La Roma torna da Cagliari con le mani in mano, conscia del fatto di non aver fatto niente per vincere una partita che si è trasformata in battaglia.
I giallorossi sono apparsi veramente stanchi e con poca voglia, al cospetto di un Cagliari che invece di voglia ce ne ha messa tanta.
I rossoblu hanno incarnato l’anima sarda, quella che si evince nei riti propiziatori dei Mamuthones, quella di Sardus Peter il celebre guerriero sardo che grazie alla loro forza spirituale hanno vinto una partita meritatamente.
Pisacane, ha imbrigliato lo sterile attacco giallorosso (non era così difficile farlo!) e ha giocato la partita sulla grinta e la cattiveria, addestrando i suoi ragazzi sulle seconde palle, vero problema dei giallorossi.
Poi lì davanti la fortuna ha aiutato gli audaci e Gaetano ha insaccato l’unica palla che gli è capitata sui piedi dopo uno svarione di Ghilardi su calcio d’angolo: il pallone calciato dal cagliaritano è passato persino tra le gambe di El Aynaoui prima di insaccarsi in rete.
Insomma era destino!
Il lato negativo di questo Cagliari, però, è nelle bruttissime espressioni verbali di Folorunsho carpite da tutti e rivolte ad Hermoso e famiglia.
La Roma è apparsa incerottata, influenzata e sopita: Baldanzi in attacco ha corso anche per chi non c’era, ma il ragazzo oltre la volontà non ci ha messo nient’altro. Ferguson che avrebbe potuto dare qualcosa in più, si è visto buona parte della partita dalla panchina, salvo entrare a partita già compromessa.
Çelik con l’intervento da ultimo uomo su Folorunsho ha di fatto consegnato la partita alla sorte senza possibilità di replica.
I giallorossi dietro hanno “ballato” un pò troppo, nonostante il Cagliari davanti non avesse giocatori di alto spessore; N’Dicka è apparso già con la testa alla Coppa D’Africa, Hermoso si è concentrato più sulla dialettica verbale con Folorunsho e il solito Macini ha lottato come ha potuto; Svilar è stato il migliore in campo della Roma.
Gasperini però ha perso la partita a centrocampo dove i cagliaritani arrivavano sempre primi sul pallone e sia Koné che Cristante si sono fatti soffocare dalle attenzioni di Deiola e compagni.
L’assenza di Wesley dell’ultimo minuto ha tolto quell’imprevedibilità che sarebbe servita e che invece è mancata; Tsimikas ha troppa nostalgia di Liverpool per giocare nella Roma.
Nonostante Gasperini ha provato con i cambi a stravolgere l’incontro, in 10 contro 11 non c’è stata partita. Il Cagliari ha vinto meritatamente, mentre la Roma è tornata a Trigoria consapevole di aver bisogno di rinforzi sul mercato di gennaio.
Gasperini ha poche alternative e quando toglie forza al centrocampo, per privilegiare il reparto offensivo, perde equilibrio e palleggio. Da diverse partite, l’esclusione di El Aynoaui a discapito di Pellegrini sta producendo un’involuzione nel centrocampo della Roma.
Sulle fasce non c’è la giusta spinta e pensare di sfondare per linee centrali resta veramente l’unica opzione, ma visto il tatticismo del campionato italiano, è un opzione non praticabile a lungo.
Insomma a Trigoria si intravedono i primi segnali di sofferenza e Gasperini ha veramente tanto da lavorare per invertire la tendenza delle due sconfitte consecutive in cui si è infilato.
Giovedì ci sarà la difficile trasferta europea di Glasgow, stavolta sponda Celtic e ovviamente la Roma dovrà vincere per restare attaccata al gruppo delle prime otto.
Poi lunedì 15 all’Olimpico arriverà il Como dei miracoli di mister Fabregas.
Non una settimana facile per la Roma insomma. Forza ragazzi non mollate proprio ora!
Gianni C. – Roma Club Parma








Lascia una risposta