PRIMAVERA, LECCE VS ROMA 0-3: I GIOVANI SPIDERMAN CHE HANNO SFIDATO IL CIELO

Foto di proprietà della AS ROMA

Il Deghi Center di San Pietro in Lama oggi non era solo un campo di calcio: era un’arena sospesa tra vento gelido, tensione elettrica e sogni incandescenti, un luogo dove ogni passo pesava come camminare su un filo sottilissimo tra i tetti di una grande città. Atmosfera carica, quasi palpabile, di attesa e di sfida.

La Roma Primavera scende in campo come un manipolo di Spider-Man giovani e imperfetti: ognuno con la propria ragnatela di coraggio, pronto a lanciarsi nel vuoto senza sapere esattamente dove sarebbe atterrato, ma determinato a proteggere il sogno di essere grandi e a rispondere alla tensione con forza, lucidità e fiducia.

Le prime battute fanno tremare il pubblico. Al 2’, Seck regala palla e rischia di aprire la porta al Lecce: è come vedere un eroe che perde l’appiglio e per un attimo sembra cadere.

Ma come insegna Spider-Man, With great power comes great responsibility”.

Seck trasforma quel momento di difficoltà in energia, ogni errore in insegnamento, e da lì inizia a tessere il suo filo di ragnatela emotiva, pronto a risalire.

Al 6’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Scott colpisce di testa ma De Marzi vola, felino tra i pali, respingendo con un balzo che sembra fermare il tempo. L’arbitro non concede nulla, la Roma respira.

L’11’ porta un’altra fiammata di tensione, ma Nardin anticipa l’avversario come una lama di luce tra i tetti di Manhattan, proteggendo la porta come un guardiano invisibile. Sangaré, poco dopo, combatte con cuore e rabbia in mezzo al campo: ogni contrasto è un pugno di determinazione che scuote l’anima della squadra, e il giallo al 20’ di Sangarè.

Quando Sangarè si ferma dolorante, entra Carlaccini, al suo esordio, classe 2008, giovane Spider‑Man che affronta il vuoto con audacia, tessendo fili di fiducia invisibili, con il cuore che batte forte ma con la mente lucida.

La Roma stenta a contenere le verticalizzazioni avversarie, ma cresce con ogni minuto, con ogni anticipo e ogni passaggio che diventa atto di eroismo.

Al 28’, arriva la scintilla che spezza l’equilibrio: corner di Di Nunzio, tocco di Bah, e Seck anticipa tutti con la freddezza di chi ha già imparato a spingersi oltre la paura (1-0). In quel momento, Seck non è più solo un difensore: è il cuore pulsante della squadra, l’eroe che trasforma tensione e pressione in azione pura e determinazione.

Da quel momento, la Roma prende fiducia. Terlizzi diventa colonna d’acciaio, sicuro e impenetrabile; Nardin guida con calma la retroguardia, come un custode silenzioso; Bah tesse connessioni invisibili, apre spazi e distribuisce fiducia; Di Nunzio legge il gioco con la visione di un maestro; Forte taglia il campo con accelerazioni improvvise, come fulmini di luce; Carlaccini subentrato in un momento delicato, affronta il vuoto con audacia, portando freschezza e coraggio.

Il secondo tempo si apre con la Roma in controllo, ma il Lecce spinge. Al 51’ un’occasione avversaria sembra affiorare, Onyemachi si avventa verso la porta, ma Nardin, come un eroe che tesse un filo invisibile tra i tetti, si getta in scivolata salvifica, fermando l’avversario e proteggendo il cuore della squadra: ‘Oggi non si passa. Non qui, non adesso”.

Al 71’, la Roma si fa nuovamente pericolosa su palla inattiva: corner di Di Nunzio e torsione perfetta di Seck (2‑0). Nel momento più delicato, Seck diventa eroe leggendario: resiliente, audace, indispensabile.

Al 72′ entrano Mirra e Almaviva per Litti e Forte e al 78’, arriva il capolavoro di Morucci.

Bah serve in verticale, Morucci riceve, due dribbling rapidi, e poi un tiro a incrociare che non è solo un gol: è una dichiarazione di coraggio e talento (3‑0). Morucci non ha segnato semplicemente una rete, ha costruito la ragnatela perfetta: intrecciando cuore, lucidità e audacia, dimostrando che chi osa può ottenere grandi cose.

E non è finita lì. De Marzi tra i pali è un felino silenzioso, Sangaré lotta con la determinazione di chi non vuole cedere mai.

Il fischio finale esplode come un tuono: 3‑0, primo posto riconquistato con 40 punti. La ragnatela è completa: ogni singolo ragazzo ha contribuito a tessere qualcosa di straordinario, un intreccio di talento, identità, coraggio e cuore.

Federico Guidi, tecnico della Roma Primavera, non nasconde la soddisfazione:

«Una prestazione e una vittoria fatte di mentalità e maturità. Dietro siamo tornati estremamente solidi, abbiamo difeso bene individualmente e collettivamente. Siamo stati cinici e concreti sulle palle inattive.

E Seck aggiunge:

«Era molto difficile, ma noi non abbiamo paura di giocare contro squadre più fisiche. Siamo scesi in campo con determinazione e mentalità e si è visto un gran bel gruppo. I tre punti servivano per la classifica. Credo in noi, sono convinto che faremo molto bene».

Spider-Man non è solo un costume rosso e blu: è un simbolo di responsabilità, sacrificio e resilienza.

Oggi questi ragazzi non hanno vinto solo una partita: hanno mostrato cosa significa essere eroi nel proprio piccolo mondo. Hanno trasformato la pressione in azione, la paura in determinazione, il rischio in magia. E come dice Tom Holland, interprete di Spider‑Man:

Now I’m aware that there are probably little kids around the world who are looking up to me. I have a huge responsibility to be a good role model.”

La Roma Primavera ha incarnato questa responsabilità. Hanno fatto capire a chi li guarda, a chi sogna di volare sui propri tetti, tra speranze e incertezze, che il coraggio e la dedizione costruiscono la propria leggenda. Ogni passaggio, ogni dribbling, ogni parata oggi era una lezione: di coraggio, di cuore, di sogno.

Oggi, al Deghi Center, non c’erano solo ragazzi che giocavano a calcio: c’erano eroi che insegnano, con la propria ragnatela invisibile, a non avere paura di volare.

“With great power comes great responsibility” (Spider-Man).

Sabrina Bastari – Roma Club Testaccio