ROMA–TERNANA 2-0: È QUI LA FESTA, LA ROMA È CAMPIONE D’ITALIA

ROMA, STADIO TRE FONTANE: le giocatrici dell'AS Roma festeggiano la vittoria-scudetto sulla Ternana. CAMPIONESSE D'ITALIA!

LE GIALLOROSSE BATTONO LA TERNANA AL TRE FONTANE E CHIUDONO IL DISCORSO SCUDETTO. UN CAMPIONATO DOMINATO, UN TITOLO MERITATO, UNA CITTÀ TINTA DI GIALLO E ROSSO!

Il 2 maggio, davanti a un Tre Fontane gremito e colorato come nelle grandi occasioni, la Roma Femminile fa il suo dovere, supera la Ternana e può finalmente alzare le braccia al cielo: le giallorosse sono Campionesse d’Italia.

Una vittoria attesa, cercata, costruita settimana dopo settimana, e mai davvero messa in discussione. Al triplice fischio esplode la festa: in campo, sugli spalti, nelle case dei tifosi. È il punto finale su un campionato straordinario, che consacra definitivamente la Roma ai vertici del calcio femminile italiano.

LA PARTITA: MISSIONE COMPIUTA

Contro una Ternana ordinata e combattiva, la Roma approccia la gara con la maturità di una squadra che sa perfettamente cosa serve fare. Niente frenesia, niente paura: possesso, controllo, attenzione alta e costante.

Le giallorosse prendono in mano il pallino del gioco sin dalle prime battute, spingendo sulle corsie e provando a muovere rapidamente la sfera per stanare la difesa umbra. Il vantaggio arriva al 25’ su rigore (di Manuela Giugliano, ripetuto dopo check al FVS), ma è quasi una naturale conseguenza della superiorità territoriale e tecnica; da lì in avanti la Roma gestisce con intelligenza, senza mai concedere l’inerzia alle avversarie.

La Ternana prova a rimanere in partita con ordine e sacrificio, ma la sensazione è chiara: questa Roma non vuole aspettare, vuole chiudere i conti subito, davanti alla sua gente.
Così nel secondo tempo (71’) la Roma raddoppia, al temine di una splendida azione Thøgersen-Viens(torre di testa)-Giugliano con spettacolare tiro al volo della Capitana, per la doppietta personale che vale un tricolore.
In mezzo, al 51’, l’ennesimo palo: Viens si ritrova magicamente da sola davanti a Schroffenegger  grazie a un filtrante di MG10 che da solo varrebbe il prezzo del biglietto, ma conclude sul montante.

Quando arriva il fischio finale, non serve guardare gli altri campi, non servono calcoli: lo Scudetto è giallorosso.

ROMA, STADIO TRE FONTANE: le giocatrici dell’AS Roma festeggiano la vittoria-scudetto sulla Ternana. CAMPIONESSE D’ITALIA!

IL CAMMINO: UNO SCUDETTO INSPERATO, IN UN ANNO DI RICOSTRUZIONE

La cosa che sicuramente rende ancora più bello questo trionfo è quanto fosse inatteso.
Già, perché la Roma di quest’anno, almeno nell’immaginario comune, non era stata assolutamente costruita per vincere.

Al termine della passata stagione, infatti, i tifosi avevano assistito imponente e spesso basiti ad un vero e proprio smantellamento, solo in minima parte compensato da nuovi acquisti.
E così, dopo Kumagai a gennaio, erano partite la scorsa estate Giacinti, Linari, Minami, Troelsgaard, Ceasar, e così via.

Soprattutto, aveva salutato Mister Spugna, maggior colpevole (ma anche capro espiatorio) della pessima passata stagione del gruppo giallorosso.

I nuovi arrivi? Mister Rossettini in panchina, e poi alcune semi-sconosciute: Samantha Van Diemen, Annalena Rieke, e il ritorno a casa di Rachele Baldi tra i pali.
Troppo poco per calmare gli esigenti tifosi romanisti, ancora scottati dall’infamante 4-0 subito in finale di Coppa Italia per mano dell’avversaria di sempre, la Juventus.

E così, la squadra, lo staff tecnico e la società hanno iniziato la stagione sotto il fuoco incrociato delle critiche social e mediatiche, di chi riteneva la Roma Femminile ormai “in disarmo”, abbandonata dalla proprietà e trascurata dalla dirigente Betty Bavagnoli.

Da più parti si sono pronunciate le solite frasi: “anno zero”, “stagione di transizione”, “annata di rifondazione”, chiaramente sempre con il tipico tono scettico del tifoso deluso.

