FINALE WOMEN’S CUP – JUVENTUS-ROMA 2-2 (6-4 d.c.r.): ROMA RIMONTATA ALL’ULTIMO SECONDO, SFUMA LA COPPA

AVANTI 2-0 A MEZZ’ORA DALLA FINE, LA ROMA VEDE LA WOMEN’S CUP TRA LE MANI. MA LA JUVENTUS RIMONTA CON UNA DOPPIETTA DI REDONDO E SI IMPONE AI RIGORI. RESTA L’AMAREZZA, MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA DI UNA SQUADRA CHE STA CRESCENDO.

Ci sono sconfitte che fanno arrabbiare. Altre che lasciano vuoti. E poi ci sono quelle che fanno entrambe le cose contemporaneamente.
La finale di Women’s Cup tra Roma e Juventus appartiene a quest’ultima categoria.

Per oltre un’ora di gioco, allo Stadio dei Pini di Viareggio, sembrava che il primo trofeo stagionale dovesse prendere la strada della Capitale. La Roma aveva preparato la partita nel modo giusto, l’aveva interpretata ancora meglio e, soprattutto, l’aveva indirizzata dove voleva lei. Due gol di vantaggio. Una Juventus in evidente difficoltà. La sensazione che le giallorosse avessero finalmente trovato la chiave per piegare le avversarie di sempre.

Poi il calcio, come spesso succede nelle finali, ha deciso di ricordare a tutti che non esistono copioni già scritti.

La Juventus ha riaperto la gara quasi subito dopo il 2-0, ha continuato a crederci quando la partita sembrava compromessa e ha trovato il pareggio al 96′ su rigore, costringendo la Roma ai supplementari. Da lì in avanti è stata soprattutto una guerra di nervi, fino alla lotteria dei rigori che ha premiato le bianconere.

La coppa sfiora il giallorosso.

Poi scivola via.

LA CRONACA

Una Roma brillante, due gol di vantaggio e una finale che sembrava in controllo. Poi la rimonta bianconera cambia tutto.

La finale mette di fronte ancora una volta le due grandi protagoniste degli ultimi anni del calcio femminile italiano. Da una parte la Juventus, imbattuta nel torneo. Dall’altra una Roma arrivata all’ultimo atto dopo la straordinaria dimostrazione di forza contro il Sassuolo.

Le giallorosse partono senza alcun timore reverenziale. La prima fase della gara è equilibrata, con le due squadre attente soprattutto a non concedere spazi. La Juventus prova a prendere il controllo del pallone, ma la Roma riesce spesso a rendersi pericolosa quando riparte, sfruttando velocità e qualità delle proprie interpreti.

Il vantaggio romanista arriva al 27′: l’azione nasce sulla destra. Bergamaschi mette un pallone insidioso in area e Kayleigh Van Dooren è la più rapida di tutte ad avventarsi sulla sfera. L’olandese non perdona e porta avanti la Roma 1-0. È il suo quarto gol in appena tre partite di Women’s Cup.

La Juventus accusa il colpo.
La Roma invece cresce, trova fiducia, occupa meglio il campo e arriva all’intervallo con la sensazione di essere pienamente dentro la partita.

La ripresa sembra confermare quella sensazione: al 55′ arriva il raddoppio. Corner di Manuela Giugliano, pallone che attraversa l’area e trova Antoine, bravissima ad anticipare tutte sul secondo palo e a spingere in rete il gol del 2-0. Le giallorosse esultano, e con buone ragioni. A quel punto mancano poco più di trenta minuti alla fine e la coppa sembra davvero vicina.

Ma le finali non perdonano nemmeno un attimo di rilassamento.

Passano appena pochi minuti e la Juventus trova immediatamente la rete che riapre tutto. Alba Redondo approfitta di un episodio favorevole in area, con la giovane terza portiera della Roma Valentina Soggiu che esce a vuoto, e firma il 2-1. È il gol che restituisce speranza alle bianconere e cambia completamente l’inerzia psicologica della partita.

La Roma prova a resistere: Piemonte sfiora il terzo gol che avrebbe probabilmente chiuso ogni discorso. La Juventus però continua a spingere.

