L’OLD FIRM

Giovedì 11 Dicembre alle ore 21:00 la formazione giallorossa è attesa al Celtic Park di Glasgow. Per l’occasione la Redazione del Roma Fans Club ha ritenuto doveroso scrivere un articolo sul Derby più antico del mondo. Questa partita non è una stracittadina come le altre ma può essere considerato l’ultimo “campo di battaglia” in cui i cattolici e i protestanti continuano a sfidarsi e ad odiarsi come nelle guerre di religione che imperversarono in Gran Bretagna tra il XVI e XVII secolo.

LE PROTAGONISTE DELL’OLD FIRM

La prima, in ordine di fondazione, è il Rangers, fondato nel Marzo 1872 dai calciatori Peter Mc Neil ed Edward Moses, il primo militò nei Blues dal 1872 al 1878, morì in manicomio nel 1901 a soli 47 anni. Moses, che era considerato uno dei più forti attaccanti del Regno, fece le fortune del club per 10 anni. Nella storia di questo glorioso club ricordiamo altri 2 cofondatori: il difensore William Mc Beath che ebbe una vita assai travagliata: accusato giustamente di bigamia si impoverì per pagarsi le spese legali e morì in un ospizio per poveri malato di Alzheimer e seppellito in una fossa comune. Nel 2010 il suo corpo venne ritrovato e la sua tomba fu degnamente decorata con una lapide marmorea. Infine Peter Campbell, morte tragica anche per questo calciatore; colò a picco con la nave nel Golfo di Biscaglia nel Gennaio 1883 a soli 33 anni.

La divisa sociale dei Rangers è blu con inserti bianchi che ricorda la bandiera scozzese, il simbolo è un leone rampante, questo invece ricorda la lealtà alla corona inglese.

La seconda protagonista è il Celtic, fondata dal religioso cattolico irlandese Andrew Kerins, meglio noto come Brother Walfrid. Divenuto prete a 24 anni nel 1870 si trasferì a Glasgow dove insegnò in diverse scuole cattoliche. Il suo apostolato nei sordidi sobborghi della capitale economica della Scozia, abitati in prevalenza da cattolici, lo spinse a fondare nel 1888 una delle squadre più antiche del mondo: il Celtic F.C.

Il nome della squadra ricorda le radici celtiche comuni a scozzesi e irlandesi, lo stemma è il quadrifoglio che ci fa subito pensare alla verde Irlanda e ci riporta a San Patrizio. La divisa è a strisce orizzontali verdi e bianche.

IL CAMPIONATO SCOZZESE

La Scottish Premiership è composta da 12 squadre che si affrontano per ben 3 volte nel corso della stagione. Al termine di queste 33 partite il campionato viene diviso in 2: le prime 6 si affrontano tra di loro per una volta e lo stesso avviene per le restanti 6 squadre. La prima vince il titolo e l’ultima retrocede. In quasi 130 anni di storia le 2 squadre di Glasgow si sono aggiudicate per 110 volte la Scottish Premier: 55 vittorie per parte. Le due compagini si sono affrontate 448 volte: 340 in campionato, 55 in Scottish Cup e 53 volte in Scottish League Cup. Lo “score” vede 171 vittorie Celtic, 171 vittorie Rangers e 106 pareggi.

IL DERBY PIU ANTICO DEL MONDO

La prima partita venne disputata nel 1888 e fu vinta dai Celtic, fu quello il momento in cui gli abitanti di Glasgow si divisero in due fazioni: da una parte gli scozzesi lealisti alla Regina Vittoria, anglicani e antipapisti per tradizione con tendenze politiche conservatrici. Dall’altra parte del Fiume Clyde i Cattolici che in Scozia sono solo il 16% della popolazione di cui quasi l’80% risiede a Glasgow. Questi ultimi vivevano o meglio sopravvivevano ammassati nelle fetide borgate cresciute come funghi al passo della III Rivoluzione Industriale. A questo sottoproletariato si aggiunsero gli immigrati irlandesi che lasciarono la loro terra tra il 1845 e 1849 a causa della “carestia della patata” dovuta ad un microrganismo nocivo che distrusse i raccolti del prezioso tubero. Gli emigranti furono più di 2 milioni e quasi 50.000 presero la via di Glasgow. Questa comunità mischiandosi agli altri reietti della città divenne la spina dorsale del Celtic Football Club.

