a cura di Simone Coltellacci
Diamo il benvenuto al VI Raduno Mondiale dei Roma Club di Lodi al Roma Club Finlandia. Juha, raccontaci qualcosa del club, dell’eventuale sede, dei tuoi iscritti e presentati anche tu.
Abbiamo centocinquanta iscritti. Una sede fissa in Finlandia non c’è perché i nostri soci abitano sparsi in tutto il Paese. Geograficamente la Finlandia è più grande dell’Italia. Noi siamo meno di sei milioni di abitanti, voi più di sessanta. Questa è la differenza. Quindi una sede fissa non avrebbe senso di esistere.
Tutto il mondo romanista ti conosce perché segui la Roma ovunque e in ogni partita, senza perdertene mai una. Però vorrei che ci raccontassi la trasferta che hai organizzato con i soci nel giorno del derby.
Sì, quando si è giocato Roma-Lazio noi finlandesi eravamo in quarantasei allo stadio.
Un gran bel numero per chi parte da uno Stato così vasto e lontano.
Sì, è un bel numero. Un bel gruppo.
Quest’anno abbiamo fatto un nuovo record perché abbiamo acquistato più di duecento biglietti per i nostri soci, per le partite casalinghe.
Considerando che tutti i soci abitano in Finlandia e hanno bisogno di prenotare voli, alberghi e biglietti dello stadio, è veramente un grande risultato.
Vorrei anche ringraziare l’AIRC (Associazione Italiana Roma Club) per la collaborazione, che è davvero essenziale per noi nella fase di acquisto dei biglietti.
Ok. Senti, invece, quali iniziative organizzate con il tuo club? Possono essere anche attività sociali o di beneficenza.
Devo dire che in Finlandia non siamo molto attivi in questo senso. I soci del club sono sparsi in tutto il Paese ed è quindi difficile riunirli per eventi di beneficenza. Inoltre, da qualche tempo io non vivo più in Finlandia ma a Roma e quindi non riesco a essere attivo sul posto.
Come hai vissuto la stagione con Gasperini?
Direi che abbiamo vissuto un altro anno ricco di emozioni, gioie e sofferenze. Però giochiamo abbastanza bene e siamo di nuovo in Champions. Non vedo l’ora di sentire l’inno della Champions all’Olimpico. Alla fine tutto è bene quel che finisce bene.
Per il prossimo anno che aspettative hai? Considerando le varie competizioni, cosa ti aspetti? Una Coppa Italia, lo Scudetto o una buona Champions League?
Sarà veramente bello giocare in Champions, ma sarà dura. Abbiamo bisogno di rinforzi, ma ho fiducia in Gasperini. Quando si parla degli allenatori della Roma, posso dire che Mourinho l’ho amato, così come De Rossi e Ranieri. Credo però che Gasperini sia un ottimo allenatore, ma dal mio punto di vista l’amore ancora non c’è. Per me, adesso, basta vincere con Gasperini. Poi il resto si vedrà in futuro.
Ti sei trasferito a Roma, quindi diamo per scontato che parteciperai al Centenario e ai vari festeggiamenti organizzati dalla Roma e dagli altri club. Ti piacerebbe organizzare una celebrazione anche in Finlandia, nonostante quello che hai detto prima? Pensi di riuscire a fare una cosa del genere oppure a portare tutti qui?
Non ne abbiamo ancora parlato approfonditamente, ma lunedì prossimo abbiamo l’assemblea annuale del nostro club e ne discuteremo sicuramente. Come ho appena detto, nel derby eravamo in quarantasei, un bel gruppetto che voglio sicuramente riportare a Roma. Però abbiamo pensato di organizzare qualche attività anche in Finlandia.
Ti faccio un’ultima domanda: un giocatore simbolo della Roma di oggi e uno simbolo del Centenario, escluso Totti.
Nella rosa attuale direi Mancini, un vero soldato. Non si risparmia mai. Per il Centenario, escludendo Totti, direi De Rossi. Il suo carisma e la sua grinta sono gli stessi di noi tifosi.
Grazie Juha, buon proseguimento con il Raduno.
A margine dell’intervista
A margine dell’intervista ci siamo fermati a parlare qualche minuto con Juha e Tommaso di Dallas. Ci confrontavamo sul modo di vivere la Roma ai raduni, nelle trasferte e allo stadio.
Durante quella chiacchierata abbiamo visto un finlandese che, parlando di Roma, dei romani e dei romanisti, si è commosso definendoli una famiglia. Ci ha raccontato che il suo recente trasferimento a Testaccio rappresenta il coronamento del sogno di una vita.
Quelle lacrime hanno scavato un fiume giallorosso fatto di amore sincero e passione. Forse, di tutto il Raduno, sarà proprio questa l’emozione che mi porterò dentro per sempre.











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