La lotta per il quarto posto si è riaperta definitivamente anzi, mai come in questo momento è affollata e condensata in appena un punto; la Roma ha avuto i suoi jolly a disposizione ma non ha saputo capitalizzarli, ora inizia un nuovo campionato fatto di dieci partite.
La partita.
Primo tempo di grande stampo italiano, dove la tattica la fa da padrona sul gioco, sullo spettacolo annullando qualsiasi tipo di iniziativa.
Tanti gli scontri di gioco e tanti i falli, ne fa le spese dopo appena 11’ Ndicka rimediando un giallo pesante per trattenuta evidente su Ekhator; in diffida da ben tre giornate , salterà la super sfida di Como domenica prossima.
La Roma è timida e impacciata, la catena inedita di sinistra Çelik-Tsimikas-Venturino, fatica parecchio a trovare la giusta intesa; nei primi 18’ nessun tocco del pallone per Malen. Verticalità zero e qualche fraseggio di troppo che non crea pericoli alla porta difesa da Bijlow.
Così al 20’, l’olandese volante giallorosso si mette in proprio trascinando dietro di se quattro avversari, la conclusione dal limite dell’area viene però sporcata in calcio d’angolo.
Malen cerca di scuotere senza successo i compagni, a pochi minuti dalla fine del tempo incappa anche nel suo primo cartellino giallo italiano; il tentativo di sforbiciata si tramuta (casualmente) in un colpo in faccia ad Østigård.

Brivido finale con Ekuban che anticipa di punta un distratto Mancini, il pallone per fortuna termina alto sopra la traversa.
Primo tempo quasi irreale dei giallorossi che non riescono a mettere in evidenza nessuna delle proprie caratteristiche; anche un possesso palla (sterile) del 65%, indica una squadra lontana dai suoi standard. Si salvano solo Pisilli e Malen nella prima frazione di gioco.
Cambio all’intervallo per Gasperini, fuori Venturino e dentro Cristante per dare un po’ più di solidità al centrocampo; ci si aspetta un avvio diverso da parte dei giallorossi, sarà invece il Genoa a condurre le danze.
I primi cinque minuti del secondo tempo si svolgono all’interno degli ultimi venti metri della Roma; calcio d’angolo corto all’interno dell’area di rigore, Pellegrini con la delicatezza di un elefante abbatte Ellertsson tra l’incredulità generale; calcio di rigore indiscutibile che Junior Messias realizza con grande freddezza.
Per qualche istante la confusione in campo aumenta ancora, dopo appena un minuto Ekuban ha la palla del raddoppio sul piede sinistro, la conclusione però finisce abbondantemente alta.
Neanche il tempo di rifiatare dopo il sospiro di sollievo, che la Roma trova il pareggio con San Ndicka. Colpo di testa di Mancini respinto sulla linea da Messias, e nuovo colpo di testa del difensore ivoriano che con una parabola arcuata infila il pallone in rete. Terzo gol consecutivo per Ndicka e partita riaperta.
Gasperini inserisce subito El Aynaoui per un impalpabile Pellegrini, anche questa sera protagonista di 56’ di niente assoluto.

Il vento sembra cambiato, il marocchino serve subito un pallone in profondità per Malen al 60’ che realizza la rete del vantaggio giallorosso, peccato però per la posizione iniziale di fuorigioco del bomber romanista.
Adesso la Roma ha la possibilità di esprimere il suo potenziale, i padroni di casa non sembrano più avere la forza di correre con la stessa intensità; gli errori però si susseguono come una costante in questa giornata genovese, Cristante potrebbe mettere El Aynaoui da solo davanti alla porta ma sbaglia in modo goffo l’ultimo passaggio.
De Rossi ha preparato bene la partita, un po’ alla volta inserisce gli elementi di primo piano e maggior qualità tenuti in panchina inizialmente, l’idea è che possano fare la differenza nella parte finale della sfida.
La Roma non tira mai in porta (uno in tutta la partita), e continua invece con le distrazioni difensive; 80’, rimessa laterale del Genoa a venticinque metri dalla porta di Svilar, Colombo riceve e scambia con Malinovskyi, passaggio in profondità per Masini che di prima mette sul secondo palo trovando liberissimo Vitinha che in allungo può realizzare la rete della vittoria.
Ancora un’azione da palla ferma, e ancora una volta i ragazzi sono rimasti immobili come birilli mentre il mondo crollava intorno a loro. Tre dei quattro giocatori subentrati nel Genoa, sono stati i protagonisti dell’azione vincente.
Diventa difficile entrare in una partita a pochi minuti dalla fine quando non lo si è mai stati per ottanta minuti. La frenesia e la mancanza di lucidità prendono facilmente il sopravvento rendendo tutto infinitamente più difficile. Tsimikas avrebbe anche un buon pallone sul suo piede per calciare in porta, preferisce però servire Koné in netto fuorigioco.
Questa è la cartolina finale di una partita da dimenticare in fretta. Ci vuole invece un Svilar in formato Lev Jašin per evitare un passivo finale ancora più pesante.
La Roma cade a Genova e in pochi giorni passa da una possibile fuga ad un tutto contro tutti che si protrarrà fino all’ultima giornata. Al di la della sconfitta, ha colpito molto la prestazione negativa del 90% dei giocatori scesi in campo. Le assenze sono tante, sopratutto nel reparto offensivo, ma l’impegno, la voglia e la “garra charrua” non devono mai mancare per chi ha l’onore di indossare questi colori.
Lo scontro diretto contro il Como assume ancor di più l’importanza di partita da dentro o fuori. Prima però c’è un’altra partita non meno importante che non va sottovalutata; giovedì si va di scena a Bologna per l’andata degli ottavi di Europa League.
Bologna e Roma hanno perso entrambe prima di affrontarsi, forse una coincidenza o forse troppe teste erano già proiettate da un’altra parte; il campo darà il suo responso, questa sera ha parlato e ha mandato segnali molto chiari a tutti.
Luca Panno – Roma Club Parma








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