrebbe da storpiare e citare un Mario Brega: “Sta Roma pò esse fero e po’ esse piuma, oggi è stata ’na piuma”.

Così mi sento io, e penso che in molti altri si sentano così quando gioca la Roma: nati per soffrire, in una costante montagna russa, ma sempre lì ad appoggiare la squadra, con un amore che di eguali ne ha veramente pochi in giro non per l’Italia ma per il mondo.

L’amore per la Roma: qualcosa che va oltre il calcio

Noi che ci siamo visti regalare un inno scritto quando la Roma era penultima in classifica.

Come diceva Agostino: “Esistono i tifosi di calcio, e poi esistono i tifosi della Roma”.

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