La Roma Primavera torna a vincere nel giorno più adatto per raccontare una parola che nel calcio giovanile pesa più del talento, il lavoro. A Cremona finisce 3-2 per la squadra di Federico Guidi, ma il risultato da solo non basta a spiegare il senso della partita. Questa è una vittoria sporca, necessaria, attraversata da errori, reazioni, pause e ripartenze. Una vittoria che non celebra la bellezza continua, ma il mestiere ritrovato.

La Roma parte con il passo giusto. Dopo appena quattro minuti Arena pressa Cassin, gli ruba il pallone e firma l’1-0. È un gol moderno, nato prima dal comportamento che dalla tecnica: aggressione alta, lettura dell’errore, fame, capacità di trasformare il lavoro senza palla in vantaggio. Un segnale importante, perché racconta una cultura del gioco precisa, l’occasione non si aspetta, si provoca.

Il raddoppio arriva al 35’ e nasce da una scelta rapida di Almaviva, che legge la punizione prima degli altri e verticalizza per Panico. Il numero 25 controlla, regge il duello fisico e scaraventa in porta il 2-0. In quel momento la Roma sembra avere in mano la partita: ritmo, ampiezza, presenza offensiva, capacità di incidere.
Al 39’ Achi accorcia su cross di Ragnoli Galli. Nella ripresa, lo stesso Ragnoli Galli trasforma il rigore del 2-2. La Roma perde il controllo emotivo del vantaggio e la partita cambia natura. Da qui nasce il vero tema tecnico, non basta saper colpire, bisogna imparare a custodire. Una squadra giovane può produrre, accelerare, creare occasioni. Una squadra matura sa anche abbassare il rischio, proteggere le preventive, leggere i minuti sensibili, impedire all’avversario di rientrare mentalmente dentro la gara.

La Roma mostra ancora margini evidenti. Si allunga, concede, lascia alla Cremonese la possibilità di crederci. Ma questa volta trova una risposta. E la trova proprio nella dimensione più adatta al Primo Maggio, il lavoro dentro l’errore. Maccaroni prima manca una grande occasione, poi resta nella partita. Non si svuota, non sparisce, non perde presenza. Continua a cercare spazio, posizione, tempo della giocata. Al 72’, sul cross di Panico, attacca l’area e firma il 3-2.
È il gol più importante della giornata, non solo perché decide il risultato. È importante perché nasce dopo una possibilità sprecata. Maccaroni diventa così l’immagine più nitida della partita. Il talento non si limita a brillare, ma torna a lavorare quando la scena si complica.
Il finale ricorda però alla Roma che la vittoria non cancella tutto. De Marzi deve intervenire, la Cremonese resta viva, Herzuah colpisce il palo nel recupero. Sono dettagli che Guidi dovrà portare dentro la settimana, gestione del vantaggio, pulizia difensiva, equilibrio tra ambizione offensiva e protezione della squadra.
Cremonese-Roma non è una partita perfetta. Nel giorno del lavoro, la Roma Primavera ritrova la vittoria con gli strumenti più veri del mestiere, pressione, fatica, errore, reazione.
Arena apre con fame, Panico dà forza e sostanza, Maccaroni rimette il risultato nelle mani giallorosse.
Dopo quasi due mesi senza successi, la Roma non esce da Cremona come una squadra risolta. Esce come una squadra che ha ripreso a lavorare sul proprio destino.
di Sabrina Bastari – RC Testaccio








Nonostante la festività , anche oggi Sabrina hai timbrato il cartellino del tuo percorso artistico, hai commentato e trascritto la partita per noi , efficace, sintetica ma sempre attenta al dettaglio che solo chi ti legge col cuore può capire, questi ragazzi tornato a portare a casa i tre punti dopo una partita al cardiopalma, e tu mia cara hai portato gli ennesimi tre punti nei cuori dei tuoi lettori.
Cronaca e narrativa d’autore come ormai ci hai abituati Sabrina. Anche questa volta le tue parole hanno trasmesso immagini, sensazioni ed emozioni a chi non ha potuto vedere la partita. Un’altra volta supporto indispensabile per noi tifosi. I ragazzi in campo? Come si dice… solo chi lavora sbaglia. Quelli bravi però correggono l’errore ed arrivano all’obiettivo. Vittoria e 3 punti preziosi.