ROMA-NAPOLI 2-1: IN DIECI, ALL’88’. UNA ROMA SEMPLICEMENTE INDOMITA

Manuela Giugliano esulta dopo la doppietta (vincente) al Napoli - 1 novembre 2026

GIUGLIANO PORTA AVANTI LA ROMA, POI IL ROSSO A VERGANI CAMBIA LA PARTITA E GIORDANO PAREGGIA. LE GIALLOROSSE GIOCANO PIÙ DI UN’ORA IN DIECI, MA ALLA FINE È ANCORA LA CAPITANA A REGALARE LA QUINTA VITTORIA SU CINQUE.

Ci sono vittorie belle, ci sono vittorie larghe, e poi ci sono quelle che, alla fine, forse raccontano qualcosa in più.

Perché dopo il 5-2 rifilato alla Juventus a casa sua, stavolta non c’è una goleada da celebrare. Non ci sono quattro gol in un tempo, né una partita indirizzata dopo tredici minuti come a Biella.

Stavolta c’è da soffrire. E parecchio.

Al Tre Fontane la Roma batte 2-1 il Napoli, giocando in inferiorità numerica dal 24′ e trovando il gol della vittoria soltanto all’88’. A deciderla è Manuela Giugliano, con una doppietta che vale la quinta vittoria nelle prime cinque giornate di campionato.

Quanto è bello ripetercelo? Non ci stancheremmo mai.

Cinque partite.
Cinque vittorie.
Quindici punti.

Ma soprattutto la sensazione che questa Roma abbia imparato a vincere in tanti modi diversi.

Contro il Milan rimontando. Contro la Juventus dominando. E ora, contro il Napoli soffrendo per più di un’ora con una giocatrice in meno.

E vincendola comunque.

LA CRONACA

Roma subito aggressiva e avanti con Giugliano. Poi il rosso a Vergani complica tutto e Giordano pareggia prima dell’intervallo. Ma, nonostante l’inferiorità numerica, nella ripresa le giallorosse continuano a cercare la vittoria. E all’88’ Capitan Giugliano decide che i tre punti devono restare a Roma.

Mister Piovani conferma (ovviamente) Baldi tra i pali; davanti a lei Thøgersen, Vergani (ex di giornata nel giorno del suo compleanno… che non festeggerà alla grande, purtroppo), Oladipo e Ottey. A centrocampo Rieke, Doms e Greggi, con Giugliano alle spalle di Pellegrino Cimò e Piemonte.
Dall’altra parte c’è una vecchia conoscenza, Alessandro Spugna, per quattro stagioni sulla panchina giallorossa e oggi allenatore del Napoli. Il Tre Fontane lo saluta con l’affetto che merita chi ha portato così tanti trofei a Roma. Mister Spugna ringrazia commosso, ma non fa sconti: il suo Napoli è arcigno e ben disposto in campo.

La Roma parte bene. Al 4′ potrebbe già passare, con un’azione “tipica” della Roma e della sua grande passione nel cogliere i legni: prima Piemonte colpisce la traversa, poi sulla ribattuta arriva Pellegrino Cimò e stavolta è il palo a salvare il Napoli. Proprio così, DUE legni nella stessa azione.

Il messaggio è comunque piuttosto chiaro: la Roma vuole questa partita. [siamolaroma.it]

E infatti, al 17′ arriva il vantaggio.
Rieke serve Manuela Giugliano, che trova lo spazio e lascia partire il destro dal limite dell’area: Manner non può farci nulla. 1-0 Roma.
La Capitana ha colpito ancora (per l’ottava volta contro il Napoli).

La gara sembra essersi messa sul binario giusto.
Sembra.
Perché pochi minuti dopo cambia tutto.

Al 24′ Vergani, all’esordio da titolare in giallorosso, viene espulsa dopo la revisione FVS per un intervento su Dompig – una brutta trattenuta per i capelli. Roma in dieci e partita improvvisamente in salita.
Piovani, con davanti più di un’ora di gioco in inferiorità, deve ridisegnare la squadra: al 33′ fuori Pellegrino Cimò, dentro Antoine a rinforzare la difesa.

La Roma comunque non arretra, anzi.
Pur con una donna in meno continua a rendersi pericolosa e non dà mai l’impressione di voler semplicemente aspettare il Napoli.

Proprio quando il primo tempo sembra ormai destinato a chiudersi sull’1-0, però, arriva la doccia fredda: nel recupero, infatti, Kozak serve Giordano, che trova il gol dell’1-1.

Tutto da rifare. E soprattutto tutto da rifare in dieci.