Quando il cronometro entra nei minuti di recupero, il trofeo è ancora nelle mani giallorosse. Poi arriva l’episodio che cambia il destino della finale: un pallone in area colpisce il braccio di Antoine. L’arbitro indica il dischetto. Sul pallone si presenta ancora Redondo che non sbaglia.
È il 2-2 al 96′: la Women’s Cup va ai supplementari.

Il fallo da rigore è sicuramente netto (al di là dell’eterna domanda “Ad un’altra squadra l’avrebbero dato un rigore al 96’? Certamente alla Juve sì”); fanno magari discutere i sei minuti di recupero, da molti giudicati eccessivi.

Nell’extra-time le emozioni non mancano.

La Juventus ha un’ottima occasione con Sarriegi, murata “alla Svilar” da Soggiu. Ma è decisamente la Roma ad avere più chance di chiudere la partita, nei supplementari: un palo di Corelli, due diagonali di Giugliano (uno per tempo) che vanno vicini al gol, una splendida progressione di Greggi per liberare Giugliano ad un tiro ravvicinato fermato da Rusek, la spettacolare rovesciata di Greggi al 118’ che lambisce il palo. Insomma, le giallorosse vanno vicinissime al gol che avrebbe deciso tutto. Ma il risultato non cambia più.

Si va così ai rigori.

Le bianconere sono perfette.

Per la Roma segnano Giugliano e Pandini, ma Ottey colpisce la traversa e Rusek ipnotizza Oliviero sul penalty decisivo.

La Women’s Cup prende quindi nuovamente la strada di Torino.

IL COMMENTO

È difficile scrivere di una finale persa così. Perché per lunghi tratti la Roma è stata la squadra migliore. Ha giocato con personalità, ha creato occasioni, ha saputo mettere in difficoltà una Juventus che fino a ieri non era mai andata sotto nel torneo. Per oltre un’ora ha dato l’impressione di avere in mano la partita e probabilmente anche il trofeo.

Poi però sono emersi quei dettagli che spesso decidono le finali: la Juventus ha avuto il merito di non arrendersi mai. La Roma, invece, non è riuscita a trovare il colpo definitivo quando ne ha avuto l’occasione.

Ed è un peccato, proprio perché il percorso delle giallorosse era stato esaltante. La risposta alla sconfitta col Sassuolo, il 3-0 alla Fiorentina, il clamoroso 7-1 in semifinale e infine una finale giocata alla pari contro una grande avversaria.

Ma se c’è una lezione positiva da portarsi dietro è che questa Roma sembra molto più vicina alla versione migliore di sé stessa rispetto a quella vista nelle prime settimane della stagione.

Van Dooren continua a crescere e a segnare. Greggi resta il motore emotivo della squadra. Giugliano illumina il gioco. Piemonte lotta contro chiunque. E il gruppo ha mostrato carattere anche nelle difficoltà.

La coppa è andata alla Juventus.
La sensazione, però, è che la strada intrapresa dalle giallorosse sia quella giusta. E forse è proprio questo l’aspetto da cui ripartire.

Perché perdere una finale ai rigori fa male.

Ma arrivare a settembre con la consapevolezza di poter guardare negli occhi chiunque può essere l’inizio di qualcosa di importante.

COSA SUCCEDE ORA

Archiviata la pratica “Women’s Cup”, la stagione è appena iniziata –e la Roma ha già dimostrato di avere qualità, profondità e carattere per restare protagonista su tutti i fronti.

L’amarezza di Viareggio accompagnerà le ragazze per qualche giorno. Poi dovrà trasformarsi in carburante.
Del resto, lo abbiamo già visto contro il Sassuolo: questa squadra sa imparare dalle proprie ferite.

E le grandi stagioni, molto spesso, nascono proprio da lì.

E ora si ricomincia su due fronti!

Mercoledì 23 (alle 18:45) infatti ritornano le notti d’Europa: le giallorosse per la prima partita del girone di Champions sono di scena a Leuven, contro l’OH, dove l’anno scorso pareggiarono 1-1 una partita tutto sommato alla loro portata, compromettendo la qualificazione.

Domenica 27 inizia invece la nuova stagione di Serie A per la Roma, che alle 15:00 andrà (nuovamente) a far visita al Sassuolo, reduce dell’1-7 di una settimana fa.

FORZA RAGAZZE, DAJE ROMA! 

Lorenzo Avenali – Roma Club Lupi di Londra