Chi non ha avuto modo di vedere la partita non può capire quanto possa essere “bugiardo” il risultato finale. Diciamo subito però che la Roma non ha rubato nulla, piuttosto è il Verona che deve prendersela con se stesso per aver sprecato veramente tanto.
La Roma ritrova la vittoria in casa e lo fa nel segno dei suoi tanto invocati attaccanti, le reti di Dovbyk e SoulĂ© tolgono un po’ di ragnatele all’intero reparto dando fiducia per le prossime partite.
Sembrava un pomeriggio tranquillo, pronti via e i giallorossi schiacciano per circa 15’ gli ospiti negli ultimi trenta metri trovando velocemente il vantaggio al settimo con la prima rete stagionale di Dovbyk. Splendido il cross dalla destra di Çelik, torsione in arretramento dell’ucraino che di testa dà una potente frustata al pallone che si insacca alle spalle di Montipò.
Sarà il primo e unico tiro in porta della Roma fino al 79’ quando arriverà il raddoppio.

La squadra di Zanetti reagisce allo svantaggio e inizia a creare enormi difficoltĂ ai padroni di casa; sicuramente la terza partita in sette giorni si fa sentire sulle gambe ma sono tanti, troppi, gli errori in fase di impostazione degli uomini di Gasperini che si rifugiano continuamente in lunghi lanci a scavalcare il centrocampo.
Svilar ci ha abituato bene ma ogni domenica riesce a sorprenderci, al 16’ respinge di faccia in tuffo un tiro ravvicinato di Orban. Ed ancora il numero 16 scaligero protagonista di una traversa clamorosa al 28’ colpita a porta vuota ad un metro dalla riga di porta.
Primo tempo che si chiude tra mille sospiri ma l’inizio della ripresa non cambia il canovaccio dell’incontro.
Contrariamente a suoi standard Gasperini capisce che deve mettere mano alla squadra velocemente e dopo appena 13’ effettua un triplo cambio inserendo Hermoso, Tsimikas e Ferguson. Angeliño evanescente anche oggi.
Il Verona non si scompone e ci vuole ancora Svilar in versione caterpillar per fermare il solito Orban in uscita; la Roma non riesce a riempire il taccuino degli appunti se non per un’entrata killer dell’ex Nelsson sul povero Çelik, per l’arbitro non è degno neanche di un fischio.

L’uomo di Brugnasco rimescola ancora le carte facendo debuttare il ventenne Jan Ziolkowski e richiamando uno stremato Ndicka. Dopo più di un anno il difensore della Costa D’Avorio non conclude una partita intera!!!!
E quando sembra che il pareggio sia solo una questione di minuti ecco che inaspettato arriva il gol che chiude i giochi. Koné recupera un buon pallone a centrocampo innescando sulla sinistra Ferguson in velocità , l’attaccante irlandese rimette la palla in area per lo stesso Koné; il francese non riesce a controllare bene ma un tocco della difesa favorisce l’accorrente Soulé che da pochi passi realizza (con i crampi) il suo primo gol in un Olimpico vestito di giallorosso.
Partita finita ma che riserva ancora qualche emozione, il raddoppio ha fatto svanire le paure in casa Roma che riesce ad arrivare nuovamente al tiro in porta prima con El Shaarawy e poi con Cristante. Il Verona ci prova orgogliosamente fino all’ultimo, Orban trova la rete del 2-1 al 94’ ma il Var interviene rilevando un tocco di mano dell’attaccante nigeriano.

La Roma vince la sua quinta partita su sei giocate ed è l’unica cosa che conta in un pomeriggio molto difficile. Non è il caso ovviamente di fare drammi, abbiamo vissuto al contrario infinite partite di questo tipo, il nostro credito con la fortuna è sempre molto alto.
Ma la notizia ancor più clamorosa è guardare la classifica e accorgersi all’improvviso che la Roma è lassù, In cima alla vetta affiancando squadre sicuramente con ambizioni diverse come Napoli e Milan.
Il primo “miracolo” di Gasperini è compiuto, riportare la squadra a disputare un campionato di valore lottando fin dall’inizio per un posto nell’Europa che conta; il cammino è ancora lunghissimo e gli impegni iniziano a moltiplicarsi, ma basta ripensare alla situazione di appena un anno fa per capire che tipo di lavoro sta facendo l’uomo di Brugliasco.
Luca Panno – Roma Club Parma








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