Nella ripresa Mister Piovani cambia ancora: dentro Bergamaschi e Pilgrim per Piemonte e Doms.
L’idea è di sfruttare il binomio Berga-Thøgersen sulla fascia destra, compensando con il dinamismo di queste due “locomotive” l’inferiorità sul campo.

E qui succede forse la cosa più interessante della partita: la Roma potrebbe accontentarsi, potrebbe abbassarsi, difendere il punto, aspettare che passino i minuti.

Invece continua a cercare il secondo gol.

Giugliano ci prova in più modi. Bergamaschi va vicinissima al gol di testa su calcio d’angolo, e poi nuovamente su un lancio filtrante di Giugliano si trova da sola di fronte all’estrema azzurra, ed è Pettenuzzo a salvare praticamente sulla linea. Poi ci prova anche Pilgrim due volte, la seconda con un tiro a giro (dopo essersi liberata con una deliziosa veronica) deviato con la punta delle dita da Manner.

Niente da fare: i minuti passano, le energie diminuiscono, e la parità sembra ormai scritta.

Ma evidentemente qualcuno non è d’accordo.

Minuto 88’: Greggi allarga a sinistra Ottey che arriva sul fondo e mette un pallone basso in mezzo all’area.

E lì c’è lei.
Ancora lei.

Manuela Giugliano.

Destro.
Gol.
2-1.

E il Tre Fontane che esplode.

Doppietta della Capitana. E quinta vittoria consecutiva della Roma.

Nel recupero il Napoli prova l’ultimo assalto. Al 94′ c’è anche una verifica per un possibile rigore, ma la decisione finale non assegna il penalty.
Poi arriva il fischio finale.

Roma 2 – Napoli 1.

In dieci praticamente per tutta la partita.
Ma ancora una volta, tre punti.

IL COMMENTO

Contro la Juventus avevamo scritto che la Roma aveva imparato da quella maledetta finale di Viareggio.

Stavolta ha dimostrato qualcos’altro: di saper soffrire.

Perché una stagione non sarà sempre fatta di pomeriggi come quello di Biella. Ci saranno partite in cui qualcosa gira storto, e contro il Napoli è successo dopo appena 24 minuti: Roma avanti, partita apparentemente sotto controllo e improvvisamente una giocatrice in meno.
Poi arriva anche il pareggio di Giordano. Uno a uno.

Tutto da rifare, e soprattutto in dieci.
A quel punto sarebbe stato facile accontentarsi. Abbassarsi, difendere il punto e aspettare il fischio finale.
La Roma non lo ha fatto.

Ha continuato a giocare e a cercare la vittoria fino all’88’, quando Ottey ha trovato in mezzo all’area Manuela Giugliano.

E forse non poteva esserci giocatrice più adatta per decidere una partita così: la Capitana. La numero 10.
Due gol suoi: il primo per aprirla, il secondo per chiuderla.

Ma questa è soprattutto una vittoria di squadra. Di una Roma che ha accettato la sofferenza senza rinunciare a giocare e che, dopo la sconfitta europea contro il Chelsea, ha immediatamente rialzato la testa.

Cinque partite: Sassuolo, Lazio, Milan, Juventus, Napoli.
Cinque vittorie. Quindici punti.
Partite tutte diverse, ma con lo stesso risultato: vince la Roma.

Gli Scudetti non si vincono tra ottobre e novembre, lo abbiamo già detto. Ma per difendere quello cucito sul petto servono anche vittorie così: sporche, sofferte, cercate fino alla fine.
Vittorie da Roma.

COSA SUCCEDE ORA

Non c’è praticamente tempo per fermarsi: sabato 7 novembre alle 12:30 le giallorosse torneranno in campo in campionato, questa volta in trasferta contro il Como 1907, per la sesta giornata di Serie A Women. Partita di grande suggestione, soprattutto per via delle due storiche ex che troveremo sulle rive del lago: Haavi e Giacinti.

Il loro Como intanto è stato fermato dalla Ternana 1-1, dopo l’inciampo casalingo contro il Sassuolo della settimana precedente (2-2). Ma resta comunque un avversario temibile.

Martedì successivo, 10 novembre (alle 21), è tempo invece dell’ultimo appello in Europa: al Tre Fontane arrivano le svizzere del Servette, e non ci sono più scuse – serve una vittoria rotonda e rassicurante, o il cammino in Europa sarà praticamente finito con ancora due partite da giocare.

Andiamo a sostenere le nostre giocatrici, dunque, non mancate!

FORZA RAGAZZE, DAJE ROMA! 

Lorenzo Avenali – Roma Club Lupi di Londra