A cura di Simone Coltellacci
Non è stata la morsa del caldo estivo a fermare il cuore pulsante del tifo giallorosso in Toscana. Il Roma Club Città di Pistoia ha spento le sue prime quattro candeline, celebrando un traguardo importante con una festa che ha unito generazioni di tifosi sotto l’unica grande bandiera della passione per la Roma.
Nonostante una giornata caratterizzata da temperature caldissime, ben 80 persone si sono ritrovate per festeggiare l’anniversario. Un colpo d’occhio straordinario che conferma il club come un punto di riferimento solido e in costante crescita per tutti i romanisti della zona e non solo.
La giornata è stata l’occasione perfetta per tracciare il bilancio di questi primi quattro anni di attività, fatti di trasferte, partite vissute insieme e iniziative di aggregazione. L’evento ha dato ufficialmente il via anche alla campagna di tesseramento per la nuova stagione calcistica. Moltissimi dei presenti hanno risposto presente all’appello, rinnovando la propria fedeltà al club o iscrivendosi per la prima volta. Un rito che si ripete e che dimostra quanto la voglia di sostenere i colori giallorossi resti forte, a prescindere dalla distanza geografica dalla Capitale.
A dimostrazione del fatto che l’amore per la Roma non conosce barriere, la festa ha visto anche una partecipazione internazionale. Tra i tanti tifosi accorsi a Pistoia, ha spiccato la presenza di Gladia, rappresentante del Roma Club Parigi. Una visita speciale che testimonia il forte legame di gemellaggio, rispetto e amicizia che unisce i vari gruppi di sostenitori giallorossi sparsi per l’Europa.
Tra cori, brindisi e l’immancabile torta celebrativa, il Roma Club Città di Pistoia ha archiviato un altro capitolo della sua storia. Le quattro stagioni alle spalle sono solo il punto di partenza: il viaggio del tifo pistoiese continua, più caloroso che mai.
💛❤️ FORZA ROMA 💛❤️
















Vedere un pistoiese che si sgola per l’AS Roma è uno spettacolo allo stesso tempo comico e triste. Parlano con la ‘C’ aspirata, sono nati a due passi dalle Mura Medicee, ma poi si mettono la maglia giallorossa e si sentono improvvisamente ‘de Roma’.
La cosa davvero patetica? Che a Roma non solo non li considerano, ma li trattano pure con sufficienza. Per un romano verace, il tifoso ‘oriundo’ della provincia toscana è semplicemente un simpatico folklore locale, se non direttamente un ‘burino da fuori’ che si sforza di fare il romano dell’Eur e finisce solo per sembrare ridicolo.
Tifare la squadra della propria città o del proprio territorio ha una sua dignità; snaturarsi per inseguire un’appartenenza che a 300 km di distanza ti deride e non ti riconoscerà mai è solo un gran complesso di inferiorità.
Un commento che lasciamo solo per far capire quanto sia provinciale la mentalità espressa dall’autore…parla di tifosi giallorossi di Pistoia che a Roma verrebbero calcolati male…povero gabbiano, che non capisce che la Roma coinvolge e attira tifosi in tutto il mondo..e sono ben accetti….a dimostrarlo c’è stato l’evento organizzato proprio a Pistoia, dove moltissimi romani e romanisti sono venuti a festeggiare…altra dimostrazione è la definizione “Romano dell’EUR”…..l’autore non sa di cosa parla, non conosce la nascita del tifo romano…e forse soffre il fatto di tifare una squadra che non ha ambizioni e non le avrà mai….Buona vita e continua a leggere cose della Roma, mi raccomando 🙂
Quanto più di provinciale, in realtà, è la mentalità del “salto sul carrozzone di una squadra ben più blasonata della mia perché vince più della mia”.
Se devi tifare una squadra di calcio che non rappresenta la tua terra, tanto valeva che tifassi l’Al-Ahly: ben centocinquanta trofei!
Se parli così dei romani, è palesemente assurdo che non sei mai stato a Roma per più di qualche giorno e non hai avuto alcun rapporto con i capitolini. Sono auto-razzisti tra loro, figuriamoci per una cittadina di cui non conoscono neanche la località geografica, ma si limitano a dire “Mah, sta in Toscana”…
I tifosi esterni sono ben accetti a tal punto che quelli del Lazio stesso vengono definiti ‘burini’, ma mi faccia il piacere.
Poi vabbè “eh ma hanno fatto il raduno altrove”, dubito fortemente che abbiano potuto scegliere loro, che non sanno neanche che cosa ci sia al di fuori del raccordo. Per quale motivo avrebbero dovuto infognarsi e spostarsi centinaia di migliaia di tifosi… da casa loro?
Aprite un po’ il cervello, anche se non penso che riuscirete a rinsavire mai.
Simone caro, spero che tu guarisca e ti auguro il meglio, ma devi tifare la tua città, non quella degli altri perché sono “più grossi”. E sta’ sicuro che nessun romano ti dà la medaglia né parlerà bene della nostra Pistoia, che de te e de me ‘un gliene frega ‘na fava, anzi utilizzeranno pure il termine ‘pistoiese’ come presa per il culo.
Ciao Fabrizio,
sono un romano, romanista e abbonato in Curva Sud dal 1990…questo nn per vantarmi ma solo per dirti che la percezione che hai del romano verso i tifosi di fuori Roma è da rivedere…quelli che chiamiamo burini, non sono tutti i tifosi della regione come dici tu….burini ci chiamiamo i laziali anche se abitano dentro le mura (quei pochi), perchè la loro storia questo dice…la Lazio ha la stragrande maggioranza dei tifosi fuori da Roma..in zone dove i contadini dell’epoca portavano a Roma ogni mattina il burro di loro produzione…da lì il termine “burino” oggi usato come sfottò…..detto questo Pistoia è una bellissima città che ho potuto visitare bene al raduno ed è giusto che tu ne vada fiero e che ne porti alto l’orgoglio territoriale…questo ti fa onore!!.un saluto
Ciao Simone,
ti avevo scambiato per un pistoiese tifoso della Roma, non so perché questo qui-pro-quo.
La storia la conosco bene, tuttavia sappi che non tutti i romani la pensano così ‘candidamente’ e ‘leggermente’ verso i concittadini di altrui origine oppure verso gli esterni.
C’è un vero e proprio odio fatto di sfottò, vandalismi, graffitismo verso questa gente, e ciò mi fa molto ridere perché anche chi si vanta di essere romano de Roma.. ha i nonni marchigiani-abruzzesi-napoletani-molisani-ciociari! Questa enorme contraddizione proprio non la capirò mai.
In ogni caso sembra essersi sopito questo ‘scontro’ siccome i problemi nelle nostre città sono ormai stati sostituiti con gli extracomunitari e noi ne stiamo pagando le conseguenze,
Il mio pensiero va anche nella direzione della SS Lazio, chiaramente, perché rappresenta anch’essa la Capitale con tutto ciò che comporta la distinzione tra romani-non romani.
Gli italiani al di fuori della capitale non sono secondi a nessuno e si opporranno sempre a chi li denigra, per gioco o meno, e giustamente.
Un saluto.