Nei cieli sopra Roma, quando il 2 giugno passa la Pattuglia Acrobatica Nazionale, le Frecce Tricolori, ciò che colpisce non è soltanto la scia verde, bianca e rossa. È la distanza perfetta tra i velivoli. È la fiducia assoluta tra piloti che volano a pochi metri l’uno dall’altro.
In formazione non esistono solisti isolati. Esiste un team di volo.
Il generale Mario Arpino lo ha spiegato con una frase che sembra scritta per il calcio giovanile:
«Il pilota non deve essere il più coraggioso: deve essere il più lucido.»
Al Tre Fontane, nella 27ª giornata del campionato Primavera 1, la Roma batte il Milan 1-0 e torna a vincere dopo il pari col Cesena. Non è il volo più spettacolare della stagione, ma è uno dei più maturi. E dentro questi novanta minuti c’è molto più del risultato finale.
Sugli spalti, a osservare da vicino i ragazzi di Federico Guidi, c’è anche il direttore sportivo Frederic Massara, presenza che aggiunge peso specifico alla prova giallorossa.
Dopo il passo falso del turno precedente, la Roma entra in campo con un atteggiamento più raccolto, quasi trattenuto. Il 3-4-2-1 prende forma con linee compatte: Carlaccini e Litti larghi sulle corsie, Bah e Panico a dare equilibrio centrale, mentre Almaviva e Maccaroni lavorano tra le linee alle spalle di Morucci.
Fin dai primi minuti la sensazione è chiara: la Roma non vuole forzare la partita, vuole controllarne lo spazio.
Il Milan prova ad allungare con i lanci verso Scotti e Pandolfi, ma la linea Mirra–Seck–Terlizzi legge bene le traiettorie. I giallorossi recuperano campo con pazienza, senza strappi inutili. È una squadra che vola già in formazione.
Al 28’ arriva l’episodio emotivamente più delicato: Almaviva alza la testa e disegna una palla in profondità perfetta che manda fuori giri Cisse. Morucci attacca lo spazio con i tempi giusti e si presenta solo davanti a Bouyer.
Poi sbaglia.
È l’istante che spesso segna la partita di un centravanti giovane: il corpo si irrigidisce, il tiro esce largo, il Tre Fontane trattiene il respiro.
Molti attaccanti, dopo un errore così, si scollegano.
Morucci no.
Continua a pressare, continua a muoversi, continua a chiedere palla. È la reazione dei piloti veri: l’errore non diventa deriva.
Resta in rotta.
Mentre Morucci assorbe il colpo, Almaviva continua a leggere la partita con sensibilità superiore. La sua gara è fatta di anticipi mentali: riceve già orientato, accelera solo quando la linea si apre davvero.
Al 34’ ha una grande occasione da due passi ma non riesce a indirizzare la palla in porta. Corpo in caduta, equilibrio precario: il rischio di chi gioca sempre mezzo secondo avanti. Ma resta dentro la manovra. E al 38’ accende l’azione decisiva.
Ancora Almaviva sfonda a sinistra, salta l’uomo e calcia. Cullotta respinge sulla linea. La palla resta viva nell’area piccola. In quel frammento si vede la crescita della Roma.
Morucci è il primo a reagire, perché mentalmente non aveva mai lasciato la partita dopo l’errore. Il destro è secco, pieno, liberatorio: 1-0.
È il quinto gol stagionale in campionato per il centravanti giallorosso, sempre più riferimento offensivo della squadra.
Il Tre Fontane esplode, ma dentro quell’esultanza c’è soprattutto la percezione di aver visto un attaccante crescere in diretta.
Nelle Frecce Tricolori i piloti lo sanno: la formazione perfetta non è quella senza sbavature, ma quella che si ricompone immediatamente. La Roma, in quel momento, lo fa.

Il secondo tempo è meno brillante ma più maturo. La Roma abbassa i giri senza perdere compattezza.
Maccaroni lavora tra le linee con disciplina silenziosa; Panico continua a dare ordine in mezzo. Almaviva rientra a cucire. È qui che il team giallorosso mostra vera crescita.
Al 62’ arriva il momento più delicato: Mancioppi riceve al limite e calcia forte. È il primo vero intervento per Kilvinger, classe 2009, all’esordio tra i pali.
Sessanta minuti quasi da spettatore, poi la partita ti chiama. Il giovane portiere non anticipa il movimento, non si irrigidisce: legge la traiettoria e si distende pulito, mandando in corner. È una parata che non fa rumore. Ma dentro la squadra si sente eccome.
La Roma prova a chiuderla. Al 72’ Maccaroni serve a Della Rocca un pallone perfetto, ma Bouyer salva il Milan. All’81’ Seck devia con un brivido il cross di Borsani, concedendo solo corner.
Nel finale Guidi inserisce fisicità e i giallorossi accompagnano la gara con ordine fino al 90’+5.
Intorno a loro, la linea difensiva ha lavorato con attenzione crescente, proteggendo l’assetto nei minuti più delicati e accompagnando la squadra verso un finale in controllo. È lì, più che nel punteggio, che si è vista la crescita della Roma: nella capacità collettiva di restare in formazione mentre l’aria della partita continuava a muoversi.
La Roma sale così a 48 punti in classifica, restando pienamente agganciata alla vetta.
Nella Pattuglia Acrobatica Nazionale ogni pilota sa che la vera bellezza del volo non è la velocità del singolo. È la capacità del team di restare unito quando l’aria si muove. Non è stato il volo più spettacolare. Ma è stato quello che fa crescere davvero un gruppo.
Il viaggio continua subito: la Roma Primavera tornerà in campo mercoledì 5 marzo alle ore 15 contro il Frosinone. Un’altra prova di formazione. Un altro test di maturità. Perché le squadre giovani diventano grandi quando smettono di volare da sole e imparano a farlo in formazione stretta.
E la Roma Primavera, sopra il cielo del Tre Fontane, stavolta lo ha fatto davvero.
Da brividi veri.
di Sabrina Bastari – RC Testaccio








Ottimo morucci, ed ottimi i suoi compagni di squadra che oggi hanno provato compattezza e maturità nel gestire le loro acrobazie di volo, oggi Sabrina mi hai portato a guardare il cielo con speranza, un cielo decorato dai colori della nostra Italia e della nostra sempre cara Roma primavera, oggi i ragazzi potranno godersi il meritato riposo ma con un occhio vigile al Frosinone, stasera il riposo del pilota che torna uomo ma pronto di nuovo a trasformarsi a breve in guerriero, ed io sono ancora lì a guardare al cielo, stavolta però ad ammirare te fra le pagine dei tuoi articoli, ottimo lavoro pilotessa.
Quando si esce dal match a testa alta e con la vittoria e’ tutta un’altra cosa. Bellissima primavera! Siamo a marzo poi… il momento giusto si avvicina. Cronaca come sempre elegante, equilibrata, chiara. Un piano di volo possiamo dire e Morucci un asso che mi fa pensare ai pionieri dell’aria come il cavaliere Francesco Baracca. Lucido, padrone dei suoi tempi, determinato. Ed ecco il risultato. Anche questa volta non ho potuto vedere la partita, ma tu Sabrina con il tuo stile, la tua previsione nei dettagli e passione nel trasmettere le sensazioni… sei arrivata come sempre puntuale a regalarmi una “diretta” che non mi ha fatto perdere nulla. Queste cronache sono un punto di riferimento per chi che come me non riesce a seguire la Primavera, ed una piacevole novel da leggere. Grazie ancora e Forza Primavera.