a cura di Simone Coltellacci
Oggi abbiamo con noi Emanuele del Roma Club Lodi, organizzatore del VI raduno mondiale AIRC.
Qual è il bilancio finale in termini di presenze e da quanti paesi del mondo sono arrivati i club affiliati per questa sesta edizione?
Il bilancio è straordinario e va oltre ogni nostra più rosea aspettativa. Abbiamo registrato centinaia di presenze che hanno letteralmente colorato di Giallorosso le vie di Lodi, con club affiliati arrivati da tantissimi paesi del mondo. Ma il successo più grande e orgoglioso di questa edizione è il traguardo della solidarietà: grazie al cuore di tutti i partecipanti, abbiamo raccolto ben 4.000 euro che abbiamo donato all’Associazione Sara Angela Boffi. Questa cifra sarà interamente vincolata all’acquisto di 18 poltrone per il reparto di pediatria dell’Ospedale di Lodi, per donare comfort ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Vedere sciarpe provenienti da continenti diversi sfilare insieme, sapendo che stavamo unendo le forze per un obiettivo così nobile, è stata la vittoria più bella di tutto il raduno.
Organizzare un evento “mondiale” a Lodi, trasformandola in “Capitale per un giorno”, è stata una sfida suggestiva: quali sono stati i principali ostacoli logistici superati per accogliere la parata e la folla giallorossa?
Trasformare una splendida città d’arte come Lodi nel centro del mondo romanista è stata una sfida logistica immensa. L’ostacolo principale è stato garantire che l’affluenza convivesse perfettamente con la quotidianità della città, mantenendo l’evento sicuro!
Com’è nata la sinergia con il Comune di Lodi e le attività commerciali del territorio, e quale impatto economico e culturale ha lasciato il raduno sulla città?
La sinergia è nata fin da subito sotto il segno della massima disponibilità. Il Comune ha compreso immediatamente la portata internazionale dell’evento e le attività commerciali hanno risposto con grandissimo entusiasmo, accogliendo i club a braccia aperte. L’impatto economico per le strutture ricettive e la ristorazione locale è stato importantissimo.
Dal punto di vista culturale, abbiamo portato a Lodi un clima di festa, internazionalità e folklore unico, dimostrando che la nostra città è capace di ospitare manifestazioni di caratura mondiale.
Il programma ha previsto sfilate, cori e momenti di grande aggregazione: qual è stato il momento più emozionante o iconico di questa tre giorni ?
I momenti indimenticabili sono stati tanti, ma l’impatto visivo ed emotivo della parata per le vie del centro rimarrà nella storia di questo club. Vedere il corteo compatto, un muro Giallorosso che cantava a squarciagola tra le vie storiche di Lodi, ha regalato i brividi a tutti.
L’ex calciatore Roberto Scarnecchia è stato l’ospite speciale del raduno: come hanno reagito i tifosi alla presenza di una vecchia gloria che con la Roma ha vinto anche 2 Coppe Italia?
L’accoglienza per Roberto è stata calorosissima, degna del grande professionista e dell’uomo squisito che è. I tifosi più maturi hanno rievocato con nostalgia e orgoglio gli anni in cui onorava la nostra maglia vincendo trofei importanti, mentre i più giovani hanno scoperto una figura storica straordinaria. Scarnecchia si è concesso con enorme generosità a foto, autografi e racconti, incarnando perfettamente lo spirito di vicinanza e familiarità che caratterizza la storia della Roma.
In che modo il Raduno Mondiale riesce a mantenere vivo e coeso il legame con la squadra e con la città di Roma per quei tifosi che vivono a centinaia o migliaia di chilometri di distanza?
Questo raduno dimostra che il Romanismo non è una questione di residenza anagrafica, ma uno stato d’animo.
Per chi vive lontano da Roma, il club locale rappresenta un pezzo di casa, una famiglia con cui soffrire ed esultare ogni volta che gioca La Roma.
Riunirsi tutti insieme una volta all’anno come in occasione del Raduno azzera le distanze: in quei tre giorni non importa se arrivi da Dallas, da Bruxelles ,dal Nord Italia o Sud Italia, l’appartenenza agli stessi colori ti fa sentire istantaneamente al centro del mondo Giallorosso.
La solidarietà è stata uno dei pilastri dell’evento, a partire dalla serata benefica “Riso, Cacio e Pepe” del 12 giugno: quali progetti o associazioni sosterrete con i fondi raccolti durante il weekend?
Come accennato, per noi l’aggregazione non è nulla senza il sostegno concreto alla nostra comunità. Tutto il ricavato della serata benefica è andato all’Associazione Sara Angela Boffi proprio per finanziare le 18 poltrone destinate alla pediatria dell’Ospedale Maggiore. Come Roma Club Lodi e UP Lodi abbiamo sposato questa causa con tutto il cuore: sapere che i nostri cori e la nostra festa si traducono in un aiuto tangibile e in un briciolo di comfort in più per i bambini ricoverati e i loro genitori è la soddisfazione più grande del nostro weekend.
Oltre all’aspetto strettamente calcistico, quanto è importante per i Roma Club promuovere i valori della fratellanza e dell’inclusione sociale attraverso appuntamenti di questa portata?
È fondamentale ed è la nostra missione primaria come associazione. Il tifo deve unire, mai dividere. Eventi come questo dimostrano che lo sport è uno dei più potenti veicoli di inclusione sociale e fratellanza esistenti.
9. Dietro un successo del genere c’è un grande lavoro di squadra: quale messaggio si sente di rivolgere ai volontari, alle forze dell’ordine e al direttivo del Roma Club Lodi che ha lavorato dietro le quinte?
Il mio è un grazie immenso e profondamente commosso. Un evento del genere non si fa da soli. Al direttivo del Roma Club Lodi e di UP Lodi va il merito di averci creduto fin dal primo giorno e di aver lavorato giorno e notte. Ai nostri fantastici volontari dico che sono stati il vero cuore pulsante di questo raduno: senza il loro sorriso e la loro fatica silenziosa nulla sarebbe stato possibile. Infine, un ringraziamento speciale va alle forze dell’ordine e alle autorità locali per la professionalità e il supporto costante, che hanno garantito lo svolgimento della manifestazione in assoluta serenità.
❤️💛 Sempre FORZA ROMA! ❤️💛












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