BUONA LA PRIMA PER L’ITALIA ALL’EUROPEO UNDER 19: BATTUTA LA SERBIA, ORA LA TESTA VA ALLA CROAZIA

Il cammino continentale dei ragazzi di Alberto Bollini comincia nel migliore dei modi grazie a un successo all’esordio per due a zero, maturato attraverso una crescita costante nel corso dei novanta minuti. La Nazionale mette in mostra una confortante solidità difensiva unita a una manovra che acquisisce fluidità e convinzione col passare del tempo, superando lo scoglio della prima gara del girone senza sprecare troppe energie e gestendo con intelligenza i ritmi della sfida.

MATTIA LIBERALI

L’equilibrio della gara si spezza dopo appena dieci minuti dal fischio d’inizio, quando Mattia Liberali decide di scardinare la retroguardia avversaria. L’ala azzurra, reduce da un’ottima annata a Catanzaro ma di proprietà del Milan, penetra in area di rigore e costringe Simic al fallo, guadagnandosi un penalty che provvede a trasformare personalmente con una conclusione glaciale (1-0).

La Serbia non accusa il colpo e imbastisce una reazione immediata sfruttando le corsie esterne. Al diciassettesimo minuto Ciric semina il panico sulla fascia, superando la linea difensiva italiana e sfiorando il gol del pareggio. La pressione dei balcanici aumenta col trascorrere del tempo, obbligando gli azzurrini a un grande lavoro di protezione della propria area al quarantunesimo minuto. Proprio allo scadere della prima frazione, in pieno recupero, è un grande intervento del portiere Pessina a deviare in angolo un velenoso tentativo avversario, congelando il prezioso vantaggio prima del riposo.

Nel secondo tempo la Nazionale rientra in campo con un piglio decisamente più aggressivo, anche se la scarsa lucidità sotto porta non permette di mettere subito al sicuro il risultato.

Il protagonista in negativo di questa fase è Coletta, che manca il bersaglio grosso in due occasioni clamorose. Nella prima circostanza il centrocampista non riesce ad agganciare un cross teso e invitante di Mosconi, mentre al cinquantesimo minuto colpisce una clamorosa traversa a portiere battuto, vanificando una splendida sponda arrivata al termine di un contropiede fulmineo orchestrato da Iddrissou.

Il raddoppio è comunque nell’aria e si concretizza al settantaseiesimo minuto, quando lo stesso Iddrissou capitalizza una nuova transizione rapida dei compagni e si presenta glaciale davanti all’estremo difensore serbo, superandolo per la rete del 2-0.

L’ultimo brivido per l’Italia arriva tre minuti più tardi su un calcio piazzato di Novicic che si stampa sulla parte alta della porta, prima del definitivo controllo della gara che porta in dote tre punti pesantissimi in vista del prossimo match contro la Croazia, in programma il 2 luglio alle ore 15 italiane.

In chiave giallorossa tutti i riflettori sono puntati sulla prestazione di Federico Nardin, gettato nella mischia dal commissario tecnico in una posizione per lui insolita. Il centrale della Primavera della Roma viene infatti dirottato sulla corsia destra nel ruolo di terzino, vivendo una partita dalle due facce ma dall’ottimo bilancio finale.

Durante la prima frazione il difensore soffre la vivacità degli esterni serbi, concedendo qualcosa di troppo in fase di ripiegamento soprattutto nell’occasione del pericoloso affondo di Ciric. Con il passare dei minuti, tuttavia, Nardin prende le misure agli avversari e sale in cattedra, sfruttando la sua imponente stazza fisica per sbarrare la strada a ogni iniziativa e blindare la sua fascia di competenza nella ripresa. Resta invece a guardare per tutta la durata dell’incontro il compagno di squadra Antonio Arena, rimasto in panchina per scelta tecnica.