E invece.
Invece il gruppo si è mostrato subito coeso, pronto a fare del suo meglio.
E il Mister, sicuramente molto inesperto, ha inanellato parecchie ingenuità, alcune anche gravi, ma almeno ci ha sempre messo la faccia e ha imparato -anche in fretta- dai propri errori.

Così, possiamo dire che questo titolo non nasce ieri. Nasce ad agosto, nei ritiri, nel lavoro quotidiano, nelle scelte forti e nella crescita del gruppo. Nasce nelle vittorie sofferte, nei momenti difficili, nella capacità di reagire.

La Roma ha costruito il primato con continuità, imponendosi come la squadra più solida del campionato: seconda miglior difesa, attacco prolifico, identità chiara.
Il suo punto di forza è stato il saper vincere gli scontri diretti, come domenica scorsa a Biella contro la Juventus, ma soprattutto battendo l’Inter sia all’andata che al ritorno (e non a caso il campionato finisce oggi proprio perché il vantaggio sulle nerazzurre è di sei punti…), oltre ad eliminarla in semifinale di Coppa Italia.
Ha saputo rimontare quando serviva (spettacolare quella in casa Milan alla seconda giornata, nei minuti di recupero), ha saputo soffrire senza perdere certezze, anche nei momenti di appannamento come la pesante sconfitta a Firenze o l’imprevisto pareggio interno col Napoli.

Ciliegina sulla torta, la squadra che porta il nome di Roma ha strapazzato le “cugine” di Formello ad ogni uscita: due secche vittorie in campionato, pareggio e vittoria in Coppa Italia (con ovvia eliminazione delle biancocelesti) e un rotondo 3-0 anche nella Women’s Cup di inizio stagione. Un totale di quattro vittorie ed un pareggio, per nove reti fatte e una subìta!

Ecco, parlando delle altre competizioni, arriviamo alle note dolenti: la Roma ha perso (immeritatamente) la finale di Women’s Cup e fastidiosamente la Supercoppa: entrambe vinte dalla Juventus. Oltre a questo, c’è il cammino-Champions che è stato la vera delusione di questa stagione, una serie di uscite a vuoto che si potevano evitare ma che sono costate il passaggio del turno.
Per consolarci, c’è la Coppa Italia: percorso netto fin qui, ma ricordiamo che c’è un’ennesima finale Roma-Juve da giocare, il 24 maggio a Vicenza.

Ma chiudiamo la “parentesi coppe”, e torniamo a parlare del Campionato.

Campionato che appunto quando è entrato nella sua fase decisiva, ha visto le giallorosse alzare ulteriormente il livello, mostrando quella maturità tipica delle squadre campioni.

IL GRUPPO, PRIMA DI TUTTO

Al di là dei singoli, questo Scudetto racconta la forza di un collettivo vero. Un gruppo profondo, dove chi entra dalla panchina sposta le partite, dove le giovani crescono accanto alle leader, dove ogni ruolo è coperto con qualità e spirito di sacrificio.

Merito va a Mister Rossettini, che ha saputo gestire rotazioni, pressioni e aspettative, dando alla squadra un’identità chiara ma mai rigida. La Roma sa adattarsi, sa scegliere i momenti, sa leggere le partite.

E soprattutto sa vincere.

IL SIMBOLO DI UN MOVIMENTO CHE CRESCE

Questo Scudetto non è soltanto un trofeo in bacheca. È la conferma che la Roma Femminile è ormai una realtà stabile e vincente, un punto di riferimento per tutto il movimento calcistico delle ragazze.

Il Tre Fontane pieno, l’entusiasmo costante, il seguito sempre maggiore: tutto questo racconta di un progetto che funziona, che coinvolge, che porta risultati.

E insieme allo Scudetto, è già arrivata anche l’ennesima qualificazione alla Champions League, teatro europeo dove la Roma vuole continuare a farsi sentire.

IL COMMENTO FINALE

La Roma è Campione d’Italia perché è stata la più forte, la più continua, la più matura.
Perché ha saputo affrontare le difficoltà senza perdere identità.
Perché ha avuto una fame che non si è mai spenta.

Al Tre Fontane è esplosa una gioia meritata, spontanea, collettiva. Una festa che appartiene a chi questa squadra la segue da sempre e a chi se ne è innamorato strada facendo.

Godiamoci questo momento.
Godiamoci queste ragazze.
Godiamoci questo Scudetto.

FORZA RAGAZZE, DAJE ROMA!  

Lorenzo Avenali – Roma Club Lupi di Londra