Non solo religione e differenza sociale, l’Old Firm è anche uno scontro ideologico mai sopito. Il 18 Settembre 2014 avvenne il referendum per decidere se la Scozia potesse diventare uno stato autonomo separato dalla Gran Bretagna. Le due tifoserie si schierarono su fronti opposti, al derby i supporters dei Rangers esposero una coreografia recante la scritta “18/9/14 Vote NO”, mentre i cattolici al 18° minuto dell’incontro esibirono i posters con la scritta YES. Questo derby “politico” arrise ai Blues: al referendum vinsero i NO con il 55% dei voti. Un’altra forte differenza tra le due tifoserie si riscontra nel modo di fare tifo. I supporters del Celtic si definiscono Ultras e sono più legati alla tradizione delle curve dell’Europa continentale: bandiere, tamburi, fumogeni e striscioni; si rivedono nei valori antifascisti e antirazzisti. Il fenomeno hooligans, invece, è in stretto rapporto con lo sviluppo del tifo dei Rangers; più vicino a quello inglese. Tra gli anni ’60 e ’70 le numerose violenze che videro protagonisti i tifosi dei Blues durante le competizioni continentali portarono addirittura il Club all’esclusione dalle Coppe europee. I primi scontri tra le due tifoserie di cui abbiamo notizie risalgono al 1901 ma sembrano delle scaramucce a confronto di quello che successe il 1° Febbraio 1933. All’uscita della partita 40.000 tifosi si affrontarono nella guerriglia ultras più numerosa della storia del calcio. Nel 1941, in piena II Guerra Mondiale, il Celtic Park viene chiuso per un mese a causa di tafferugli scoppiati all’interno e all’esterno dell’impianto calcistico. A cavallo tra gli anni 60 e 70 il livello degli scontri si innalza: l’avvento del fenomeno hooligans, l’assunzione sempre più massiccia di alcool prima, durante e dopo la partita, la crisi Nord Irlandese che vede fronteggiarsi a mano armata i lealisti della corona inglese e gli indipendentisti guidati militarmente dall’I.R.A, lascia sul terreno decine di morti e centinaia di feriti nonché migliaia di arresti. L’apoteosi fu raggiunta dopo la finale di Scottish Cup del 1980: “la rissa di Hampden”. In questa occasione 9.000 tifosi invasero il terreno di gioco facendolo diventare un campo di battaglia in cui le opposte tifoserie e le forze dell’ordine si fronteggiarono per più di un’ora. Il tragico risultato si può racchiudere in questi numeri: 1 morto, 230 feriti, 260 arresti, il tutto ripreso dalle telecamere dello stadio. Le autorità britanniche non riuscirono mai a mettere un freno a questa tragica situazione, basti pensare che dal 1980 al 2011 si sono registrati 8 morti e 6.870 feriti causati dagli scontri dell’Old Firm. Ma anche i calciatori non furono da meno: il 17 Ottobre 1987 all’Ibrox Park si svolse il così detto “Derby della vergogna”. Durante questa partita accadde di tutto, 4 gol, 3 espulsioni, 11 ammoniti, 1 pareggio al 94° partendo da una situazione di doppio svantaggio, risse in campo e negli spogliatoi che causarono 4 rinvii a giudizio e 2 condanne definitive per i protagonisti di questa “vergognosa” partita. Gli anni passano ma la storia non cambia: il 2 Febbraio 1998 Paul Gascoigne, che militava nei Blues, durante il secondo derby della stagione sbeffeggiò i tifosi biancoverdi mimando di suonare col flauto un antica canzone Orangista (l’Ordine di Orange è il movimento politico Nord Irlandese unionista favorevole al mantenimento dell’Irlanda nel Regno Unito) provocando lo sdegno dei tifosi avversari. Nei mesi successivi l’ex laziale ricevette numerose minacce di morte tanto che Scotland Yard gli dovette assegnare una scorta armata per tutto il corso della stagione. Anche l’avvento del nuovo Millennio non cambia le cose, il 12 Febbraio 2006 all’Ibrox Park il portiere polacco dei Celtics Artur Boruc festeggiò il gol della sua squadra facendosi il segno della croce davanti alla curva avversaria. Questo gesto gli costò un ammonimento giudiziario e causò forti contrasti tra le alte sfere del clero cattolico e anglicano. Non contento, 2 anni dopo, Boruc, stavolta al Celtic Park, al termine dell’incontro vinto dai “papisti” 3 a 2 sfoggiò una maglietta con sopra scritto “God bless the Pope”; si scatenò l’inferno dentro e fuori lo stadio tanto che la Federazione Scozzese dovette aprire un’inchiesta per fare chiarezza sull’accaduto. Questo tifo viscerale pregno di fanatismo religioso e idee politiche ferme al XVII secolo non ammette i “traditori”. Nel 1989 Mo Johnston, bomber del Celtic, firma per i Rangers, risultato?

Fu costretto ad assumere una guardia del corpo per evitare il linciaggio da parte di entrambe le tifoserie : una lo vedeva come traditore, l’altra come un rinnegato. Non è un caso che in 130 anni di storia calcistica solo 4 giocatori abbiano militato in entrambe le squadre. Inoltre è molto difficile che un giocatore cattolico militi nei Blues e viceversa per un giocatore di fede protestante. Un caso più unico che raro fu quello di Gennaro Gattuso che, pur essendo italiano e quindi notoriamente cattolico, militò nei Rangers nella stagione 1997/’98 (34 partite e 3 gol) divenendo un beniamino dei tifosi anglicani. Altro giocatore italiano che “respirò” l’Old Firm fu Paolo di Canio che nella stagione 1996/’97 indossò la casacca biancoverde disputando 26 partite mettendo a segno 12 gol. Questa piccola storia è terminata ma l’Old Firm è più vivo che mai e tu da quale parte stai?

Riccardo Rizzo – Roma Club Florida