COPPA ITALIA PRIMAVERA – ROMA VS PARMA: UNA NOTA STONATA E MILLE BATTITI DI CUORE!

Foto di proprietà della AS ROMA

Il cielo di febbraio sopra il Tre Fontane è gelido e trasparente, eppure il prato vibra di aspettativa. La Roma Primavera entra in campo come un’orchestra pronta a suonare il concerto più intenso della stagione. Ogni pallone è una nota sospesa, ogni passaggio un arpeggio, ogni corsa un assolo che cerca il cuore dello spettatore.

Il fischio d’inizio rompe il silenzio come un battito di batteria improvviso. La squadra muove il pallone con attenzione, ma l’errore di Nardin al 5’ apre subito un silenzio carico di tensione: Mikolajewski si avventa verso la porta, un assolo di chitarra elettrica che squarcia l’aria, ma De Marzi si allunga, vola, graffia l’aria con i guantoni e salva tutto. Non è solo una parata: è il gesto di chi tiene insieme la partitura quando rischia di strapparsi.

La Roma respira di nuovo.

Panico prende la scena, lanciando la palla come un basso profondo che scandisce il ritmo, mentre Bah accompagna con energia e cuore, anche a terra nei contrasti più duri, sostenendo il battito dell’orchestra.

Della Rocca inventa aperture e dribbling sospesi, riff di sax che cercano di trasformare il caos in melodia. Morucci non si vede sempre, ma si sente sempre: rincorre, pressa, si sacrifica, abbassa la testa e tiene viva l’armonia quando il ritmo si sporca. È il contrabbasso che sostiene tutto, anche quando nessuno lo applaude, rincorre ogni pallone, sacrificandosi per mantenere viva la melodia della squadra.

Carlaccini corre sulle fasce, lampi di luce che illuminano il prato, tentando di accendere il ritornello con dribbling e accelerazioni. Di Nunzio riceve tra le linee, prova il tiro, e la palla sfiora la porta come un riff sospeso, pieno di potenzialità non ancora esplose. La tensione cresce, la musica della partita vibra nel cuore dei tifosi, sospesa tra speranza e apprensione.

La difesa regge, solida come percussioni potenti: Seck e Terlizzi chiudono linee e spazi, Litti corre come un arpeggio agile sulle fasce, e la squadra continua a cercare armonia anche quando il Parma alza la pressione.

Al 37’Cardinali avanza come una tromba esplosiva, calcia, e De Marzi respinge, in due tempi, un assolo che scuote l’aria di adrenalina.

Nel secondo tempo, Scacchi entra come un sintetizzatore che aggiunge nuove tonalità, improvvisazioni neon‑fucsia che illuminano il prato con energia pura. Arduini e Almaviva subentrano come cori supplementari, aggiungendo spessore e respiro al concerto della Roma.

Il ritmo cresce, la squadra prova a trovare il ritornello perfetto: al 74’ Panico lancia lungo, Carlaccini parte in profondità, ma Astaldi chiude ogni nota, impedendo che la melodia trovi il suo apice.

Poi, l’ultimo assolo del Parma: all’88’ Pajsar sventaglia, Balduzzi supera Carlaccini con un sombrero elegante e infila De Marzi (0-1).

Il drop finale, la nota stonata che spezza il sogno della Coppa Italia.

La sinfonia si interrompe, ma il concerto non muore: le note di coraggio, di cuore e di sacrificio restano sospese nell’aria, pronte a riprendere vita domenica contro l’Inter.

Guidi commenta, con voce carica di convinzione: “Non possiamo cancellare la prestazione dei ragazzi. C’è tanto di positivo da portare in campo. Ogni episodio può essere decisivo, dobbiamo continuare a giocare come squadra e con entusiasmo”.

La Coppa Italia Primavera finisce qui, ma il concerto della Roma resta vivo. Ogni corsa, ogni passaggio, ogni assolo sarà pronto a risuonare in un nuovo singolo epico, domenica alle 11:00.

di Sabrina Bastari – RC Testaccio